LDS, COMUNICAZIONE MEDIATICA E PROSELITISMO “VISIVO”

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LDS, COMUNICAZIONE MEDIATICA E PROSELITISMO “VISIVO”

Messaggioda Paola86 » mer mag 23, 2012 5:17 pm

Cari Amici,

in questo topic intendo affrontare un argomento un po’ particolare ma estremamente di attualità oltreoceano:
come i mormoni usano la comunicazione mediatica e come, attraverso di essa, riescano a fare proselitismo, in particolare nella fascia d’età tra il 20 e i 30 anni.

Affronterò l’argomento dandogli un taglio discorsivo, attingendo non solo al mio studio in materia ma anche alla mia esperienza diretta. Per chi volesse qualche riferimento più dettagliato mi può chiedere pure!

Come già si ha avuto modo di dire in altra discussione, la tecnica su cui i mormorni fondano la propria opera missionaria è il “quick baptism” che punta ad ottenere un gran numero di conversioni (e immediati battesimi) in cui la componente emotiva della scelta è predominante e viene poi definita – superstiziosamente, ma questa è una mia personale considerazione – come Rivelazione personale.

Uno degli aneddoti che si racconta durante le riunioni della Società di Soccorso ( qui potete leggere o scaricare i testi integrali dei manuali : http://www.lds.org/manual?lang=ita&country=it ) è quello di un missionario che dopo aver battezzato una donna neoconvertita alla chiesa ha notato in lei un cambiamento nei tratti del volto e racconta di aver visto lo spirito santo operare rendendola, subito dopo il battesimo, una donna dall’aspetto bellissimo.
Lo stesso Joseph Smith viene definito e rappresentato come un uomo di bell’aspetto, Gesù Cristo in primis lo è nelle loro raffigurazioni.

Far parte della Chiesa mormone vuol dire essere Santi, quindi anche essere bellissimi.
Ora, non è difficile capire che questa associazione di idee (LDS – perfezione, anche estetica) abbia una valenza bi- direzionale (come ha ricordato Hermes nella discussione sul tempio). Da un lato accresce il senso di appartenenza alla comunità, intesa come comunità di eletti, dall’altro è ad oggi– per quella che è stata la mia esperienza diretta e non – il loro più forte argomento di proselitismo, in particolar modo fra i giovani.

E badate bene che non mi riferisco ai colloqui con i missionari, ma proprio a tutto ciò che i missionari e la chiesa non comunicano attraverso la parola ma in decine di altre vie. Intendo ora parlare della comunicazione su internet.

Molti di voi potrebbero giudicare questo argomento “superficiale”, tuttavia esso conta negli USA dei dati statisticamente inquietanti.

Nell’evolversi dell’era di internet i mormoni non sono mai rimasti indietro, tutt’altro.
In varie conferenze generali si è affrontato il tema di come usare al meglio questo, così come ogni altro strumento della modernità. Ed ecco che il loro sito ufficiale è esteticamente perfetto, con un bilanciamento cromatico da fare invidia ai pubblicitari della Barilla. I contenuti sono semplici e facilmente accessibili, tutti corredati di immagini altamente suggestive sul genere “fotografia emotiva”.

Punto forte della comunicazione ufficiale della chiesa su internet sono i “mormon messages”, brevi “spot” dove uno dei messaggi delle conferenze viene raccontato e accompagnato con immagini e musica in modo da creare un breve cortometraggio. Ve ne sono di diretti ai bambini, ai giovani e agli adulti.
Questi messaggi non sono da sottovalutare: sono dei veri e propri spot pubblicitari che testimoniano un impegno (anche economico!) notevole e un obiettivo assai preciso: suggestionare lo spettatore.
Siamo ancora nell’ambito della “fotografia emotiva” : sfondi chiari e luminosi, contrasto elevato e una maniacale attenzione per i particolari, musiche altamente evocative e il gioco è fatto. Si è colpito al cuore dello spettatore.
Esemplificativo sia un paragone: guardate la pubblicità della CEI per l’otto per mille. Anche quella è una “pubblicità emotiva” ma ciò che resta di essa è il messaggio (abbiamo fatto tanto per molti), lì, infatti , il contrasto è elevato, le linee pulite ma i toni sono scuri, proprio a sottolineare l’importanza del messaggio a discapito delle immagini; nei loro messaggi mormoni, invece, ciò che resta è una sensazione di beatitudine, perfezione che si trasforma a lungo andare in un desiderio di tendere a quella realtà.


