CORSO Esorcismo e preghiera di liberazione

Avvisi, comunicazioni personali, richieste, proteste, domande... escluso politiche e reclamistica.

Moderatore: Trianello

CORSO Esorcismo e preghiera di liberazione

Messaggioda Trianello » sab mar 12, 2011 4:24 am

Allego la locandina del Corso su Esorcismo e prechiera di liberazione organizzato dal GRIS per i giorni dal 28 marzo al 2 aprile 2011 a Roma e a Bologna.

Immagine
Trianello

Deus non deserit si non deseratur
Augustinus Hipponensis (De nat. et gr. 26, 29)
Avatar utente
Trianello
Utente Veterano
 
Messaggi: 1136
Iscritto il: gio mar 23, 2006 7:24 am
Località: Roma

Re: CORSO Esorcismo e preghiera di liberazione

Messaggioda Leonardo » gio mar 31, 2011 1:29 pm

Inizia a Roma il VI Corso di Esorcismo e Preghiera di Liberazione

ROMA, lunedì, 28 marzo 2011 (ZENIT.org).- “Risolvere le difficoltà nelle quali da tempo si dibattono quei sacerdoti che cercano di affrontare i problemi presentati dalle persone che per un motivo o per l’altro entrano in contatto con il mondo dell’occulto, della magia, del satanismo, o da quelle che ritengono di aver a che fare con l’azione del demonio”.

Ha delineato in questo modo l'obiettivo del sesto corso “Esorcismo e Preghiera di Liberazione”, iniziato a Roma questo lunedì, Giuseppe Ferrari, segretario del Gruppo di Ricerca e Informazione Socio-Religiosa (GRIS), che ha organizzato insieme all’Istituto Sacerdos dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum l'iniziativa, sostenuta dalla Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti e dalla Congregazione per il Clero.

Nella lezione introduttiva, Ferrari ha avvertito che la risoluzione di problemi afferenti al satanismo o alla magia “può essere rimandata o ostacolata dall’impreparazione di quei presbiteri che non si sentono in grado o non si sentono dotati degli strumenti necessari per venire incontro in modo adeguato alle esigenze delle suddette persone”.

Per questo, è “evidente che solo la formazione approfondita di un numero adeguato di sacerdoti permette di affrontare con più efficacia e di meglio suddividere tra i diversi presbiteri le varie richieste d’intervento, indirizzando poi verso gli esorcisti, ufficialmente incaricati, solo i casi veramente bisognosi del loro intervento”.

Quattro elementi

L'esperto si è voluto concentrare soprattutto su quattro aspetti che possono avere attinenza con le tematiche dell’esorcismo e del satanismo: liceità dell’esorcismo; negatività e contraddittorietà dell’ambiente satanico; efficacia dell’azione a distanza di malefici o altre azioni magiche, equiparazione tra la figura dell’esorcista e quella del mago o operatore dell’occulto.

Quanto al primo punto, ha sottolineato che i cultori del satanismo potrebbero “affermare di sentire non rispettata la propria dignità di persona dall’esercizio di pratiche che tendono a scacciare quell’entità o quell’energia, comunque la vogliano identificare, alla quale intendono rivolgere il loro culto”.

Proprio per questo, ha spiegato, “è bene evidenziare che il rito dell’esorcismo rispetta pienamente la libertà e la dignità umana”: “non impone nulla a nessuno e non ha alcun effetto se non vi è adesione della volontà della persona a liberarsi da ciò che ritiene male e cioè dall’influenza o azione del demonio, vera o presunta che sia”.

Il satanismo, ha proseguito Ferrari, “crea un problema sociale, etico e culturale di notevole spessore, in quanto arriva ad approvare un completo ribaltamento dei valori”.

Tra le dimostrazioni di contraddittorietà, “non si vede come possa avere una giustificazione logica e razionale il comportamento di una persona che pur non credendo né nel demonio, né in Dio, né nella Chiesa, né nel Sacrificio Eucaristico, si impegni in modo tanto fanatico nelle cosiddette 'messe nere'”.

Circa malefici o azioni magiche, l'esperto ha osservato che gli atteggiamenti irrazionali e superstiziosi “non sono quelli di chi crede in modo ragionevole all’esistenza dell’aldilà e alla sua azione nel mondo materiale, ma di chi è convinto di poter piegare l’aldilà alla propria volontà e di chi arriva a pensare di avere il potere di andare oltre le leggi naturali o di sottometterle alla propria volontà, evidenziando implicitamente in tal modo una specie di delirio di onnipotenza”.

