LABOR 5: E' vicina la fine della falsa religione?

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Messaggioda Sandro » gio dic 07, 2006 1:01 pm

Trianello ha scritto:So che oggi, nella trasmissione di Radio Maria, si è trattato proprio di questo volantino. Purtroppo, io non ho potuto seguirla perché alle 18:30 avevo la Santa Messa. Ho pensato che, tanto per cominciare, qualcuno di coloro che hanno seguito la trasmissione in oggetto potrebbe riassumere per i foristi quanto detto nella medesima.


Nessun problema. Nella trasmissione di dicembre ho ripreso il volantino da capo a piedi e ne ho fatto il commento a Radio Maria.
Lo posterò per ultimo in fondo a questi contributi per...
... per non suggerire e permettere di copiare, si capisce
e anche per non intimidire (ne sono venute 5 pagine!).

Ma fatevi sotto con semplicità, poiché 10, 20 occhi vedono meglio che i miei due, che tra l'altro sono pure quelli di un miope: :wink:
«In patientia vestra possidebitis animas vestras»... aliorumque. (Lc 21,19)
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Guerra e politica

Messaggioda santiago » ven dic 29, 2006 7:10 pm

LA FALSA RELIGIONE SI IMMISCHIA NELLA GUERRA E NELLA POLITICA.

TESI: Le false religioni si immischiano in politica e in guerra, la vera religione, alias il geovismo, no perché rispetta ciò che è scritto sulla Bibbia.

PROVOCAZIONE: Conoscete qualche religione i cui aderenti vanno in guerra?


In questa argomentazione parlerò principalmente di autodifesa e non di politica anche se ci sarebbe da fare un bel discorso anche su quella... :D :D :D

NOTA: [ Le citazioni senza nome sono una delle ciliegine sulla torta delle pubblicazioni della Torre di Guardia… Ecco cosa fanno raccontare in questo piccolo paragrafo ad un fantomatico esponente religioso statunitense: “Bisogna uccidere i terroristi se si vuole fermare la strage”, “Eliminiamoli tutti nel nome del Signore”.

Mi dite che senso ha tale affermazione ai fini dimostrativi di una qualsiasi tesi?

-Non si sa chi sia: nome, cognome, titolo e nemmeno il suo credo.
-Potrebbe trattarsi, per assurdo, ma non troppo, anche di un TdG stesso, oppure di un Indù, o di un musulmano “moderato” che odia il terrorismo.

Questa affermazione non può essere considerata valida a scopo dimostrativo e si presta ad ingannare i lettori. Bel modo di cominciare per una congregazione che afferma di offrire l’unica verità. ]


Vengono in seguito citati 1Gv 4,20 e Mt 5,44 per sostenere che un cristiano non può impugnare le armi:

1 Gv 4,20
20Se uno dicesse: «Io amo Dio», e odiasse il suo fratello, è un mentitore. Chi infatti non ama il proprio fratello che vede, non può amare Dio che non vede. 21Questo è il comandamento che abbiamo da lui: chi ama Dio, ami anche il suo fratello.

e

Mt 5,44
44ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori

Penso che si tratti di un problema di etica e di coscienza, non c'è legge precisa. Il cristianesimo condanna l'odio non l'autodifesa, infatti Gesù ci ha insegnato a pregare per la pace e per i nostri nemici. il cristiano sa che in una certa occasione può decidere di combattere a difesa di ciò che ama e rispondere proporzionalmente all’offesa, oppure porgere l’altra guancia fino anche al battesimo di sangue, che è il martirio. Entrambi i comportamenti sono evangelici. Questo è un discorso individuale che non può essere tradotto a livello comunitario: quale religione può obbligare i propri fedeli a lasciarsi massacrare dai nemici? Il martirio è una scelta forte, che può essere meditata, può essere fulminea o casuale, ma di sicuro non può essere imposta.

Ebbene agli autori di questo articolo pongo queste domande:

-Se un ladro entrasse nella casa del vicino di casa e voi sentiste delle grida di dolore non chiamereste le forze dell'ordine?
-Se foste presenti allo stupro di una donna non interverreste per difenderla?
-Se non siete favorevoli a nessun tipo di autodifesa rifiutereste il soccorso delle forze dell’ordine nel caso un vostro figlio sia in pericolo di vita?
-Se una nazione si apprestasse a trucidare tutti i figli e le figlie della vostra nazione, voi non impugnereste le armi per difendere ciò che vi è di più caro?

E poi in attesa delle loro risposte lascio rispondere a qualcuno di mio grande rispetto, il caro Agostino, vecchio ormai di quasi 1700 anni, ma più uomo e più vivo di molti:

