domanda sui voti di un/una laico/a consacrato/a

Si suppone la conoscenza della Dottrina Cattolica in linea di massima. Qui si dà spazio al chiarimento di punti che rimanessero lacunosi per alcuni utenti.

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domanda sui voti di un/una laico/a consacrato/a

Messaggioda alenis » ven feb 13, 2009 3:04 pm

salve,

esiste, correggetemi se sbaglio, la figura del laico consacrato; ovvero di persone che hanno deciso di prendere alcuni voti che possono essere di povertà, castità e obbedienza; esistono monaci e suore; esistono anche delle persone che rimangono laiche, ovvero non entrano a far parte di un ordine religioso particolare, ma fanno voto di castità; ho letto qui

http://unasuoraperamica.splinder.com/post/16138897

che sono voti che possono essere sciolti in quanto non costituiscono un Sacramento; o meglio: un sacerdote è stato investito di un Sacramento; per cui anche se egli viene sospeso, il Sacramento rimane; quindi è sempre e cmq un sacerdote. Invece, per le suore, per es:, non è presente alcun Sacramento, ma semplicemente una promessa di voto fatta a Dio, che, per gravi motivi, può anche essere sciolta.

le cose stanno così? grazie
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Re: domanda sui voti di un/una laico/a consacrato/a

Messaggioda Trianello » dom feb 15, 2009 6:05 am

Sì, stanno così.
I voti di vita religiosa non sono un Sacramento, ma un impegno preso verso Dio. Per cui, qualora le circostanze lo impongano, possono anche essere sciolti.
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Re: domanda sui voti di un/una laico/a consacrato/a

Messaggioda alenis » lun feb 16, 2009 11:25 am

grazie; altre domande:

1) quindi il monaco francescano è un normale consacrato ? oppure è anche sacerdote ?

2) come mai le suore vengono definite "spose di Cristo" se non c'è un reale Sacramento ? Anche le laiche consacrate si definiscono così.

3) quali potrebbero essere i gravi motivi da far si che si possano sciogliere i voti ? faccio un esempio: un monaco o una monaca: hanno dei problemi familiari ( per es: la salute dei propri genitori ) per i quali sono costretti ad uscire; i loro voti ( povertà, castità e obbedienza ) vengono sciolti tutti, oppure, se vogliono ne possono conservare alcuni ? ( per es: la castità )

grazie
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Re: domanda sui voti di un/una laico/a consacrato/a

Messaggioda Trianello » lun feb 16, 2009 10:45 pm

Forse fai un po' di confusione perché non hai chiara la differenza che passa tra laico e ordinato e tra religioso e secolare. I laici possono essere sia religiosi che secolari, così come gli ordinati. Ora, un frate francescano, così come un monaco benedettino non è detto che sia anche un sacerdote, così come un sacerdote non è che per essere tale deve necessariamenta appartenere ad un ordine religioso, ci sono, infatti, anche i cosiddetti sacerdoti secolari.

Per chiarirti le idee ascolta le lezioni dodicesima e tredicesima dell'audiocorso sui fondamenti del Cristianesimo che trovi sul mio Sito a questo indirizzo:

http://www.esserecattolici.com/modules. ... page&pid=4
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Re: domanda sui voti di un/una laico/a consacrato/a

Messaggioda alenis » mar feb 17, 2009 5:01 pm

ho ascoltato le lezioni da te suggerite; ed ho dei dubbi:

1) per secolare, se non ho capito male, si intende uno che vive nel mondo; dici che esistono appunto gli ordinati secolari; e chi sono ? per es. sono i sacerdoti diocesani ?

2) per religioso, invece, si intende uno che non vive nel mondo e che è entrato a far parte di un ordine ( appunto ) religioso; dici, se non ho capito male, che esistono dei religiosi laici; e chi sono questi religiosi laici ? suore e monaci ? o qualcos'altro ? e sempre su questi ultimi, se non c'è Sacramento, perchè le suore, per es, si fanno chiamare "spose di Cristo" se il Sacramento non c'è ?