Questa bellezza e perfezione che caratterizza i rappresentanti della chiesa SUG è ben espressa dai giovani missionari.
I missionari mormoni sono vestiti tutti uguali, lo sappiamo bene.
E sono anche tutti di bella presenza. Le ragazze, sono sobrie e acqua e sapone, i ragazzi hanno tutti un aspetto mediamente atletico.
L’idea del mormone vestito austeramente è, però, un lontanissimo ricordo.
Le ragazze mormoni sono estremamente curate e soprattutto alla moda, tanto è vero che negli USA è un fenomeno numericamente impressionante quello dei “mormon mommy blogs”.

I mormoni hanno appuntato per decenni le loro storie personali e familiari. Le donne di casa hanno tenuto diari della famiglia e annotato minuziosamente tutto, dai pasti all’abbigliamento. Con l’arrivo di internet questa mole impressionante di informazioni si è canalizzata nei blog e nei social network che, a differenza dei diari cartacei, sono artatatmente pubblici e mettono in mostra un modello di vita apprezzato e desiderato da migliaia di persone.
(vi siano ad esempio i blog più famosi: Naomi: http://taza-and-husband.blogspot.it/ e Natalie : http://www.natthefatrat.com/ ).

Queste ragazze NON PARLANO di religione, ma la religione è sempre sullo sfondo (del tipo: bello il mio vestito che uso per andare in chiesa), hanno figli in giovane età, hanno mariti amorevoli e si dedicano con successo ad attività manuali poiché non lavorano se non in casa. Questa è la vita di donne mormoni trasformata in un bel film con tanto di cast (con vari ruoli), costumi e musiche. E un link in piccolo nella home page che rimanda sempre alla Chiesa LDS.

Ora, mi si potrebbe benissimo obiettare che questo non centra nulla con la chiesa, coi missionari ecc, ma credo di aver descritto con sufficiente chiarezza che questa nuova realtà è importante, così importante che conosco già una decina di ragazze battezzate cattoliche che così hanno iniziato a informarsi sulla chiesa e contattare esse stesse i missionari.
Negli USA fa più paura che qui (ho vissuto lì per un periodo e, si capisce, mi sta a cuore l’argomento) ma anche qui non stento a credere che potrebbe affiorare il medesimo problema.
Del resto, come si è detto in apertura, per suscitare subito una conversione e in mancanza di elementi teologicamente solidi nella loro chiesa (sommata generalmente ad una scarsezza di conoscenze cattoliche nelle persone che si avvicinano) è chiaro che bisogna ricorrere a qualcos’altro.

Chiudo solo raccontandovi quanto mi è successo tempo fa: una ragazza poco più piccola di me, cattolica non praticante mi ha scritto raccontandomi la sua storia. Ha conosciuto la chiesa e sta avendo colloqui con i missionari e altre ragazze nella chiesa. Ne è affascinata ma allo stesso tempo non sa cosa desidera nel suo cuore.
Ha concluso la sua lettera dicendomi: “In cuor mio non faccio altro che chiedermi… perché la Chiesa cattolica non si comporta allo stesso modo?”
Io, sinceramente, non ho saputo cosa risponderle su questo.
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Re: LDS, COMUNICAZIONE MEDIATICA E PROSELITISMO “VISIVO”

Messaggioda Hermes » mer mag 23, 2012 8:26 pm

Paola86 ha scritto:... in questo topic intendo affrontare un argomento un po’ particolare ma estremamente di attualità oltreoceano:
come i mormoni usano la comunicazione mediatica e come, attraverso di essa, riescano a fare proselitismo, in particolare nella fascia d’età tra il 20 e i 30 anni.
... Far parte della Chiesa mormone vuol dire essere Santi, quindi anche essere bellissimi. ...


