Un saluto a tutti...

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Re: Un saluto a tutti...

Messaggioda Hermes » gio mag 24, 2012 10:41 pm

Paola86 ha scritto:ti va di dirci in quale Stato vivi? solo se non lo ritieni troppo "personale"...


Spedito MP. Non è un problema mandare certe informazioni, ma preferisco che arrivino solo agli interessati...

io sono stata per un periodo negli stati uniti... sono venuta in contatto con i mormoni per la prima volta lì (non missionari però)... posso dire che esiste una grande differenza tra il mormonismo in Usa rispetto a quello qui in Europa. ...


Certamente. Aggiungerei che esiste una differenza marcatissima anche tra gli stessi mormoni USA, tra quelli dell'Utah e della California, del Sud e di Washington. Una differenza che loro stessi spesso avvertono con fastidio, beccandosi a vicenda. Il mormonismo è molto più variegato di quello che può sembrare a prima vista.
In quale parte degli USA sei stata?

Però è anche questo il motivo per cui nel mio post di presentazione dicevo che avevo molta vergogna di essermi avvicinata alla chiesa LDS in Italia... perchè quando l'ho fatto ho visto che c'è un abisso tra quello che è il mormonismo in Usa rispetto a quello che è qui.
Credo di trovarmi in un contesto di persone abbastanza sveglie da capire che non è assolutamente fare mia intenzione fare un discorso classista o discriminatorio in questo commento, ma la realtà in cui mi sono imbattuta è che qui in Italia la chiesa LDS accoglie generalmente persone con un grado di istruzione molto basso (almeno questa è la mia esperienza) e per questo utilizza tecniche di persuasione molto semplici e che sfociano in molti casi nella superstizione.
Negli Usa, al contrario, tutti i mormoni con cui mi sono confrontata avevano un background culturale molto variegato e di ottimo livello.


Lo stesso accade anche dalle mie parti, per una questione puramente pratica credo: c'è bisogno di fare numero. Poi rimane il fatto che l'obbiettivo primario è sempre la classe media o giovani studenti universitari, e infatti sono quelli che hanno gli incarichi dirigenziali.
Ho letto la storia di certi missionari che sono andati in crisi, diventando poi inattivi, quando il loro presidente di missione (in USA) chiedeva di lasciar perdere gli investigatori con scarse possibilità economiche o di basso livello di istruzione, per concentrarsi su quelli che avrebbero potuto sostenere molto di più le decime senza rimanere troppo a carico del church welfare. Niente di particolarmente scandaloso, da sempre la penetrazione missionaria avviene puntando prima di tutto alle elites, se possibile... e se non è possibile si inizia dal proletariato più malleabile (onestamente anche i missionari cattolici facevano così, anche se poi la missione non si limitava mai a un semplice indottrinamento).
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