New Age, fede cristiana e modernità - di Julien Ries

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New Age, fede cristiana e modernità - di Julien Ries

Messaggioda Trianello » lun feb 04, 2008 4:16 am

New Age, fede cristiana e modernità


di Julien Ries


Il fenomeno della New Age

Il quadro delle sette moderne e dei nuovi movimenti religiosi



In Europa abbiamo conosciuto una prima grande diffusione di sette all’indomani della seconda guerra mondiale. Questa diffusione ha seguito lo sbarco delle truppe americane che erano accompagnate da missionari di gruppi religiosi, soprattutto Testimoni di Geova e Mormoni. I Testimoni di Geova, movimento millenarista fondato dal presbiteriano americano Charles Russel (1852-1916) predicano un rinnovamento del mondo dominato da Satana. Questo rinnovamento si ispira a certi testi biblici. La Chiesa di Gesù Cristo e dei Santi degli ultimi giorni, fondata dal pastore metodista Smith (1805-1844), pretende di riferirsi a Mormone, re d’Israele, e annuncia il ritorno di Cristo. Questo annuncio è fatto per mezzo di una fraseologia biblica.
La seconda ondata di sette è quella delle jugendreligionen, religioni dei giovani, la cui origine si situa ancora negli Stati Uniti ma dopo il 1968, nell’ambito della risposta alla sconfitta della società occidentale. Si tratta soprattutto della Coscienza di Krsna, del Guru-Maharaj Ji, dei Neosannyas, della Meditazione trascendentale, dei Figli di Dio, della Chiesa di Scientology. Bisogna aggiungere la Chiesa dell’Unificazione del cristianesimo mondiale, di Moon.
Queste nuove religioni hanno una struttura speciale: un maestro divino, il guru, è il detentore dell’autorità, il capo, la guida. Egli conosce la formula della salvezza, la verità sull’uomo, il modo di trasmettere il messaggio chiamato anche "princìpi divini". Tutto si fa attraverso l’iniziazione, in gruppi che legano i giovani, danno loro una sicurezza e la promessa di un mondo migliore. La libertà è sostituita dal fascino e dalla manipolazione. L’ispirazione è orientale: India, Corea, Cina, Giappone. Le dottrine attingono dall’induismo, dal buddhismo, dal taoismo, con qualche elemento preso dal Vangelo. Questi ultimi servono soprattutto a sdoganare la mercanzia al suo passaggio in Occidente.
Ognuna di queste nuove sette costituisce una micro-società nella quale la famiglia è sostituita dal gruppo, i genitori sono sostituiti dai leader. La setta sviluppa la sua propaganda sul tema dell’immanenza del pericolo in un mondo in crisi, della guerra e dell’inquinamento, del pericolo nucleare, del mondo dominato da Satana. A tutto ciò si aggiunge una metamorfosi del sacro. Il nuovo sacro occupa il vuoto lasciato dalla secolarizzazione delle nostre società occidentali.