Post molto interessante... non avevo considerato molto questo aspetto della propaganda mormone, che si rivolge ad un target diverso per età, interessi e sesso. Sono un padre di famiglia di 40 anni, insegnante, filosofo, quindi mi interessavano soprattutto gli aspetti culturali e sociali della chiesa, e anche su questo ho trovato siti, pubblicazioni, libri. I missionari non potevano essermi molto di aiuto, sono stato io stesso che ho trovato del materiale interessante a proposito della teologia mormone.
Evidentemente il successo della chiesa mormone dipende anche dal fatto che la sua propaganda è varia, e si adatta a diverse tipologie di possibili convertiti.

Negli USA fa più paura che qui (ho vissuto lì per un periodo e, si capisce, mi sta a cuore l’argomento) ma anche qui non stento a credere che potrebbe affiorare il medesimo problema.


Paura in che senso? Per l'efficacia della propaganda?

...Chiudo solo raccontandovi quanto mi è successo tempo fa: una ragazza poco più piccola di me, cattolica non praticante mi ha scritto raccontandomi la sua storia. Ha conosciuto la chiesa e sta avendo colloqui con i missionari e altre ragazze nella chiesa. Ne è affascinata ma allo stesso tempo non sa cosa desidera nel suo cuore.
Ha concluso la sua lettera dicendomi: “In cuor mio non faccio altro che chiedermi… perché la Chiesa cattolica non si comporta allo stesso modo?”
Io, sinceramente, non ho saputo cosa risponderle su questo.


Riguardo a questa ultima domanda, credo che la risposta sia molto semplice, ovvia: la chiesa cattolica ha smesso da molto tempo di essere missionaria.
Io vivo all'estero in un paese molto cattolico. Purtroppo la parrocchia salesiana in cui vivo fa attività solo per giovanissimi, i gruppi di studio della Bibbia sono solo per pensionati... anche per questo nonostante conosca gli aspetti negativi del culto mormone, li frequento ancora.
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Re: LDS, COMUNICAZIONE MEDIATICA E PROSELITISMO “VISIVO”

Messaggioda Generale Specifico » gio mag 24, 2012 11:14 am

Hermes ha scritto: Io vivo all'estero in un paese molto cattolico. Purtroppo la parrocchia salesiana in cui vivo fa attività solo per giovanissimi, i gruppi di studio della Bibbia sono solo per pensionati... anche per questo nonostante conosca gli aspetti negativi del culto mormone, li frequento ancora.


Purtroppo, molti uomini di Chiesa (in qualche modo vittime, anche loro, del pensiero debole imperante) si sono persuasi che l'unico modo di fare "apologetica" e di "formare" i fedeli sia attraverso la testimonianza personale. Molti, poi, sono addiritura restii a coinvolgere i laici direttamente nella attività parrocchiali. Capita, allora, che i credenti cattolici non abbiano praticamente nessuna vera e propria formazione dottrinale e, al contempo, non si sentano veramente coivolti nella propria comunità religiosa. Per cui la tentazione di rivolgersi a delle altre realtà che, apparentemente, sembrano offrire un cibo più solido di quello offerto dai cattolici diventa spesso difficile da evitare.

Una curiosità: in che senso frequenti ancora la Chiesa Morome?
Ho letto nella tua presentazione che sei un ex-mormone battezzato ed ordinato nel sacerdozio di aronne. Se continui a frequentare la Chiesa, devo dedurne che in qualche modo non hai abiurato uffcialmente il tuo errore. Mi risulta che i mormoni non ci vadano terneri, infatti, con gli "apostati".
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Re: LDS, COMUNICAZIONE MEDIATICA E PROSELITISMO “VISIVO”

Messaggioda Hermes » gio mag 24, 2012 12:01 pm

Generale Specifico ha scritto:Purtroppo, molti uomini di Chiesa (in qualche modo vittime, anche loro, del pensiero debole imperante) si sono persuasi che l'unico modo di fare "apologetica" e di "formare" i fedeli sia attraverso la testimonianza personale.