Ferrari ha infine sottolineato “la profonda e sostanziale differenza esistente tra l’operatore dell’occulto o mago e l’esorcista”, indicando che la chiave sta in “una semplice ma significativa domanda: 'Da chi siete stati mandati?'”.

“L’esorcista non è solo colui che riceve un mandato esplicito dal Vescovo, ma è anche e soprattutto un sacerdote, cioè colui che ha l’immenso potere di consacrare il pane e il vino facendoli divenire il Corpo e il Sangue di Cristo”. “Il mandato del presbitero è un mandato che viene direttamente da Cristo attraverso la Chiesa”.

Giovani e satanismo

Il giornalista e scrittore Carlo Climati si è concentrato su “Il satanismo giovanile”, ricordando che “l’interesse dei ragazzi per il mondo del satanismo ha riempito, in questi ultimi anni, le pagine dei giornali”.

In questo contesto, ha esortato ad affrontare un tema tanto delicato “con spirito costruttivo, senza diffondere allarmismi, cercando di esaminare la realtà di un fenomeno che ovviamente non riguarda la maggioranza dei giovani, ma al tempo stesso non può essere ignorato”.

Il satanismo, ha sottolineato, “punta a rovesciare e distruggere quei valori universali che sono scritti nel cuore di ogni essere umano” e “a creare confusione tra i giovani, per costruire una specie di società al contrario in cui il bene diventa male e il male diventa bene”.

“Quest’idea è rappresentata perfettamente attraverso un simbolo tipico dei satanisti: la croce rovesciata, che sta a significare il capovolgimento dei valori del Cristianesimo”, ha osservato.

Il satanismo tende inoltre “a diffondere tra i ragazzi un senso di pessimismo, di resa, di oscurità, di sconforto”, rappresentando “la morte della speranza” e spingendo a credere “che la vita sia una specie di giungla in cui vincono soltanto i più forti”.

Per questa ragione, bisogna “aiutare sacerdoti, insegnanti, genitori, educatori a fare un’opera di prevenzione tra i giovani, affinché le nuove generazioni non siano vittime di certe pericolose derive”.

Per ulteriori informazioni, tel. 06 665431, http://www.upra.org.
festina lente
Leonardo
Utente Senior
 
Messaggi: 410
Iscritto il: gio mag 04, 2006 7:02 pm
Località: Roma

Re: CORSO Esorcismo e preghiera di liberazione

Messaggioda Citocromo » ven apr 01, 2011 8:44 pm

Quando la fede nella Chiesa è debole, l'esorcismo perde efficacia
Intervista a padre François Dermine, presidente nazionale del GRIS

ROMA, venerdì, 1° aprile 2011 (ZENIT.org).- Un tempo gli esorcismi erano più immediati mentre oggi richiedono più tempo per essere efficaci. Secondo padre François Dermine, presidente nazionale del Gruppo di Ricerca e Informazione Religiosa (GRIS), una spiegazione può essere rintracciata nell'indebolimento della fede all’interno della Chiesa.

Italiano, ma di origine canadese, padre Dermine, priore del convento San Domenico di Bologna e professore di Teologia morale, è stato uno dei docenti del corso di esorcismo che si è svolto presso l’Ateneo Pontificio “Regina Apostolorum” di Roma, dal 28 marzo fino al primo aprile.

In questa intervista a ZENIT afferma che oggi sul demonio, per quanto riguarda le questioni teologiche, non si sa molto di più rispetto al passato, ma che è diventato più facile distinguere le patologie dai casi di possessione da parte del maligno. Una questione che chiama in ballo il discernimento dell’esorcista, che oltre a ricorrere alla preghiera deve avvalersi anche delle consulenze degli psichiatri.

Perché un corso sull'esorcismo?

Padre Dermine: Perché è un corso che serve a far conoscere meglio questo ministero ai sacerdoti ma anche all’ambito medico e psicologico. I destinatari non sono necessariamente dei futuri esorcisti anche perché non basta un corso per diventare esorcisti ma bisogna ricevere un mandato esplicito dal Vescovo. Si tratta di contribuire a riportare a galla un ministero che spesso è stato trascurato in Italia e nel mondo, quindi abbiamo voluto far conoscere la necessità e l’attualità di questo tipo di corso.

Questo è la sesta edizione del corso. Molti dei sacerdoti che vi partecipano hanno modo poi di approfondire la materia o rimane un qualcosa soltanto a livello conoscitivo?