Il fenomeno gnostico

Lo gnosticismo dei primi secoli della nostra epoca ha tre radici: il giudaismo apocalittico all’indomani della distruzione del Tempio di Gerusalemme nel 70; le religioni misteriche del mondo ellenistico, e soprattutto i riti orfici e di Osiride; certe correnti cristiane. Lo gnosticismo è nato in un mondo in piena trasformazione politica, sociale e religiosa: conquista di Alessandro il Grande incontro delle culture d’Asia e del mondo mediterraneo, incontro delle teologie solari, degli dei d’Oriente e d’Occidente e ricerca della salvezza per l’uomo. È il mondo ellenistico dell’inizio della nostra era.
La gnosi, gnôsis, è una conoscenza che procura la salvezza: illuminazione venuta dal mondo superiore, rivelazione e iniziazione. La gnosi preconizza l’esistenza di due mondi: il mondo superiore, luminoso, spirituale, armonioso; e il mondo inferiore, mondo della materia, dei corpi, del cambiamento, della violenza, delle tenebre, della morte. Per spiegare questo mondo malvagio e del male, i maestri gnostici hanno fatto ricorso ai miti dualisti dell’Iran e del Vicino Oriente.
Lo gnostico, cioè "colui che sa", è animato da un’anima che è una particella divina caduta in un corpo tenebroso. Questa particella deve essere rianimata da un messaggio divino venuto da un rivelatore. Nella gnosi più perfetta, fondata da Mani (216-277), il rivelatore è una incarnazione del Paraclito celeste annunciato da Gesù Cristo. Noi abbiamo conservato i nomi di certi celebri maestri gnostici: Valentino nel II secolo (Theodote), Eracleone, Marcione, Bardesane, Basilide nel III secolo. La scoperta recente di una biblioteca copta del IV secolo a Nag-Hammadi nell’Alto Egitto, ci permette di ritrovare veramente le dottrine gnostiche. Con Mani, la gnosi è diventata una Chiesa che il suo fondatore presenta come la vera Chiesa di Gesù Cristo, istituzione della salvezza per l’umanità. Le diverse dottrine gnostiche e manichee sono dei veri e propri sincretismi.
All’indomani della sparizione dell’impero romano, le dottrine gnostiche e manichee continuarono il loro cammino. Le ritroviamo presso i Pauliciani venuti dall’Armenia, presso i Bogomili, presso i Catari, gli Albigesi, in breve in quei movimenti dualisti del Medioevo che hanno avuto occasione di impiantarsi all’epoca delle crociate. Alcune di queste dottrine hanno conosciuto un rinnovamento a partire dal XIX secolo in un altro contesto di sincretismo religioso, la teosofia di Hélène Blavatzky e di Annie Besant e l’antroposofia di Rudolf Steiner, due movimenti ancora molto attivi oggi.


La formazione del movimento chiamato New Age

Nel 1980 negli Stati Uniti Marilyn Ferguson pubblica un libro che sarà un fulmine a ciel sereno, I figli dell’Acquario, per un nuovo paradigma. Verso la fine del XIX secolo, gli astrologi avevano annunciato l’era dell’Acquario per la fine del XX secolo. La Ferguson parla della messa in moto di una rivoluzione planetaria. Essa sogna di un nuovo millennio, epoca di liberazione dello spirito. Come la scoperta del fuoco, della ruota, della scrittura e della stampa hanno cambiato la cultura, la civilizzazione e l’uomo, le spettacolari scoperte moderne cambieranno il mondo, l’uomo, lo spirito dell’uomo. Sarà un nuovo quadro, un nuovo paradigma (paradeigma secondo il termine greco). Questi individui nuovi saranno i figli dell’Acquario, trasformati dalla scienza e dalla mistica, dai fatti biologici, dalla sociologia e dal sacro. Questa trasformazione dell’uomo antico in un uomo nuovo sarà rapida se il movimento è spinto e amplificato. I media e diverse forze occulte operano in tal senso. Le idee sono diffuse da circoli occultisti, da sette orientali, da teosofi e da antroposofi, da gruppi di ecologisti, da movimenti di religiosità pagana. Diffusa dapprima nel crogiuolo californiano, questi sogni hanno conquistato gli Stati Uniti in profondità e sono passati rapidamente in Europa dove sono numerosi gli adepti della riconciliazione della ragione e del cuore, dell’intelletto e dell’emozione. La lista dei gruppi, delle associazioni e delle pubblicazioni operanti al servizio della New Age aumenta senza sosta. Nel 1990 in Francia si contavano 25 periodici, 15 gruppi e un centinaio di libri.