Visto che qui si sta parlando di "proselitismo visivo", direi che possiamo considerare un paradosso che la chiesa cattolica lo abbia abbandonato, dopo che per qualche secolo ne è stata la maestra. Basti pensare all'importanza dell'iconografia cattolica nel periodo della ricatolicizzazione del XVI secolo, per non parlare del barocco (e qui però si potrebbe fare anche qualche critica per l'uso esagerato che è stato fatto degli effetti scenografici).
Direi che il maestro si è fatto ampiamente superare.

Molti, poi, sono addiritura restii a coinvolgere i laici direttamente nella attività parrocchiali. Capita, allora, che i credenti cattolici non abbiano praticamente nessuna vera e propria formazione dottrinale e, al contempo, non si sentano veramente coivolti nella propria comunità religiosa. Per cui la tentazione di rivolgersi a delle altre realtà che, apparentemente, sembrano offrire un cibo più solido di quello offerto dai cattolici diventa spesso difficile da evitare.


Su questo si potrebbe pure aprire un nuovo thread. La promozione del ruolo dei laici, come responsabilizzazione ma anche coinvolgimento e valorizzazione, è uno di quei temi del Concilio che poi ha avuto attuazioni non sempre felici. Il risultato lo vediamo... gran parte del successo dell'opera di proselitismo di tdg, mormoni ecc. dipende proprio dalla loro capacità di valorizzare il ruolo dei singoli membri, che poi trovano gratificazione nel servizio che fanno.

Una curiosità: in che senso frequenti ancora la Chiesa Morome?
Ho letto nella tua presentazione che sei un ex-mormone battezzato ed ordinato nel sacerdozio di aronne. Se continui a frequentare la Chiesa, devo dedurne che in qualche modo non hai abiurato uffcialmente il tuo errore. Mi risulta che i mormoni non ci vadano terneri, infatti, con gli "apostati".


Per non andare OT, su questo ti rispondo QUI.
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Re: LDS, COMUNICAZIONE MEDIATICA E PROSELITISMO “VISIVO”

Messaggioda Armando » gio mag 24, 2012 7:17 pm

Molto interessante. Non a caso dico hanno il candidato Repubblicano alla Presidenza, effettivamente col marketing ci sanno fare.
Sapevo anche che la saga di Twilight, praticamente il nuovo culto mediatico delle ragazzine (non me ne vogliano) nel mondo è stato scritto da una mormone con riferimenti mormoni:
http://content.usatoday.com/communities ... 7546lZadXA
http://www.huffingtonpost.com/2010/06/2 ... 23487.html
Anche a me è capitato di incontrarli e devo dire che il loro look non mi è sembrato per nulla spontaneo come anche le loro frasi (ma questo è comune anche ai Tdg), un mio amico mi ha anche dato un Dvd con un film con tanto di scenografia e tradotto in molte lingue, regalatogli sempre da loro.
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Re: LDS, COMUNICAZIONE MEDIATICA E PROSELITISMO “VISIVO”

Messaggioda Armando » gio mag 24, 2012 7:36 pm

Per quanto riguarda il rafffronto con la Chiesa il gfatto è che la nostra società è sempre più disgregata e la testimonianza cattolica anche nelle piccole cose langue. Ma non è assente. Per esempio:
http://modestiaepudore.wordpress.com/
Il resto sono solo vite private messe in pubblico che fino ad un certo punto per me vanno bene...
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Re: LDS, COMUNICAZIONE MEDIATICA E PROSELITISMO “VISIVO”

Messaggioda Paola86 » gio mag 24, 2012 10:16 pm

Hermes ha scritto:
Negli USA fa più paura che qui (ho vissuto lì per un periodo e, si capisce, mi sta a cuore l’argomento) ma anche qui non stento a credere che potrebbe affiorare il medesimo problema.


Paura in che senso? Per l'efficacia della propaganda?