Padre Dermine: Rimane, bisogna riconoscerlo, più a un livello teorico che pratico. Successivamente, alle persone che ottengono il permesso del Vescovo o ne fanno richiesta viene consigliato di avvicinare un esorcista di esperienza per potersi far istruire sull'esercizio concreto del ministero.

Oggi si sa di più sul demonio di quanto si sapeva nel Medioevo?

Padre Dermine: Da un punto di vista teologico non è che si sappia di più oggi di quanto si sapesse già nel Medioevo. Grandi dottori della Chiesa come Ssan Tommaso, san Buonaventura, sant’Agostino e anche tanti altri santi hanno parlato del demonio in modo molto approfondito e addirittura anche speculativo, filosofico oltre che teologico.

Possiamo, invece, sapere di più riguardo a certe malattie che in passato potevano essere considerate manifestazioni dell'azione diabolica ma che sono appunto soltanto delle malattie. Per esempio in passato l’epilessia veniva facilmente ricondotta a una forma di possessione diabolica e invece si tratta di una malattia da curare.

E come si distingue un caso di possessione, infestazione o manifestazione diabolica da una malattia?

Padre Dermine: Questa secondo me è una delle principali difficoltà dell'esorcista, che è chiamato a fare un discernimento che costituisce la parte centrale del ministero esorcistico. Perché ci sono delle persone che credono di essere in balia del demonio, e di essere perseguitate attraverso vessazioni, ossessioni o cose del genere. Allora bisogna capire se abbiamo a che fare o meno con persone che soffrono di allucinazioni o cose del genere. Lì bisogna parlare con loro e l’esorcista può fare anche ricorso ai medici, agli psichiatri. Per esempio quando ero esorcista nella mia diocesi, nella mia squadra c'erano tre sacerdoti - me compreso - e due psichiatri che interpellavo nei casi dubbi.

Il discernimento non sempre è immediato. Parlando con le persone o sulle persone, ci si accorge quasi subito se c’è qualche reazione, non necessariamente quelle reazioni spettacolari che potremmo immaginare nel caso delle possessioni, ma delle reazioni particolari come delle alternanze di caldo e di freddo, un inizio di svenimento oppure si mettono a eruttare e cose del genere. Il discernimento si fa anche con la preghiera. E' necessario ricordare che l’esorcismo è un'opera soprannaturale che ha come principale personaggio Dio.

Gesù stesso ha fatto degli esorcismi.

Padre Dermine: Del resto Giovanni Paolo II diceva che uno dei principali ministeri di Gesù fu quello dell’esorcismo. Quindi ne ha fatti e anche tanti. E nella Bibbia e nei Vangeli, non sempre risulta chiara la distinzione tra una guarigione e una liberazione. In uno dei passi si dice che una persona era malata e poi quando interviene Gesù si dice che era stata liberata o viceversa.

L’esorcismo viene di solito associato quasi esclusivamente alla possessione ma bisogna ricordarsi che l’esorcista molte volte ha a che fare non con i posseduti ma con persone che possono essere vittime di varie forme di persecuzioni diaboliche. Infestazioni di case dove si sentono dei rumori, dei mobili che si possono spostare o spaccare.

Poi ci possono essere i casi di possessione – quando le persone, per esempio, sentono delle voci dentro di sé –, che si manifestano quando si fa spiritismo. Chiaramente bisogna accertarsi che non si tratti di un caso di schizofrenia. Molte volte le reazioni non implicano fenomeni straordinari.

Poi la liberazione può avvenire anche attraverso un cammino spirituale: la persona deve cambiare vita, frequentare i sacramenti ecc.

La persona che ottiene il permesso dal Vescovo per esercitare questo ministero deve avere delle qualità particolari?

Padre Dermine: Nel diritto dell’esorcismo si parla anche di qualità morali, spirituali e in un certo senso culturali. Bisogna conoscere per esempio un minimo di psicologia.

Quali sono le cose pericolose per una persona normale?

Padre Dermine: Buona parte delle persone che si rivolgono all’esorcista lo fanno a seguito di una pratica diretta, volontaria dell’occultismo, di varie forme di magia, spiritismo etc.

Però queste cose possono avvenire senza che ci sia nessuna compromissione da parte del soggetto con l’occulto, e queste persone possono essere vittime di mali che vengono fatti a loro. E qui entriamo in qualcosa di molto misterioso che è il maleficio. Quando ho iniziato il mio ministero esorcistico ero un po’ perplesso riguardo a questa realtà, però ho dovuto ricredermi.