3) per religioso ordinato si intende invece uno che è stato ordinato e che fa parte anche di un ordine religioso; per es, un sacerdote gesuita; giusto ?

4) un laico secolare, invece, è il normale classico cattolico; esatto ?

5) quando parlavo all'inizio di laici consacrati, mi riferivo a persone che, pur lavorando normalmente nella società ( camionista, informatico, infermiere, ecc. ) , decidono di non sposarsi per dedicare il loro tempo libero alla preghiera e a Dio. Questi ultimi sono paragonabili a suore e monaci, oppure, ci sono altre differenze ( oltre ovviamente al tipo di vita scelta ) ?
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Re: domanda sui voti di un/una laico/a consacrato/a

Messaggioda Trianello » mar feb 17, 2009 10:53 pm

1) per secolare, se non ho capito male, si intende uno che vive nel mondo; dici che esistono appunto gli ordinati secolari; e chi sono ? per es. sono i sacerdoti diocesani ?


Sì. Vale a dire tutti quei sacerdoti che non appartengono ad un qualche ordine religioso.

2) per religioso, invece, si intende uno che non vive nel mondo e che è entrato a far parte di un ordine ( appunto ) religioso; dici, se non ho capito male, che esistono dei religiosi laici; e chi sono questi religiosi laici ? suore e monaci ?


Tutte le monache e le suore e tutti i monaci ed i frati che non siano stati ordinati al sacerdozio ministeriale (anche se, oggi come oggi, quasi tutti i frati ed i monaci sono anche dei “preti”).

3) per religioso ordinato si intende invece uno che è stato ordinato e che fa parte anche di un ordine religioso; per es, un sacerdote gesuita; giusto ?


Sì, per intenderci: il Cardinal Martini (essendo un gesuita) è un religioso ordinato, mentre il Cardinal Ratzinger (non appartenendo ad un ordine religioso) era un secolare ordinato.

4) 4) un laico secolare, invece, è il normale classico cattolico; esatto ?


Esatto. Io e te, per esempio, apparteniamo a questa categoria.

5) quando parlavo all'inizio di laici consacrati, mi riferivo a persone che, pur lavorando normalmente nella società ( camionista, informatico, infermiere, ecc. ) , decidono di non sposarsi per dedicare il loro tempo libero alla preghiera e a Dio. Questi ultimi sono paragonabili a suore e monaci, oppure, ci sono altre differenze ( oltre ovviamente al tipo di vita scelta ) ?


Sono paragonabili a suore e monache e a frati e monaci non ordinati. La grossa differenza sta nel fatto che chi entra a far parte di un ordine religioso (benedettini, francescani, domenicani, salesiani, paolini, ecc.) si impegna a rispettare una precisa regola (ecco perché viene detto “regolare”), mentre ciò non vale per i laici consacrati che non entrino a far parte di un preciso ordine, ma decidano di consacrarsi a Dio seguono una regola stabilita da loro stessi (in accordo, si spera, con il loro padre spirituale) o una regola approvata dalla Chiesa.
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Re: domanda sui voti di un/una laico/a consacrato/a

Messaggioda alenis » mer feb 18, 2009 10:01 am

Trianello ha scritto:
2) per religioso, invece, si intende uno che non vive nel mondo e che è entrato a far parte di un ordine ( appunto ) religioso; dici, se non ho capito male, che esistono dei religiosi laici; e chi sono questi religiosi laici ? suore e monaci ?


Tutte le monache e le suore e tutti i monaci ed i frati che non siano stati ordinati al sacerdozio ministeriale (anche se, oggi come oggi, quasi tutti i frati ed i monaci sono anche dei “preti”).


e per questi ( quelli che non sono preti ) non c'è Sacramento giusto ? se è così, in che senso, ad esempio, le suore possono essere chiamate "Spose di Cristo" se il Sacramento non c'è ? e i monaci ( che non sono preti ) e le suore possono lasciare l'ordine quando vogliono ( senza incorrere in peccato mortale ovviamente ) , oppure solo sotto il permesso dei loro superiori ?