I precursori della New Age

Un libro importante è stato consacrato ai precursori: Marie France James, I precursori dell’era dell’Acquario, uscito a Montréal nel 1985. Tra questi precursori vi è dapprima il movimento esoterico-occultista dello spiritualismo e del teosofismo e l’ordine rosacrociano Amorc. Citiamone due personaggi: Allan Kardec (1804-1869), Eliphas Lévi (1810-1875). Bisogna pensare anche a René Guénon (1886-1951), il fondatore dell’esoterismo nella prospettiva di una tradizione primordiale. Il secondo precursore è il movimento francese Atlantis, di Paul Le Cour (1871-1954) che pubblica nel 1937 L’era dell’Acquario, e che annuncia una nuova gnosi e un’età dell’oro così come il prossimo ritorno di Cristo, con l’avvento dell’esoterismo cristiano e gnostico. Terzo precursore: la società teosofica e la società antroposofica. Qui troviamo lo stesso fondo di religiosità della New Age, i fondamenti di una nuova religione mondiale. Recentemente, diversi leaders che hanno lasciato questo movimento hanno messo in guardia vigorosamente contro la New Age perché rifiuta la storia e, perciò, chiude gli occhi su numerosi pericoli; perché è un movimento che orienta verso l’apostasia di tutti i credenti; perché pretende di costituire una nuova razza umana a immagine del progetto di Hitler e del nazismo, la cui punta di diamante di un governo mondiale era costituita dall’ordine nero delle SS.


Le dottrine della New Age

Opposta a tutti i dogmi delle diverse religioni, la New Age veicola delle dottrine che i suoi adepti considerano come dei dogmi ai quali aderiscono.


Una antropologia olistica

La parola "olistico" indica la totalità delle attitudini umane ovvero della psiche, del corpo e dell’ambiente. Il termine olismo è di uso frequente. Secondo gli adepti, l’approccio olistico dell’essere umano è indispensabile al fine di giungere a un cambiamento di vita. Per i sostenitori della New Age il corpo dell’uomo non è che un vestito, poiché l’uomo è essenzialmente uno spirito o principio divino immortale che possiede un’anima sottile che riunisce lo spirito al corpo.
Le diverse tecniche di educazione ruotano attorno all’acquisizione di una nuova presa di coscienza per comprendere l’uomo e la vita. Si parte dal primato dello Spirito sulla materia. Lo Spirito è il dominio dell’Essere assoluto e dell’Intelligenza creatrice. Lo Spirito è creatore e sorgente di tutto quello che procede da lui. Lo Spirito è l’interno delle cose.
In questa visione olistica, ciò che è fondamentale è la coscienza cosmica universale alla quale partecipa la coscienza individuale. Infatti tutto si fonda sulla coscienza: l’uomo, la natura e il cosmo formano un tutto. L’uomo si riconosce come un frammento della coscienza cosmica, una parte di un tutto cosmico. In tale ottica, l’educazione è una "educazione transpersonale" che si volge verso le capacità trascendenti dell’essere umano: si tratta di un risveglio, come nel buddhismo. Ci si può d’altra parte domandare se la dottrina buddhista della momentaneità non sia l’aspetto fondamentale dell’antropologia della New Age.
Questa antropologia ha una visione particolare del ruolo del cervello da cui deriva il potenziale umano. Ciascuno degli emisferi cerebrali - si dice - può lavorare e svilupparsi in modo indipendente come centro di coscienza separato. Il cervello destro è quello del cuore, dell’istinto, della fantasia, dei sogni e delle percezioni totalizzanti. Il cervello sinistro è quello della ragione, del linguaggio, dell’organizzazione. È sviluppato maggiormente presso gli occidentali. La New Age preconizza l’armonizzazione dei due cervelli grazie alla meditazione, agli incantesimi, alla poesia, alla spiritualità che proviene dall’India.
L’antropologia della New Age opta per un corpo sacralizzato, luogo di esplorazione di una dimensione che va al di là del corpo. Si stima che più di 500 terapeuti fungano da grandi sacerdoti delle tecniche terapeutiche. Si tratta di una terapia vera e propria ma che si annuncia onerosa per chi vi si impegna. L’ingranaggio è sottile. A queste terapie si sovrappongono delle tecniche per meglio conoscersi e per vivere meglio: bioenergia, psicoterapia, ginnastiche dolci orientate verso la pienezza, sofropsiche o ricerca dell’armonia della coscienza, meditazione zen e discipline orientali. Lo yoga è usato come metodo che favorisce l’equilibrio e la concentrazione. Gli stati mistici sarebbero spiegabili dal solo funzionamento del cervello. Per certi protagonisti, l’accesso alla dimensione mistica può avvenire attraverso la droga, considerata mezzo di illuminazione. Da qui la moda dell’LSD negli USA