La migliore protezione in questi casi?

Padre Dermine: La vita cristiana e di preghiera. Però non ci sono, diciamo, delle protezioni assolute. Ci sono per esempio anche dei santi, penso per esempio a san Giovanni Calabria, a santa Gemma Galgani, che anche se per breve tempo sono stati vessati tremendamente dal demonio.

Basta un solo esorcismo per liberare dalla possessione diabolica?

Padre Dermine: Qui stiamo toccando un tasto molto delicato, nel senso che ho sentito dei racconti di esorcisti di quaranta o cinquanta anni fa, secondo cui allora bastava un solo esorcismo per liberare una persona. Oggi possono durare dei mesi e anche degli anni. E bisogna riflettere sul perché di questo. Qualcuno potrebbe pensare che ciò avviene perché viviamo in una società che si è allontanata da Dio e in un certo senso è apostatata. Io qui le indico una opinione del tutto personale: l’esorcista non recita una preghiera personale ma prega in nome della Chiesa, e se la fede viene a indebolirsi all’interno della Chiesa, può darsi che questo contribuisca a diminuire l’efficacia dell’esorcismo vero e proprio.

Qual è il rapporto tra le formule dell’esorcismo e la fede?

Padre Dermine: Delle formule senza fede non valgono niente. Ma non è soltanto la fede dell’esorcista, secondo me, che interviene ma la fede della Chiesa. Qui quando parlo di Chiesa non mi riferisco alla Chiesa istituzionale che ha sempre creduto ed ha insegnato la realtà del demonio e la possibilità concreta di subire persecuzioni da parte sua. Ma parlo degli uomini di Chiesa. Non tutti i sacerdoti e addirittura alcuni Vescovi credono veramente in queste cose. Capisco che è un discorso molto delicato...

Non la Chiesa gloriosa ma la Chiesa militante?

Padre Dermine: La Chiesa qui sulla terra che può essere anche tentata dalla secolarizzazione, il razionalismo...la fede sull’esistenza del demonio rischia di affievolirsi.

L'iconografia cattolica o la mancanza della stessa ha qualche influenza?

Padre Dermine: No, se la nostra società si secolarizza e addirittura rinnega la propria fede è ovvio che lascia più spazio al demonio che è nemico dell’incarnazione.

Chi esercita l’esorcismo nel suo ministero sacerdotale deve fare molta esperienza?

Padre Dermine: Non si finisce mai di imparare e l’esperienza arricchisce sempre ed è assolutamente fondamentale. Il problema degli esorcisti attuali è che sono diventati tali senza seguire gli insegnamenti di nessun maestro. Io ho avuto pochissima esperienza pratica e ho dovuto in un certo senso arrangiarmi commettendo anche qualche errore. L’esperienza la acquisiamo poco per volta, l’ideale sarebbe avere dei maestri in questo campo.

Non sempre troviamo le spiegazioni per tutto, però dobbiamo credere che Dio è presente, che Dio agisce, che siamo dalla parte del vincitore e che il demonio cerca di disturbare l’uomo, di allontanarlo da Dio o addirittura di distruggerlo; e che Dio offre alla Chiesa i mezzi per combattere vittoriosamente il demonio.
Citocromo

Mi sembra che si debbano ricondurre gli uomini alla speranza di trovare la verità. (Sant'Agostino, Lettere, 1,1)
Avatar utente
Citocromo
Nuovo Utente
 