5) quando parlavo all'inizio di laici consacrati, mi riferivo a persone che, pur lavorando normalmente nella società ( camionista, informatico, infermiere, ecc. ) , decidono di non sposarsi per dedicare il loro tempo libero alla preghiera e a Dio. Questi ultimi sono paragonabili a suore e monaci, oppure, ci sono altre differenze ( oltre ovviamente al tipo di vita scelta ) ?


Sono paragonabili a suore e monache e a frati e monaci non ordinati. La grossa differenza sta nel fatto che chi entra a far parte di un ordine religioso (benedettini, francescani, domenicani, salesiani, paolini, ecc.) si impegna a rispettare una precisa regola (ecco perché viene detto “regolare”), mentre ciò non vale per i laici consacrati che non entrino a far parte di un preciso ordine, ma decidano di consacrarsi a Dio seguono una regola stabilita da loro stessi (in accordo, si spera, con il loro padre spirituale) o una regola approvata dalla Chiesa.



anche in questo caso, in che senso di può parlare di "spose/i di Cristo" ? e inoltre, in quali casi possono rompere il loro voto se lo desiderano ? quando lo decidono loro ? oppure sotto particolari condizioni ? ed eventualmente quali ?
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Re: domanda sui voti di un/una laico/a consacrato/a

Messaggioda Trianello » mer feb 18, 2009 11:39 pm

e per questi ( quelli che non sono preti ) non c'è Sacramento giusto ? se è così, in che senso, ad esempio, le suore possono essere chiamate "Spose di Cristo" se il Sacramento non c'è ? e i monaci ( che non sono preti ) e le suore possono lasciare l'ordine quando vogliono ( senza incorrere in peccato mortale ovviamente ) , oppure solo sotto il permesso dei loro superiori ?


Un sacramento è un mezzo efficace della grazia. Chi fa un voto non ha bisogno di mezzi particolari della grazia di Dio per mantenerlo. Chi fa un voto a Dio, se non viene ne in qualche modo dispensato, commette peccato mortale se lo infrange. Tra i voti che si fanno quando si entra in un ordine religioso, poi, c'è anche quello di obbedienza, per cui chi se ne va di sua iniziativa, senza aver ottenuto il consenso da parte dei superiori, commette due volte peccato.

anche in questo caso, in che senso di può parlare di "spose/i di Cristo" ? e inoltre, in quali casi possono rompere il loro voto se lo desiderano ? quando lo decidono loro ? oppure sotto particolari condizioni ? ed eventualmente quali ?


Le consacrate sono spose di Cristo come la Chiesa è Sposa di Cristo. Queste sono spose di Cristo perché hanno rinunciato a formarsi una famiglia qui sulla terra per pregustare sin da ora le gioie della partecipazione alla vita trinitaria e, pertanto, della “famiglia” celeste.
Per ciò che concerne lo scioglimento del voto, tutto dipende dal voto che si è fatto. Se questo voto comprende anche l'obbedienza ai superiori, allora bisognerà che questi ce ne dispensino. Del resto, ogni voto assunto nei confronti di Dio non può essere sciolto che per motivi serissimi e, comunque, previo consenso del proprio padre spirituale (non so se ti ricordi il voto di Lucia ne I Promessi Sposi che Fra Cristoforo scioglie sul letto di morte).
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Re: domanda sui voti di un/una laico/a consacrato/a

Messaggioda alenis » gio feb 19, 2009 10:15 am

Trianello ha scritto:Un sacramento è un mezzo efficace della grazia. Chi fa un voto non ha bisogno di mezzi particolari della grazia di Dio per mantenerlo. Chi fa un voto a Dio, se non viene ne in qualche modo dispensato, commette peccato mortale se lo infrange. Tra i voti che si fanno quando si entra in un ordine religioso, poi, c'è anche quello di obbedienza, per cui chi se ne va di sua iniziativa, senza aver ottenuto il consenso da parte dei superiori, commette due volte peccato.