Si, perchè è una propaganda efficace soprattutto nella fascia d'età che ho indicato e fra le donne.

Basta immedesimarsi un attimo nella società americana attuale. La crisi ha colpito tutti, in particolare la classe media che era stata il cavallo di battaglia del sogno americano tra gli anni 80 e 90.
Le donne non possono più permettersi di restare a casa con i loro figli, questa è la realtà. Nè spesso possono averne più di uno, per motivi economici e per motivi culturali. Ma lo vorrebbero.

Dall'altro lato le famiglie mormoni vantano queste desiderabili caratteristiche:
- generalmente sono economicamente stabili (statisticamente hanno avvertito molto meno la crisi perchè la chiesa funziona molto come organizzazione sociale e poi perchè tendono a indebitarsi molto di meno e questo fa parte del loro credo);
- sono super prolifiche (si sa bene quanto credano nella famiglia. Questo fa sì che la maternità sia presa davvero sul serio quando per le "altre" donne è spesso solo una interruzione nella vita lavorativa, l'essere madri per loro è un lavoro ed un lavoro SERIO (sui cui lati negativi potrei pure parlare dato che ho conosciuto donne che sono cadute in depressione perchè la chiesa spingeva loro a ricercare il fisico della giovinezza dopo anche 5 gravidanze!!)
- è nel loro "catechismo" istruire le donne fin da ragazze alle attività manuali e artistiche. E questo, oltre che andare di moda, in un contesto colpito dalla crisi contribuisce a dipingere il quadro di famiglie idialliache e autarchiche... unite per l'eternità (altro punto che va molto di moda, i missionari mi hanno fermato per la prima volta in Italia chiedendomi se avessi un fidanzato e se non volessi unirmi a lui per l'eternità anzichè fino al semplice morte non vi separi).

In USA ho conosciuto ragazze che si sono avvicinate alla chiesa solo per conoscere "buoni partiti" e da lì sono entrate a farne parte full time.
Ed i numeri credo siano da tenere in considerazione perchè nel mio breve periodo di osservazione (circa sei mesi) se ne sono convertite 3 che conosco. certo, se resteranno dentro non lo posso sapere perchè una cosa è certa, se è solo una moda, le mode passano.
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Re: LDS, COMUNICAZIONE MEDIATICA E PROSELITISMO “VISIVO”

Messaggioda Paola86 » gio mag 24, 2012 10:31 pm

Hermes ha scritto:Su questo si potrebbe pure aprire un nuovo thread. La promozione del ruolo dei laici, come responsabilizzazione ma anche coinvolgimento e valorizzazione, è uno di quei temi del Concilio che poi ha avuto attuazioni non sempre felici. Il risultato lo vediamo... gran parte del successo dell'opera di proselitismo di tdg, mormoni ecc. dipende proprio dalla loro capacità di valorizzare il ruolo dei singoli membri, che poi trovano gratificazione nel servizio che fanno.



Su questo mi trovi assolutamente d'accordo, anzi, vi racconto la mia esperienza diretta.

Quando mia madre (cattolica) ha scoperto che mi interessavo alla chiesa mormone ha avuto una brutta reazione.
Non aveva idea di chi fossero i mormoni (nè il nome suona bene, diciamocelo!) e si è preoccupata, ha temuto che fosse una setta e che chissà cosa mi sarebbe successo. Rassicurarla fu inutile, la sua prima reazione fu di contattare, tramite la parrocchia, i missionari passionisti (che il parroco riteneva i più adatti a parlarmi sull'argomento).
La realtà era che già numerose volte avevo parlato dei miei dubbi sia in confessione che fuori e non mi sentivo così a rischio come mia madre lasciava intendere.
Ad ogni modo questi passionisti furono molto duri con me. E questa cosa mi ha segnato, non lo nego.
Purtroppo non erano persone preparate sul punto, basta dire che avano confuso i mormoni con la setta di moon (che neanche io so bene cosa sia), e quando ho spiegato loro mi hanno accusato di essere solo una ragazza "viziata" (cit.) perchè queste chiese puntano sul far sentire speciale il singolo per i più svariati motivi (compattare il gruppo, spillarti i soldi ecc) quando la chiesa cattolica e il messaggio di cristo è solo di comunità (si prega il padre nostro e non personalmente, la messa è comunitaria e altri esempi che conosciamo bene).