Messaggi: 167
Iscritto il: mer giu 16, 2010 1:15 pm
Località: Bologna

Re: CORSO Esorcismo e preghiera di liberazione

Messaggioda Citocromo » mar apr 24, 2012 10:25 am

A colloquio con il vescovo Luigi Negri

Quel ministero di consolazione chiamato esorcismo


di MARTA LAGO

È «un fenomeno di grande profondità, complessità e perversività». Si tratta dell’azione del demonio che «condiziona la vita cercando di scardinare la fede dal cuore degli uomini». Infatti, «c’è una presenza diabolica certamente nella mentalità che domina questa nostra società», «una mentalità sostanzialmente ateistica, diabolica nel senso che si dice: “Se si toglie Dio, l’uomo si realizza pienamente”. Già il beato Giovanni Paolo II, quando nel 1976 predicò gli esercizi spirituali a Paolo VI, dedicò un capitolo a questo dilagare della mentalità del peccato originale nella storia della cultura moderna e contemporanea» e quindi «è necessario che il fenomeno venga impostato con chiarezza dal punto di vista culturale». Con queste parole, il vescovo di San Marino - Montefeltro, Luigi Negri, membro della commissione per la dottrina della fede della Conferenza episcopale italiana, ha spiegato al nostro giornale il contesto del settimo corso sul ministero dell’esorcismo, tenutosi a Bologna e a Roma — simultaneamente in videoconferenza — dal 16 al 21 aprile scorsi, nelle sedi degli organizzatori, il Gruppo di ricerca e informazione socio-religiosa (Gris) e il Pontificio Ateneo Regina Apostolorum. Con il patrocinio della Congregazione per il Clero, al corso hanno partecipato più di duecento persone: più della metà sacerdoti, alcuni religiosi e il resto laici, uomini e donne, la maggior parte proveniente dall’Italia e da altri Paesi europei. C’è stata pure una consistente rappresentanza degli Stati Uniti e dell’America meridionale, in particolare dal Brasile, ma anche del Canada e d’Israele, per citare alcuni esempi. Tra i partecipanti c’erano sacerdoti che si stanno preparando al ministero dell’esorcismo; gli altri iscritti cercavano una formazione specifica per il loro impegno ecclesiale o per la loro professione.
Monsignor Negri, incaricato della lezione inaugurale, ha sottolineato come il corso ha saputo affrontare tutti gli aspetti — antropologici, fenomenologici e sociali; teologici, liturgici, canonici, pastorali e spirituali; medici, neuro-scientifici, farmacologici e psicologici, e perfino criminologici, legali e giuridici — «anche i più problematici, con un notevole peso culturale».
Il presule ricorda che «il potere che la Chiesa ha sul demonio, che è lo stesso potere che aveva Cristo, fa parte integrante della sua missione e si esprime come diaconia della verità e diaconia della carità». Perciò si cerca di «dare una chiarezza di giudizio sulla presenza del male, del demonio, nella normalità della vita culturale e sociale, e accompagnare coloro che vengono aggrediti dal potere del demonio con un lungo e significativo cammino di carità», al cui termine, «in certe situazioni c’è appunto l’esorcismo». Questo è un atto liturgico — il cui esercizio compete al sacerdote autorizzato dal vescovo — che si potrebbe definire come «ministero di consolazione» da esercitare tenendo conto di uno sguardo più ampio perché, oltre ai casi specifici, «abbiamo di fronte un’umanità che deve essere liberata dall’errore e deve essere consolata nel cammino della vita esercitando noi nei loro confronti — ricorda monsignor Negri — la stessa carità che il Signore ha avuto con i primi che ha incontrato».
L’estrema sofferenza umana è il denominatore comune di tutti gli aspetti che, con serenità e serietà, hanno affrontato i relatori e i partecipanti durante il corso. Perché l’azione straordinaria del demonio infligge una sofferenza indicibile, per infestazione, vessazione, ossessione o possessione. E perché si constata l’aumento di tale azione nel nostro tempo attraverso il contatto, sempre più frequente, della gente con il mondo dell’occulto e con le sue più svariate espressioni.
Azione straordinaria tra le cui cause si può quindi individuare l’esercizio di riti malefici contro una persona o l’avvicinamento più o meno diretto a pratiche occulte. Come dimostra l’esperienza esorcistica, sono incrinature attraverso le quali penetra l’azione demoniaca. Perciò non sono affatto irrilevanti — per citare solo alcune situazioni — la frequentazione di medium e di maghi, la superstizione, la partecipazione a sedute spiritiche e a riti esoterici, a sette e a culti satanici. Tutto ciò con un minore o un maggiore livello di coinvolgimento.