Una visione immanentista di Dio

Nella New Age non c’è teologia, cioè dei discorsi su Dio. Dio non è una persona, ma "la somma della coscienza esistente nell’universo", lo Spirito universale e impersonale. Dio è coscienza cosmica e ogni uomo possiede un potenziale divino. L’uomo deve acquistare una coscienza interiore della propria divinità. Dio, l’uomo e il mondo hanno la stessa origine. Ponendosi come l’era dell’Acquario, epoca non solo post-cristiana ma che mette fine al regno di tutte le religioni, la New Age scuote il giogo di Dio e rende l’uomo libero. La conoscenza divina di cui l’uomo beneficerà deve assicurargli l’amore fraterno, la felicità e la pace.
Così, secondo la New Age, la religione futura è una religione universale, nella quale ciascuno segue il suo cammino in un processo di trasformazione personale. Ognuno ha il suo risveglio mistico che è allargamento della coscienza. Certi parlano di coscienza cristica, di risveglio all’energia universale, all’unità. Dio è il principio unificante che riunisce gli esseri e le cose. Gli esseri eccezionali come Buddha, Krsna, Gesù, sono grandi portatori del divino.
In una tale visione immanentista, il culto è la meditazione. Alcune feste sono previste: così la festa di Natale. Si conservano dei luoghi di pellegrinaggio, come Delfi, Chartres, Stonehenge, Carnac.


La salvezza: l’uomo è salvatore di se stesso

Nella New Age non si tratta né di peccato, né di perdono dei peccati, né di salvezza, ma di "risveglio". Questo risveglio è una nuova qualità della coscienza. Vi si ritrova quindi il vocabolario buddhista (il satori) e indù (il samadhi). Si tratta dell’esperienza di una nuova vita, di una fusione con l’Essere universale, con la coscienza cosmica. È un’esperienza di felicità, di bellezza, di amore che viene dalla scoperta del proprio vero lo. Questa esperienza comincia con l’unificazione del proprio io. Poi si intraprende il viaggio verso la conquista della libertà interiore. Si sente l’influsso del buddhismo. L’Io in trasformazione è un architetto e un visionario che cerca un legame diretto con lo spirituale. Questa spiritualità decreta la fine di tutte le religioni organizzate e di tutte le Chiese. Il contatto diretto con il divino è una gnosi, poiché il sapere si sostituisce alla credenza e alla fede e per l’uomo non c’è interlocutore divino. La salvezza è nell’acquisizione di un nuovo sapere per una espansione della coscienza. Parallelamente alla via buddhista, certi sostenitori della New Age insistono sulla via del tao, che è anche un risveglio e una tecnica di risveglio.
Non ci sono dunque tracce della verità di una rivelazione o della certezza di fede: la New Age è un sapere senza dottrine. La sola certezza ostentata nella New Age è l’incapacità delle diverse religioni di accedere e di far accedere alla verità.


La reincarnazione, un dato comune

Il sincretismo inerente alla New Age porta un’eredità inevitabile: la dottrina della reincarnazione trasmessa dalla gnosi e dalle religioni orientali, ma anche dallo spiritualismo, dalla teosofia, dall’antroposofia e dalle diverse correnti esoteriche e essoteriche. Questa dottrina è rafforzata dall’insistenza sull’energia cosmica e dall’idea del ritorno dell’età dell’oro che conducono direttamente alla concezione del tempo ciclico, fondamento della reincarnazione. La trasmigrazione delle anime ereditata dall’India e i temi reincarnazionisti tessono la trama della New Age, i cui adepti condividono l’idea di una vita anteriore alla loro attuale, una vita - può darsi - vissuta a un altro livello poiché piante, animali e esseri umani hanno in sorte la stessa energia cosmica. Attorno all’antropologia del movimento regnano numerose speculazioni esoteriche.
Per alcuni - come si è detto - l’uomo considerato come microcosmo è composto di un corpo che è solo un vestito, un involucro dello Spirito divino immortale, legato a questo corpo da un’anima. Per altri adepti, influenzati soprattutto dalla teosofia e dalla antroposofia, è formato da sette corpi. Altre speculazioni si aggiungono al reincarnazionismo: esperienze di sopravvivenza nell’aldilà; viaggi extra-corporei che fanno pensare allo sciamanesimo; dottrine astrali esoteriche; racconti di persone fuggite dall’aldilà. In breve, l’adepto New Age ritiene che ci vogliano diverse esperienze terrestri in vista di una reintegrazione dello stato divino primordiale. È la dottrina gnostica e manichea.