Si, ma il Sacramento è indissolubile ( a meno che non fosse "viziato" già da prima come abbiamo detto in altri thread )

Le consacrate sono spose di Cristo come la Chiesa è Sposa di Cristo. Queste sono spose di Cristo perché hanno rinunciato a formarsi una famiglia qui sulla terra per pregustare sin da ora le gioie della partecipazione alla vita trinitaria e, pertanto, della “famiglia” celeste.
Per ciò che concerne lo scioglimento del voto, tutto dipende dal voto che si è fatto. Se questo voto comprende anche l'obbedienza ai superiori, allora bisognerà che questi ce ne dispensino. Del resto, ogni voto assunto nei confronti di Dio non può essere sciolto che per motivi serissimi e, comunque, previo consenso del proprio padre spirituale (non so se ti ricordi il voto di Lucia ne I Promessi Sposi che Fra Cristoforo scioglie sul letto di morte).


però c'è una differenza tra una sposa/o di Cristo/Chiesa e una sposa/o di un uomo/donna; nel primo caso non c'è Sacramento e quindi neanche indissolubilità; nel secondo c'è Sacramento e quindi indissolubilità ( neanche il papa, penso, può scioglierlo ) ; il matrimonio è di per se stesso un sacramento e infatti i due sono marito e moglie in virtù di ciò; se non ci fosse il sacramento, non ci sarebbe il matrimonio e quindi lo stato di marito e moglie; sarebbero solo due persone che si sono fatte una promessa; che è la stessa cosa di un/una sposo/a di Chiesa/Cristo con la differenza che la promessa si è fatta a Dio e non ad un uomo. In questo senso, non so fino a che punto sia adatto il termine "sposo/a" in quanto il matrimonio è un sacramento; ed il voto non lo è.

Chiaro e ovvio poi che chi rompe il voto arbitrariamente commette un peccato mortale e che sono necessarie delle condizioni particolari per far si che possa essere sciolto senza commettere peccato ( come l'es de "I Promessi Sposi" che hai fatto tu ) .
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Re: domanda sui voti di un/una laico/a consacrato/a

Messaggioda Trianello » ven feb 20, 2009 12:42 am


Si, ma il Sacramento è indissolubile ( a meno che non fosse "viziato" già da prima come abbiamo detto in altri thread )


Esatto. Ecco perché un prete non può essere “spretato”, in senso stretto, ma solo ridotto allo stato laicale (rimanendo a tutti gli effetti un ministro ordinato, ma non esercitando più il proprio ministero), mentre una monaca si può “spogliare”, come si dice, del velo e tornare tranquillamente nel mondo per farsi una famiglia (lo ha fatto una mia zia). Le monache e le suore, infatti, si dicono spose di Cristo in senso analogico (proprio come i monaci ed i frati si dicono "sposi" della Chiesa), non in senso proprio. Non si possono sposarsi perché sono sposate a Cristo per via del loro voto di castità perfetta.
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Re: domanda sui voti di un/una laico/a consacrato/a

Messaggioda alenis » ven feb 20, 2009 8:48 am

ti ringrazio;

ma quali possono essere i motivi per i quali un/una laico/a consacrato/a può essere spogliato o spogliarsi dai voti ? per es, a tua zia ( se non sono indiscreto ) per quali ragioni è accaduto ciò ?
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Re: domanda sui voti di un/una laico/a consacrato/a

Messaggioda Trianello » sab feb 21, 2009 1:28 am

Ci sono diversi motivi, uno potrebbe essere, per esempio, la necessità ti rientrare in famiglia per crescere dei fratelli rimasti orfani, magari con l'intento di rientrare nella comunità una volta che questi siano diventanti indipendenti. Alle volte, semplicemente, alcuni scoprono di non essere adatti alla vita consacrata (e può accadere, anche se il periodo di noviziato serve proprio al fine di limitare questi casi); fu, credo, questo il caso di mia zia (che dopo anni di vita conventuale se ne andò, con il beneplacito della sua superiora, perché non riusciva più a sostenere quel particolare tipo di stress).
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Re: domanda sui voti di un/una laico/a consacrato/a