Presente in qualunque ambito, la fenomenologia delle “sette” è stata minuziosamente esaminata durante il corso per la sua inarrestabile crescita riguardo sia alla varietà sia al numero di adepti. E sebbene non tutte le sette siano specificatamente sataniche, i relatori le hanno definite nell’insieme come diaboliche per natura, poiché, sotto un manto di segretezza, sono volte esclusivamente a sfruttare la persona vulnerabile, privandola della sua libertà — che viene distrutta, danneggiando così la famiglia e la società — calpestando i suoi diritti, imponendole un modello ferreo di esistenza, richiudendola in una struttura totalizzante, portandola a un isolamento sociale e affettivo e perciò a una spersonalizzazione attraverso numerosi abusi più o meno evidenti.
Un contesto drammatico, dalle ripercussioni non di rado criminali, nel quale abbondano le sostanze psicoattive — una delle forme più dirette di alterazione del comportamento — e azioni rituali della più diversa natura, fino a incorrere nel pericolo di lesioni e di morte e nelle derive sacrileghe. Il senso religioso non ha nulla a che vedere con le sette. Queste, al massimo, lo strumentalizzano, anche nel loro riuscito avvicinamento ai giovani, tanti ancora minorenni. A questi fattori si aggiunge, tra l’altro, il fascino che il satanismo esercita sugli adolescenti. I satanisti veri e propri non sono numerosi, ma — anche attraverso internet — è molto diffusa la cultura satanica, dove non è rara l’istigazione alla violenza e al suicidio.
Il sostrato di tutte queste tendenze è la ricerca del potere che penetra da ogni dove, che dà impulso alla pretesa di trarre determinati benefici da una situazione di allontanamento da Dio. Con radici precise nella dittatura del relativismo, nella crisi delle relazioni interpersonali in un quadro iper-tecnologico, nell’esaltazione del soggettivismo, nel delirio di onnipotenza che fa della persona un “dio”.
È urgente allora ripassare questa casistica per tenere alta la prevenzione, per dare aiuto, e chiaramente per prestare la dovuta attenzione pastorale a tutte le persone che vivono un’insopportabile sofferenza spirituale e ne portano addosso le devastanti conseguenze. Queste hanno bisogno di accoglienza, di ascolto, di accompagnamento, di un autentico riscatto, che esse stesse chiedono. Tutto ciò esige dal sacerdote, e soprattutto dall’esorcista (e dalla scienza) una buona dose di prudenza e di discernimento per giungere — di fronte alla manifestazione di determinati segni — a una certezza sul nesso causa-effetto.
Senza cadere nella credulità, ma neppure nel razionalismo che scarta a priori una manifestazione preternaturale.
Quando, quasi quarant’anni fa, Paolo VI disse che uno dei maggiori bisogni della Chiesa è la difesa da «quel male, che chiamiamo il Demonio», sapeva già che quell’affermazione poteva apparire semplicistica, superstiziosa e irreale. Tuttavia, non esitò a indicare «l’intervento in noi e nel nostro mondo» di questo «agente oscuro e nemico». «Il male non è più soltanto una deficienza, ma un’efficienza, un essere vivo, spirituale, pervertito e pervertitore.
Terribile realtà. Misteriosa e paurosa». «Esce dal quadro dell’insegnamento biblico ed ecclesiastico — ammonì — chi si rifiuta di riconoscerla esistente».
L’esorcismo cerca di espellere i demoni o di liberare dal dominio demoniaco grazie all’autorità spirituale che Gesù ha affidato alla sua Chiesa. La curiosità morbosa si fissa su segnali terribili dell’azione maligna, ma svia l’attenzione dal potere meraviglioso di Dio e della sua azione salvifica, cosa di cui si rendono conto non solo gli esorcisti ma anche le persone che ricorrono a essi. Perciò gli stessi esorcisti — che sono intervenuti durante il corso — ben consapevoli della durissima realtà che devono affrontare ogni giorno, non hanno esitato a spiegare il loro delicato e difficile ministero in termini di gioia e di speranza, di opera di misericordia, di enorme crescita nella fede. Nell’esperienza della consolazione autentica — per tutte le persone coinvolte — che proviene dalla presenza liberatrice di Cristo vivo e risorto.