“Il soldato piace a Dio se lotta per la pace

Non credere che non possa piacere a Dio nessuno il quale faccia il soldato tra le armi destinate alla guerra. Era guerriero il santo re David, al quale il Signore diede una si grande testimonianza. Erano guerrieri moltissimi altri giusti di quel tempo. Era soldato anche quel centurione che al Signore disse: "Non sono degno che tu entri sotto il mio tetto, ma di` una sola parola ed il mio attendente guarirà. Infatti sono anch`io rivestito d`autorità avendo dei soldati ai miei ordini e dico a uno: «Va`» ed egli va; ad un altro: «Vieni», ed egli viene; e al mio attendente: «Fa` ciò», ed egli lo fa. Per conseguenza il Signore disse di lui: In verità vi dico che non ho trovato tanta fede in Israele" (Mt 8,8-10; Lc 7,6-9). Era soldato anche quel Cornelio al quale l`angelo rivolse le seguenti parole: Cornelio, gradite sono state le tue elemosine ed esaudite le tue preghiere" (At 10,1-8.30-33), quando lo esortò di mandare a chiamare l`apostolo Pietro, per sentire che cosa doveva fare. Mandò infatti un soldato timorato di Dio dall`apostolo per pregarlo di recarsi da lui. Erano soldati anche quelli ch`erano andati a ricevere il battesimo da Giovanni (cf. Lc 3,12), il santo precursore del Signore e amico dello Sposo, del quale proprio il Signore disse: "Tra i nati di donna non è sorto nessuno piú grande di Giovanni Battista" (Mt 11,11). Quei soldati gli avevano chiesto che cosa dovessero fare ed egli rispose: "Non fate vessazioni ad alcuno, non fate false denunce ed accontentatevi della vostra paga" (Lc 3,14). Egli dunque non proibí loro di fare il soldato sotto le armi, dal momento che raccomandò loro di accontentarsi della loro paga.

Quando perciò indossi le armi per combattere, pensa anzitutto che la tua stessa vigoria fisica è un dono di Dio; cosí facendo non ti passerà neppure per la mente di abusare d`un dono di Dio contro di lui. La parola data, infatti, si deve mantenere anche verso il nemico contro il quale si fa guerra; quanto piú dev`essere mantenuta verso l`amico per il quale si combatte! La pace deve essere nella volontà e la guerra solo una necessità, affinché Dio ci liberi dalla necessità e ci conservi nella pace! Infatti non si cerca la pace per provocare la guerra, ma si fa la guerra per ottenere la pace! Anche facendo la guerra sii dunque ispirato dalla pace in modo che, vincendo, tu possa condurre al bene della pace coloro che tu sconfiggi. "Beati i pacificatori" -dice il Signore - "perché saranno chiamati figli di Dio" (Mt 5,9). Ora, se la pace umana è tanto dolce a causa della salvezza temporale dei mortali, quanto piú dolce è la pace divina, a causa dell`eterna salvezza degli angeli! Sia pertanto la necessità e non la volontà il motivo per togliere di mezzo il nemico che combatte. Allo stesso modo che si usa la violenza con chi si ribella e resiste, cosí deve usarsi misericordia con chi è ormai vinto o prigioniero, soprattutto se non c`è da temere, nei suoi riguardi, che turbi la pace.

(Agostino, Epist., 189, 4.6)”


Penso non ci sia più nulla da aggiungere se non le righe che mi sono venute alla mente di un articolo, letto poco fa, sulla rivista “il Timone” - Dicembre 2006 a pagina 31.

“Il coraggio della Verità” di Laura Boccenti

[…] Così dobbiamo ricordare che chi segue Cristo deve essere pacifico, ma non pacifista; la prudenza infatti ci insegna che ci sono delle situazioni umane, sociali e politiche che non possono essere passate sotto silenzio, come quando accade che la persona è privata dei beni umani fondamentali. […]


La mia personale opinione è che il geovismo sia intrinsecamente contrario ad una qualsiasi civiltà (cristiana o musulmana/indù che sia) e che trasli le considerazioni dal singolo all'intera società, estremizzandole, calpestando inoltre la natura peccatrice e bisognosa della misericordia di Dio dell'uomo.

Diversamente dalla Chiesa Cattolica, cioè universale, nel geovismo vengono assolutizzati certi concetti che non permettono il crearsi di una civiltà. E' il rischio del fondamentalismo e dell'eresia (=scelta), nonché di una visione limitata dell’opera divina. Certi compiti “sporchi” devono per forza essere affidati ad altri al di fuori del geovismo, vedi le forze dell’ordine nelle mani di Satana. Dio, se fosse cosi, non benedirebbe nessun tipo di civiltà autosufficiente.

Marco
Lc 22,38 Ed essi dissero: "Signore, ecco due spade". Ma egli rispose "Basta!".
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Messaggioda Trianello » mer gen 10, 2007 4:10 am

Ascoltando la registrazione della trasmissione di Radio Maria, mi sono accorto che, praticamente, Sandro ha detto tutto quello a cui io avevo pensato... più altre cosette, invero, a cui io non avevo pensato. Rileggerò il volantino e riascolterò la trasmissione per verificare che non gli sia sfuggito qualcosa.
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Messaggioda berescitte » gio gen 11, 2007 5:54 pm

Santiago, meriti un bacio in fronte!
La citazione di Agostino è da incorniciare. :!:
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Re: LABOR 5: E' vicina la fine della falsa religione?

Messaggioda fattoria_animali » lun lug 16, 2012 10:22 am

Tutta la struttura tg, ha una crepa lunghissima, non è solo una cosa superficiale, è una falla da poppa (1914) a prua, un'altro titanic, cosidetto inaffondabile, un'altro vaijon. E' un barcone da immigrati. Affonderanno.
Se vi dicono che sta a galla da 150 anni, non fatevi persuadere.
Se vi dicono che la filiale in Germania ha 2000 persone, non fatevi persuadere riguardo alla sua navigabilità e solidità.
Se vi dicono che il Cristo è la non lo credete, perchè il Cristo non torna da la.
1 tutti gli animali sono uguali, ma alcuni animali sono più uguali degli altri,
2 nel tempo dell'inganno universale dire la verità è un atto rivoluzionario,
3 Lo psicoreato non comporta la morte: lo psicoreato è la morte, George Orwell
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