L’esperienza del sacro in una religiosità sincretista

La New Age si colloca nel vasto insieme di esperienze religiose dell’umanità. L’homo religiosus della New Age è uno gnostico moderno che tenta di vivere un’esperienza transpersonale nel quadro di una religiosità cosmica sincretista. Non si tratta di una religione, ma di una religiosità, fondata su idee pescate in una congerie di correnti religiose e non religiose, esoteriche ed essoteriche. Questa religiosità non è una fede religiosa che aderisce a una rivelazione, a delle divinità o a un Dio. Essa è esperienza della gnosi attraverso la quale l’adepto tenta di raggiungere la Coscienza cosmica, una entità simile alle diverse entità delle gnosi antiche.
L’esperienza degli adepti della New Age è un’esperienza del sacro, ma di un sacro che si situa a livello del mana, cioè di una relazione dell’uomo con una forza impersonale, all’occorrenza con una potenza cosmica impersonale. Per gli adepti questa religiosità sarebbe quella dell’uomo moderno o post-moderno. Infatti si tratta di una religiosità elementare, vicina alla religiosità dell’uomo arcaico. Il sincretismo della New Age è formato da vestigia attinte dalle religioni antiche, oppure prese in prestito dalle grandi religioni, o dalle sette e dai movimenti religiosi recenti. Possiamo dire che costituisce un caso limite nel campo del sincretismo religioso.


Fede cristiana e New Age


La gnosi antica e i Padri della Chiesa

La New Age è un sincretismo gnostico che non ha più valore dello gnosticismo antico. A quest’ultimo i Padri della Chiesa hanno dato una replica che i cristiani di oggi possono riprendere. Noi riprendiamo quella di Ireneo, vescovo di Lione dove, verso il 180, ha redatto la sua opera, Adversus hæreses. Alla gnosi egli oppone la teologia e la cristologia di san Paolo. E, per finire, sviluppa l’antropologia cristiana. Mostra che l’uomo è creato a immagine di Dio ed è destinato alla perfezione. All’uomo materiale gli gnostici valentiniani pretendevano opporre l’uomo spirituale. Ireneo indica l’unità spirituale dell’umanità al centro della quale si trova il Cristo, Verbo di Dio incarnato, avvenimento centrale della storia. Ai miti gnostici oppone i documenti fondanti della fede cristiana. Il Cristo riprende e riassume in sé tutto l’uomo e tutta la sua storia da Adamo. Il primo uomo è stato modellato da Dio ed è uscito vergine dalle mani di un Dio creatore. Il Cristo, nuovo Adamo, è il Verbo divino nato dalla Vergine Maria al fine di essere il capo di una nuova umanità arrivata alla sua perfezione grazie a Lui. Così al sincretismo gnostico, che pretendeva di ritrovare lo stato originale perfetto dell’uomo spirituale e divino caduto nella materia, Ireneo oppone l’avvenimento cristiano dell’Incarnazione e della Redenzione e l’uomo nuovo che, a immagine del Cristo e attraverso di Lui, ritrova la primordiale dignità e il proprio compimento di creatura di Dio.