(© L'Osservatore Romano 23-24 aprile 2012)
Citocromo

Mi sembra che si debbano ricondurre gli uomini alla speranza di trovare la verità. (Sant'Agostino, Lettere, 1,1)
Avatar utente
Citocromo
Nuovo Utente
 
Messaggi: 167
Iscritto il: mer giu 16, 2010 1:15 pm
Località: Bologna

Re: CORSO Esorcismo e preghiera di liberazione

Messaggioda Leonardo » lun mag 07, 2012 10:08 pm

Norme canoniche da osservare con chi viene esorcizzato dal demonio


1. Il sacerdote che si appresta a esorcizzare persone tormentate dal demonio deve essere munito di speciale ed espressa autorizzazione dell'Ordinario e deve essere fornito di pietà, prudenza, integrità di vita; confidando non nel suo potere, ma in quello divino; sia distaccato da ogni cupidigia dei beni umani, per poter compiere il suo compito religioso mosso da costante carità e umiltà. Deve inoltre essere di età matura e degno di rispetto non solo per l'incarico, ma per la serietà dei costumi.
2. Perciò per poter adempiere rettamente al suo ufficio, si sforzi di conoscere molti altri documenti utili al suo compito, scritti da provati autori e che qui, per brevità, non indichiamo, e si valga dell'esperienza; inoltre deve osservare diligentemente queste poche norme, particolarmente necessarie.
3. Prima di tutto non creda facilmente che qualcuno sia posseduto dal demonio; a tale scopo sia bene a conoscenza di quei sintomi da cui si distingue un posseduto da coloro che sono affetti da una qualche malattia, soprattutto psichica. Possono essere segni della presenza del demonio: parlare correttamente lingue sconosciute o capire chi le parla; conoscere fatti distanti o nascosti; dimostrare di avere delle forze superiori all'età e alla naturale condizione; e altri fenomeni di questo genere che più sono numerosi e più sono indicativi.
4. Per acquistare una maggiore conoscenza dello stato della persona, dopo uno o due esorcismi, egli interroghi il posseduto su quanto ha percepito nella mente o nel corpo; per conoscere anche a quali parole i demoni si siano maggiormente turbati, per insistervi e ripeterle con più frequenza in seguito.[E' risaputo che i demoni sono tormentati in modo particolare dall'invocazione dell'Incarnazione, Passione e Morte in Croce del Signore, per i seguenti motivi: 1) esse hanno liberato l'uomo dalla schiavitù satanica; 2) ricordano ai diavoli l'infinita umiltà di Dio, di contro alla loro irredimibile superbia (vedi Metapsicologia); a detta di don Amorth, inoltre, gli spiriti immondi sarebbero molto afflitti dall'invocazione della Beata Semprevergine Maria, perchè: 1) fu costituita da Dio quale futura avversaria del Serpente, a cui avrebbe schiacciato la testa (Gn 3, 15); 2) Ha dato carne al Redentore del mondo; 3) Essendo stata preservata dal peccato e assunta in Cielo, è il modello e "l'anticipo" di tutti i credenti, e dunque pieno fallimento di Satana; n.d.r.]
5. Si renda conto di quali artifici e inganni usino i demoni per fuorviare l'esorcista: infatti sono soliti rispondere con menzogne; si manifestano difficilmente affinchè l'esorcista, ormai stanco, ci rinunci; oppure il colpito si finge malato e non posseduto dal demonio.
6. Talvolta i demoni, dopo essersi manifestati, si nascondono e lasciano il corpo libero da ogni molestia, così che il colpito crede di essere totalmente liberato. Ma l'esorcista non cessi finchè non vede i segni della liberazione.
7. Talvolta poi i demoni pongono in atto tutti gli impedimenti che possono perchè il malato non si sottoponga agli esorcismi, o si sforzano di convincere che si tratta di una malattia naturale; qualche volta, durante l'esorcismo, fanno sì che il malato dorma e gli mostrano una qualche visione, nascondendo se stessi, perchè sembri che il malato sia liberato.
8. Alcuni dichiarano di aver ricevuto un maleficio, dichiarando anche da chi è stato fatto e in che modo vada distrutto. Ma si stia attenti che per questo non ci si rivolga a maghi, o a indovini o ad altri, anzichè ricorrere ai ministri della Chiesa; che non si ricorra a nessuna forma di superstizione o ad altri mezzi illeciti.
9. Altre volte il demonio permette che l'infermo riposi e riceva la Santissima Eucaristia, perchè sembri che se ne sia andato. Inoltre sono innumerevoli gli artifici e le frodi del demonio per ingannare l'uomo; per non lasciarsi imbrogliare da questi modi l'esorcista deve essere molto prudente.
10. Perciò l'esorcista, memore di quanto ha detto il Signore, che certo genere di demoni non si scaccia se non con la preghiera e il digiuno (Matteo 17,21), si sforzi di fare uso di questi due potentissimi rimedi per impetrare l'aiuto divino ed espellere i demoni, secondo l'esempio dei Santi Padri, in quanto gli è possibile, o personalmente o incaricandone altri.