E' chiaro che quell'approccio mi inibì molto. Mi sentivo offesa, in primis e poi incompresa e frustrata. E sola.
Ovviamente non lasciai che questo fatto scalfisse il mio attaccamento alla mia chiesa e andai avanti, confrontandomi con altri sacerdoti... però si, questo è per dire che è vero che i singoli finiscono per esser assorbiti dalla chiesa ..il chè è anche giusto... ma se non ne è spiegato il perchè (e difficilmente viene spiegato) ha un forte potere dissuasivo.
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Re: LDS, COMUNICAZIONE MEDIATICA E PROSELITISMO “VISIVO”

Messaggioda Armando » gio mag 24, 2012 10:50 pm

MI sa che la difficoltà però è proprio all'opposto; quella di trovare persone che la pensino come te con cui fare comunità.
Per questo si cercano gruppi più chiusi, se penso infatti ai mormoni o ai testimoni di geova non è all'iniziativa del singolo che penso, ma alla struttura che, perchè più coesa, da sicurezza.
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Re: LDS, COMUNICAZIONE MEDIATICA E PROSELITISMO “VISIVO”

Messaggioda Trianello » ven mag 25, 2012 4:03 pm

Paola86 ha scritto:Su questo mi trovi assolutamente d'accordo, anzi, vi racconto la mia esperienza diretta.

Quando mia madre (cattolica) ha scoperto che mi interessavo alla chiesa mormone ha avuto una brutta reazione.
Non aveva idea di chi fossero i mormoni (nè il nome suona bene, diciamocelo!) e si è preoccupata, ha temuto che fosse una setta e che chissà cosa mi sarebbe successo. Rassicurarla fu inutile, la sua prima reazione fu di contattare, tramite la parrocchia, i missionari passionisti (che il parroco riteneva i più adatti a parlarmi sull'argomento).
La realtà era che già numerose volte avevo parlato dei miei dubbi sia in confessione che fuori e non mi sentivo così a rischio come mia madre lasciava intendere.
Ad ogni modo questi passionisti furono molto duri con me. E questa cosa mi ha segnato, non lo nego.
Purtroppo non erano persone preparate sul punto, basta dire che avano confuso i mormoni con la setta di moon (che neanche io so bene cosa sia), e quando ho spiegato loro mi hanno accusato di essere solo una ragazza "viziata" (cit.) perchè queste chiese puntano sul far sentire speciale il singolo per i più svariati motivi (compattare il gruppo, spillarti i soldi ecc) quando la chiesa cattolica e il messaggio di cristo è solo di comunità (si prega il padre nostro e non personalmente, la messa è comunitaria e altri esempi che conosciamo bene).

E' chiaro che quell'approccio mi inibì molto. Mi sentivo offesa, in primis e poi incompresa e frustrata. E sola.
Ovviamente non lasciai che questo fatto scalfisse il mio attaccamento alla mia chiesa e andai avanti, confrontandomi con altri sacerdoti... però si, questo è per dire che è vero che i singoli finiscono per esser assorbiti dalla chiesa ..il chè è anche giusto... ma se non ne è spiegato il perchè (e difficilmente viene spiegato) ha un forte potere dissuasivo.


Qui si tocca un altro tasto dolente. Il GRIS studia i MRA (anche) al fine di intervenire proprio in circostanze come la tua. Purtroppo molti parroci non sanno nemmeno dell'esistenza del GRIS e questo non è presente nemmeno in tutte le diocesi.
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Re: LDS, COMUNICAZIONE MEDIATICA E PROSELITISMO “VISIVO”

Messaggioda Paola86 » sab mag 26, 2012 12:40 pm

Trianello ha scritto:
Paola86 ha scritto:Su questo mi trovi assolutamente d'accordo, anzi, vi racconto la mia esperienza diretta.