La New Age e l’anno 2000

Siamo alle soglie del 2000 e questa data esercita un vero e proprio fascino sui nostri contemporanei: paura, tensione, svolta del mondo, catastrofe ecologica o nucleare, angoscia generalizzata. La New Age si presenta come una risposta tranquillizzante per l’uomo moderno terrorizzato.
Si tratta di un modo e di un bisogno nuovo di religiosità, di un nuovo sacro. La New Age presenta l’unità trascendente delle religioni, una spiritualità fatta di allargamento della coscienza, di meditazione, di terapia, di aspirazioni mistiche, di incontro con il divino, di un sacro emozionale. Preannunzia il compimento della personalità, una psicologia dinamica, delle esperienze di luce, di amore, di energia, di pace. La New Age si presenta come un nuovo fascino del mondo e dell’uomo e difende la causa di una visione olistica cioè unificata, degli esseri e delle cose. Pretende di opporsi al mondo disarticolato dalla scienza e dal razionalismo e propone all’uomo moderno di ritrovare il suo io transpersonale riallacciandosi all’Energia cosmica e divina. In altri termini, la New Age pensa a una trasformazione alchimistica di tutti i livelli del reale. La scienza stessa deve diventare gnostica e mistica. Questo vasto progetto affascina l’uomo moderno deluso dalle brutte esperienze del XX secolo.


Il discernimento della fede cristiana

La New Age è un movimento millenarista che ha preso il suo slancio dalla crisi della società occidentale. Il suo interesse per la religiosità, per la spiritualità, le medicine alternative, le mistiche, nonché per la simbologia, costituiscono una reazione contro le tare della nostra civilizzazione tecnologica e materialista. Purtroppo, il suo sviluppo sincretista rappresenta un immenso pericolo che porta al disprezzo e al rigetto dei grandi valori della religione e della cultura.
Il ritorno al sacro esige un serio discernimento a causa dell’amalgama di spiritualità orientali e delle tracce di sacralità pagana presenti nel sincretismo. Tutto questo amalgama può portare a una manipolazione ideologica attraverso le sette e i loro emissari. Il ritorno al sacro può diventare un ritorno al paganesimo. La divinità senza volto della gnosi rappresenta un pericolo che rischia di trasformare l’uomo a sua immagine. I metodi della meditazione zen, del sufismo, dello yoga, del taoismo, possono costituire delle seduzioni pericolose. Non dimentichiamo che per il cristiano il discernimento costituisce un atto di igiene spirituale. La spiritualità orientale deve provocare il cristiano occidentale e invitarlo a scoprire un patrimonio bimillenario di esperienze religiose.
Di fronte a tutti questi messianismi della New Age, il cristiano è invitato a riscoprire in profondità le ricchezze del vero Messia, Gesù Cristo, Salvatore dell’uomo. Il cristiano non ha bisogno di LSD o di altri allucinogeni per scoprire il volto di Cristo, per aspirare alle beatitudini evangeliche o alla gioia e alla pace.


Il Cristo e l’esperienza cristiana

La New Age parla di un Cristo-cosmico, di un Cristo-energia, dello Spirito cristico universale incarnato in Buddha, in Krsna, in Maometto e considera le religioni particolari come delle manifestazioni dell’unica Verità.
Su questa base si vorrebbe fare della gnosi la religione nuova dell’umanità nuova.
Di fronte a questo Cristo cosmico il cristiano vede la sua fede nel Gesù Cristo storico che continua a rispondere agli appelli dell’uomo moderno. Negli ambiti di una ricerca confusa di spiritualità, di un messaggio e di un itinerario nuovo, il cristiano si trova sicuro presso il Cristo che è la Via, la Verità e la Vita. La Via cristiana sorpassa ogni via orientale. Il patrimonio spirituale dei Padri della Chiesa, delle cattedrali e dei santi, dei mistici e dei teologi, rappresenta per noi una ricchezza capace di colmare tutte le nostre aspirazioni.
L’esperienza della religiosità della New Age è fondata sull’emotività: si canta e si danza, sovente con un bisogno inconsulto di divino nel quale si trovano amalgamati misticismo, ecologia, astrologia, terapie sessuali, culto della natura e tutto ciò allo scopo di accrescere la coscienza spirituale. Il cristiano è invitato a ritrovare il senso della festa nella liturgia, la gioia di vivere nella Chiesa, la bellezza dei simboli, della preghiera e del culto, l’acqua, la luce, l’incenso, le icone, la ricchezza del Vangelo e del Credo, la realtà della comunione dei santi ma anche la croce di Cristo e il valore della sofferenza redentrice per l’uomo moderno.