Messaggioda Sandro » gio apr 02, 2009 7:18 pm

Due piccoli appunti

PRIMO- la dizione "religiosi laici" è impropria. Le categorie del popolo di Dio sono:
1) clero (secolare-diocesano o regolare-frate) - cioè persone esclusivamente maschili che hanno ricevuto il sacramento dell'Ordine, sia a livello presbiterale che episcopale ;
2) religiosi - cioè persone di entrambi i generi che si sono aggregate ad un Ordine Religioso, e hanno i tre voti di povertà, castità, obbedienza;
3) laici - cioè la normale del popolo di Dio che non rientra in nessuna delle categorie precedenti.
Questi ultimi possono "consacrarsi al Signore" in varie forme, sia prendendo "voti" che facendo "promesse" solenni. Ma restano nella categoria del laicato. Quindi la dizione "religosi laici" o "laici religiosi" è impropria. O sono laici (3a categoria) o sono religiosi (2a categoria).
Il clero (1a categoria) si dice secolare o diocesano perché vive nel mondo, tra la gente, e dipende giuridicamente dal Vescovo della diocesi di appartenenza (ma può essere "prestato" ad altre diocesi e andare anche missionario "fidei donum"); si dice regolare o religioso se vive in Convento, cioè in una comunità di un Ordine religioso, e dipende dal Superiore dell'Ordine (ma anche questo può essere "prestato". Se lo ritroviamo in parrocchia ci sta a modo di "supplenza", per sopperire alla scarsità di vocazioni).

Tutte e tre le categorie possono essere dispensate dagli impegni solenni assunti sia con le promesse che con i voti che con l'accettazione dell'ordine sacro. In quest'ultimo caso si parla di "riduzione allo stato laicale". Il che può avvenire dietro una colpa gravissima di cui non ci si pente, sia per libera scelta. In entrambi i casi deve intervenire la legittima autorità che può essere sia dell'Ordinario sia del Papa.

SECONDO- La dizione "spose di Cristo" applicata alle suore ha solo un senso analogico. Si possono sentire interiormente "sposi di Cristo" anche i frati e i preti e anche persone laiche. Certe mistiche sono state chiamate così da Gesù senza che fossero appartenenti a un ordine religioso. E in certi testi di devozione, che il sottoscritto maschietto ha usato a suo tempo, anche persone come me qualificavano "sposa di Cristo" la propria anima nel senso di appartenenza a Dio-Gesù padrone e Signore della propria vita, sia essa coniugata o no.
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Re: domanda sui voti di un/una laico/a consacrato/a

Messaggioda alenis » ven apr 03, 2009 4:23 pm

quindi, quelli che io chiamo "laici consacrati", ovvero quelli che non appartengono ad alcun ordine, ma che hanno fatto dei voti, sono, alla fine, semplicemente, dei laici ?
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Re: domanda sui voti di un/una laico/a consacrato/a

Messaggioda Sandro » ven apr 17, 2009 5:20 pm

alenis ha scritto:quindi, quelli che io chiamo "laici consacrati", ovvero quelli che non appartengono ad alcun ordine, ma che hanno fatto dei voti, sono, alla fine, semplicemente, dei laici ?


Sì. La consacrazione non può avere una valenza solipsistica. In senso lato ogni battezzato è "consacrato a Dio", come lo era ogni circonciso nell'antica alleanza. Ma in senso proprio (ed è bene essere precisi nell'epoca della confusione) si può essere laici consacrati solo aderendo a un istituto di perfezione, sia che esso comporti la vita in monastero, sia che contempli la vita nel mondo. Il che comporterà anche una professione "pubblica" dei voti; ci si impegna cioè davanti alla comunità ecclesiale in modo palese, pubblico.
Chi si sente "consacrato" solo perché privatamente ha fatto dei voti, deve sapere che lo era già prima di essi (per il battesimo) i voti privati non conferiscono alcuna consacrazione ulteriore.
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