Quando mia madre (cattolica) ha scoperto che mi interessavo alla chiesa mormone ha avuto una brutta reazione.
Non aveva idea di chi fossero i mormoni (nè il nome suona bene, diciamocelo!) e si è preoccupata, ha temuto che fosse una setta e che chissà cosa mi sarebbe successo. Rassicurarla fu inutile, la sua prima reazione fu di contattare, tramite la parrocchia, i missionari passionisti (che il parroco riteneva i più adatti a parlarmi sull'argomento).
La realtà era che già numerose volte avevo parlato dei miei dubbi sia in confessione che fuori e non mi sentivo così a rischio come mia madre lasciava intendere.
Ad ogni modo questi passionisti furono molto duri con me. E questa cosa mi ha segnato, non lo nego.
Purtroppo non erano persone preparate sul punto, basta dire che avano confuso i mormoni con la setta di moon (che neanche io so bene cosa sia), e quando ho spiegato loro mi hanno accusato di essere solo una ragazza "viziata" (cit.) perchè queste chiese puntano sul far sentire speciale il singolo per i più svariati motivi (compattare il gruppo, spillarti i soldi ecc) quando la chiesa cattolica e il messaggio di cristo è solo di comunità (si prega il padre nostro e non personalmente, la messa è comunitaria e altri esempi che conosciamo bene).

E' chiaro che quell'approccio mi inibì molto. Mi sentivo offesa, in primis e poi incompresa e frustrata. E sola.
Ovviamente non lasciai che questo fatto scalfisse il mio attaccamento alla mia chiesa e andai avanti, confrontandomi con altri sacerdoti... però si, questo è per dire che è vero che i singoli finiscono per esser assorbiti dalla chiesa ..il chè è anche giusto... ma se non ne è spiegato il perchè (e difficilmente viene spiegato) ha un forte potere dissuasivo.


Qui si tocca un altro tasto dolente. Il GRIS studia i MRA (anche) al fine di intervenire proprio in circostanze come la tua. Purtroppo molti parroci non sanno nemmeno dell'esistenza del GRIS e questo non è presente nemmeno in tutte le diocesi.


Io credo di essere stata "fortunata" se così si può dire.
La maggior parte delle mie esperienze, quando ho chiesto aiuto sul punto, sono state assai negative: assoluta ignoranza, accuse e pregiudizi.
Mi sono affidata alla preghiera e sono andata avanti. Ho incontrato UN solo sacerdote (sui 18 con cui ho discusso in circa 6mesi) che conosceva la chiesa LDS e la sua esperienza è stata molto onesta: mi ha detto che a parer suo i missionari sono preparatissimi e conoscono molto bene la Bibbia. Lo stesso dicasi per i membri della chiesa, le ritieneva persone molto serie e che - purtroppo - hanno un apparato organizzativo con cui la nostra chiesa cattolica, ad oggi,non può competere. Non sapeva nulla sulle dottrine mormoni, però.
Mi disse che dovevo continuare a cercare una realtà parrocchiale in cui vivere serenamente... che sarebbe stato difficile, un po' perchè sono giovane per i pochi gruppi esistenti, un po' perchè non c'è una grande cultura di comunità, almeno nelle mie zone. Ma disse anche che non dovevo arrendermi perchè tutto ciò di cui ho bisogno è nella mia di chiesa. E' ciò che sto facendo.
Quando ho conosciuto il GRIS - grazie a internet - ho pensato che fosse giusto chiedere informazioni nella mia diocesi. Nessuno fra le persone con cui ho parlato, però, sapeva di cosa si trattasse.
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Re: LDS, COMUNICAZIONE MEDIATICA E PROSELITISMO “VISIVO”

Messaggioda algoritmo70 » sab mag 26, 2012 5:39 pm

Vorrei chiedere una cosa particolare,le ragazze mormoni amano casa la famiglia i figli etcc.noi Cattolici abbiamo come modello Maria SS. presso i mormoni non è presente la figura Mariana,noi ancora una volta possiamo dire che ci lasciamo sfuggire una bella occasione , o sbaglio? algoritmo70.
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Re: LDS, COMUNICAZIONE MEDIATICA E PROSELITISMO “VISIVO”