New Age e nuova evangelizzazione

La New Age si presenta come un nuovo paradigma, come un tentativo di nuova cultura mondiale che è in qualche modo una contro-cultura.
Come far penetrare il Vangelo in questo areopago eteroclito? Papa Giovanni Paolo II ha affrontato la questione nella sua enciclica Redemptoris missio del 7 dicembre 1990.
"La nostra epoca è allo stesso tempo drammatica e affascinante. Tanto che se da un lato gli uomini sembrano ricercare ardentemente la prosperità materiale e si tuffano sempre più nel materialismo del consumismo, dall’altro lato si vede sorgere un’angosciante ricerca di senso, un bisogno interiore, un desiderio di apprendere delle forme e dei metodi nuovi di concentrazione e di preghiera. Nelle culture impregnate di religiosità ma anche nelle società secolarizzate si ricerca la dimensione spirituale della vita come antidoto alla disumanizzazione. Il fenomeno che si chiama "ritorno del religioso" non è senza ambiguità, ma contiene la sua invocazione. La Chiesa ha un immenso patrimonio spirituale da offrire all’umanità nel Cristo che si proclama "la Via, la Verità e la Vita" (Gv 14,6). È la via cristiana che porta all’incontro con Dio, alla preghiera, all’ascesi, alla scoperta del senso della vita. Ecco ancora un areopago da evangelizzare" (RM, n. 38).
In numerose circostanze quotidiane ci troviamo messi a confronto sia con gli adepti, sia con le idee della New Age. Che fare? Bisogna cominciare con l’ascoltare, in modo da comprendere l’invocazione e da discernere tra il grano e il loglio. In un dialogo che non deve essere né polemico né negativo, sarebbe bene sottolineare l’importanza della ricerca del sacro, sapendo che l’homo religiosus della New Age è un interlocutore pagano, ma un interlocutore valido. Poi, a questa ricerca di saggezza bisogna rispondere con la valorizzazione della saggezza cristiana, un immenso patrimonio fatto di uomini, simbologia, tesori d’arte, estetica, musica, che la valorizzano agli occhi degli adepti della New Age. Infine, in un dialogo costruttivo, bisogna presentare la persona di Cristo e il suo messaggio, in risposta ai messaggi di Buddha, Maometto, Krsna e dei guru orientali, ben sapendo che l’interlocutore New Age è abituato all’emotività e al linguaggio simbolico.


Testo tratto da "LA NUOVA EUROPA", v. Ponzio 44 - Milano (tel. 022663432)
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Re: New Age, fede cristiana e modernità - di Julien Ries

Messaggioda predestinato74 » lun ago 31, 2009 2:18 pm

Recentemente, diversi leaders che hanno lasciato questo movimento hanno messo in guardia vigorosamente contro la New Age perché rifiuta la storia e, perciò, chiude gli occhi su numerosi pericoli; perché è un movimento che orienta verso l’apostasia di tutti i credenti; perché pretende di costituire una nuova razza umana a immagine del progetto di Hitler e del nazismo, la cui punta di diamante di un governo mondiale era costituita dall’ordine nero delle SS.


interessante, hai qualche approfondimento su questo particolare del progetto di una nuova razza umana e di un governo mondiale a immagine dell'ordine nero?
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Re: New Age, fede cristiana e modernità - di Julien Ries

Messaggioda Trianello » mar set 01, 2009 5:09 pm

Ries non parla di una sorta di "complotto", ma di un orientamento culturale. Del resto, come ha detto qualcuno, nessun complotto potrà mai riuscire se i suoi partecipanti sono più di cento (la citazione è stata fatta da Introvigne in una conferenza, ma, al momento, non ricordo chi fosse l'autore della medesima).
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