11. I posseduti vengano esorcizzati in chiesa, se si può fare comodamente, o in un altro locale religioso e conveniente, lontano dalle folle. Ma se il posseduto è ammalato, o per altro giusto motivo, si può compiere l'esorcismo anche in casa.
12. Venga avvisato il posseduto, se è in grado fisicamente e mentalmente di farlo, di pregare a suo vantaggio, di digiunare, di ricevere spesso la confessione e la comunione a suo sostegno, secondo il consiglio del sacerdote. E mentre viene esorcizzato, che stia raccolto, che si rivolga a Dio con ferma fede per chiedergli la salute con tutta umiltà. E mentre viene maggiormente tormentato, sopporti con pazienza, senza mai dubitare dell'aiuto di Dio.
13. Abbia il Crocifisso nelle mani o in vista. Anche le reliquie dei Santi, quando si possono avere; tenute con sicurezza e avvolte convenientemente, possono essere poste con riverenza sul petto o sul capo del posseduto. Ma si stia attenti che gli oggetti sacri non vengano trattati in modo indegno o possano subire danno dal demonio. Non si ponga la santissima Eucaristia sul capo del posseduto o su altra parte del suo corpo, per il pericolo di irriverenza.
14. L'esorcista non si perda in molte parole, né in domande superflue o di curiosità, soprattutto riguardo a fatti futuri o nascosti, che non si addicono al suo ufficio [e che lo assimilirebbero ad un indovino o a un negromante; n.d.r]. Ma imponga allo spirito immondo di tacere e di rispondere solo alle sue domande; e neppure gli creda se il demonio finge di essere l'anima di un qualche Santo, o di un defunto, o di un Angelo buono.
15. Le domande necessarie da farsi sono, ad esempio, quelle sul numero e sui nomi degli spiriti presenti, sul tempo in cui sono entrati, sulla causa della possessione, e altre simili. Quanto alle altre futilità del demonio, il riso, le inezie, l'esorcista le tronchi o le disprezzi; e ammonisca i presenti, che debbono essere pochi, di non farne caso e di non rivolgere domande al posseduto; ma piuttosto di pregare Dio per lui, con umiltà ed insistenza.
16. Gli esorcismi vanno detti o letti comandando con autorità, con grande fede, umiltà e fervore; e quando ci si accorge che lo spirito è più tormentato, allora si insista e lo si incalzi con più forza. Qualora ci si accorga che il posseduto soffre in qualche parte del corpo, o è colpito, o compare in qualche parte un bubbone, vi si faccia il segno della croce e si asperga con acqua benedetta, che si deve sempre avere pronta.
17. L'esorcista osservi anche a quali parole i demoni tremano di più [vedi nota al punto 4; n.d.r.], e le ripeta più volte; e quando giunge al comando, lo ripeta spesso, aumentando sempre la punizione. Se poi nota un progresso, conitnui per due, tre, quattro ore, e più che può, fino a conseguire il successo.
18. Si guardi inoltre l'esorcista dal somministrare o consigliare una qualsiasi medicina, ma lasci ai medici questo compito.
19. Esorcizzando una donna, sia sempre presente qualche persona fidata, che tenga stretta la posseduta mentre viene agitata dal demonio; se è possibile, queste persone siano della famiglia della posseduta. Inoltre l'esorcista, geloso della delicatezza, si guardi bene dal dire o fare qualsiasi cosa che possa essere per lui o per gli altri occasione di cattivi pensieri.
20. Durante l'esorcismo, usi di preferenza le parole della S. Scrittura, anzichè quelle proprie o di altri. E imponga al demonio di dire se è entrato in quel corpo in seguito a magia, o a segni malefici, o a cose maleficiate che il posseduto ha mangiato; in questo caso le vomiti; se invece ci si è serviti di cose esterne alla persona, dica dove sono e, dopo averle trovate, si brucino. Si avverta il posseduto di rivelare all'esorcista le tentazioni a cui viene soggetto.
21. Se poi il posseduto venisse liberato, lo si ammonisca con cura di guardarsi dal peccato per non offrire al demonio l'occasione di ritornare; in questo caso la sua condizione potrebbe diventare peggiore di quella di prima della liberazione

.(can. 1172 segg. del Diritto Canonico).
festina lente
Leonardo
Utente Senior
 
Messaggi: 410
Iscritto il: gio mag 04, 2006 7:02 pm
Località: Roma

Re: CORSO Esorcismo e preghiera di liberazione

Messaggioda Leonardo » gio mag 17, 2012 3:02 pm

A Citocromo, ma ovviamente anche per quanti interessati all'argomento, ricordo che Padre Gabriele AMORTHtiene una rubrica mensile su "Radio Maria" il 2°Mercoledì di ogni mese con titolo: "Racconti di un Esorcista" -in FM, frequenze da 87,5 a 108 MHz - e Telefono 031.610610 per saperne di più,
Leonardo
festina lente
Leonardo
Utente Senior
 
Messaggi: 410
Iscritto il: gio mag 04, 2006 7:02 pm
Località: Roma


Torna a Bacheca

Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 1 ospite

cron