Messaggioda Hermes » sab mag 26, 2012 10:10 pm

Paola86 ha scritto:
Hermes ha scritto:Su questo si potrebbe pure aprire un nuovo thread. La promozione del ruolo dei laici, come responsabilizzazione ma anche coinvolgimento e valorizzazione, è uno di quei temi del Concilio che poi ha avuto attuazioni non sempre felici. Il risultato lo vediamo... gran parte del successo dell'opera di proselitismo di tdg, mormoni ecc. dipende proprio dalla loro capacità di valorizzare il ruolo dei singoli membri, che poi trovano gratificazione nel servizio che fanno.


Su questo mi trovi assolutamente d'accordo, anzi, vi racconto la mia esperienza diretta.

Quando mia madre (cattolica) ha scoperto che mi interessavo alla chiesa mormone ha avuto una brutta reazione.
Non aveva idea di chi fossero i mormoni (nè il nome suona bene, diciamocelo!) e si è preoccupata, ha temuto che fosse una setta e che chissà cosa mi sarebbe successo. Rassicurarla fu inutile, la sua prima reazione fu di contattare, tramite la parrocchia, i missionari passionisti (che il parroco riteneva i più adatti a parlarmi sull'argomento).
La realtà era che già numerose volte avevo parlato dei miei dubbi sia in confessione che fuori e non mi sentivo così a rischio come mia madre lasciava intendere.
Ad ogni modo questi passionisti furono molto duri con me. E questa cosa mi ha segnato, non lo nego.
Purtroppo non erano persone preparate sul punto, basta dire che avano confuso i mormoni con la setta di moon (che neanche io so bene cosa sia), e quando ho spiegato loro mi hanno accusato di essere solo una ragazza "viziata" (cit.)


Mi dispiace dirlo ma qui i passionisti hanno avuto una reazione tipica degli appartenenti ad una setta, o a una chiesa fondamentalista... è fatto risaputo che in una setta si tende a considerare la fuoriuscita di un membro come frutto di una sua personale debolezza morale o mentale. Per i TdG chi lascia la setta lo fa per poter tornare a condurre la vita dissoluta della gente del mondo, o perché ha commesso qualche peccato. Le ragioni possono essere tante ma la colpa è sempre del singolo, mai dell'organizzazione.
I passionisti non si sono comportati nello stesso modo?

perchè queste chiese puntano sul far sentire speciale il singolo per i più svariati motivi (compattare il gruppo, spillarti i soldi ecc) quando la chiesa cattolica e il messaggio di cristo è solo di comunità (si prega il padre nostro e non personalmente, la messa è comunitaria e altri esempi che conosciamo bene).

E' chiaro che quell'approccio mi inibì molto. Mi sentivo offesa, in primis e poi incompresa e frustrata. E sola.
Ovviamente non lasciai che questo fatto scalfisse il mio attaccamento alla mia chiesa e andai avanti, confrontandomi con altri sacerdoti... però si, questo è per dire che è vero che i singoli finiscono per esser assorbiti dalla chiesa ..il chè è anche giusto... ma se non ne è spiegato il perchè (e difficilmente viene spiegato) ha un forte potere dissuasivo.


Che vorrebbe dire che "Il messaggio di Cristo è solo di comunità"? La celebrazione eucaristica permette di vivere la dimensione comunitaria, ma c'è modo e modo di realizzare la comunità... e se per comunità si intende che solo il sacerdote ha l'iniziativa mentre i fedeli devono rimanere passivi, allora no, non mi piace, e non mi pare che sia questo il messaggio di Cristo.
L'argomento del ruolo dei laici nella chiesa è interessante, attuale, e ha molto a che fare col problema del proselitismo dei nuovi movimenti religiosi. Proseguirei la discussione qui: viewtopic.php?f=10&t=1012
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