SVE-TOR 2013: spunti bereani da TORRE e SVEGLIATEVI

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SVE-TOR 2013: spunti bereani da TORRE e SVEGLIATEVI

Messaggioda berescitte » mer mar 27, 2013 10:53 am

LA TORRE DI GUARDIA 2013 MESE PER MESE (commento bereano)

Sia la Torre di Guardia, come la di Svegliatevi da quest'anno presentano la grande novità del dimezzamento delle pagine.
Inoltre, già da qualche anno le due riviste sono passate dalla periodicità quindicinale a quella mensile e la WT ne ha messo online (cf http://www.jw.org) i testi di entrambe. Questo consentirà, anche in assenza di copia cartacea, la loro consultazione in rapporto al nostro commento che in certi punti ne riassumerà i contenuti senza citarle di peso.
Queste novità ci permettono, di riflesso, anche a noi di presentare le nostre come segue:
1) Commento fatto sempre in colore (questo che vedete). Il neretto (o grassetto) è riservato al testo originale delle riviste citato di peso senza virgolettarlo;
2) Il commento sarà in genere breve, puntuale, a modo di promemoria. Quello più ampio sarà dedicato solo a qualche punto di maggiore interesse;
3) Esso riguarderà esclusivamente l'edizione della Torre del 1° di ogni mese ( che è "per il pubblico") e non quella del 15 (che è "per lo studio" degli adepti)
4) Eventuale attenzione, oltre che alla TORRE (TOR in seguito), sarà data anche a qualche articolo della SVEGLIATEVI (SVE in seguito), ma in un thread a parte.

Chiedo venia per eventuali ritardi. Essi sono dovuti sia a sovraccarico improvviso di impegni, sia alla difficoltà di avere per tempo la copia cartacea delle riviste (solo su esse riesco a lavorare con libertà prendendo appunti, diversamente che sulle copie in pdf che sono on-line, non trasportabili, e se stampate si mangiano rapidamente la cartuccia del toner). Intanto l'aver prenotato preventivamente lo spazio per ogni mese valga come attestato di buona volontà da parte mia di voler portare a termine l'impegno assunto.

Buona lettura, anzi studio, per il quale è d'obbligo ricordare lo stato d'animo di volerci aiutare fraternamente a vicenda* (noi e i TG aperti al dialogo) omaggiando la verità biblica e pregando gli uni per gli altri come Gesù vuole che si faccia tra "cristiani" e "cristiani apostati", e lasciando alla verità biblica il compito di individuare chi tra noi e i TG vada collocato, se e quanto, nella prima o seconda categoria!
Bery

_____________________________________
* Il che comprende anche una critica dai toni decisi, quando sarà il caso, affinché i nostri fratelli cattolici percepiscano la gravità del pericolo di deviazione dottrinale che il geovismo porta con sé. Toni che vorremmo siano di stimolo ai fratelli TG più "bereani" affinché controllino con attento interesse sia la documentazione-prova da noi presentata sia la validità dei nostri rilievi critici nei confronti di una dottrina che, a nostro avviso, li rende schiavi dell'errore.
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Re: SVE-TOR 2013: spunti bereani da TORRE e SVEGLIATEVI

Messaggioda berescitte » mer mar 27, 2013 3:17 pm

TORRE DI GENNAIO 2013

pag. 5 a proposito della Fine del mondo
«Dal contesto di 2 Pietro3:7 si capisce che anche i cieli, la terra e il fuoco menzionati sono simboli... La "terra" che quel diluvio spazzò via era la società violenta di quel tempo mentre i "cieli" che vennero distrutti erano le persone che governavano quella società terrena.... Il "mondo" che deve passare non è la terra ma l'insieme degli esseri umani che non vivono secondo la volontà di Dio.»
Non ci giurerei, ma, applico il criterio del contesto a un punto molto importante. E perciò osservo che il contesto di tutto il capitolo 18 di Ezechiele, di cui la WT cita a ogni piè sospinto il versetto 18,4 nella forma "l'anima che pecca essa stessa morrà", ritenendolo confermativo della mortalità dell'anima, rivela che Ezechiele: 1) non sta parlando di morte fisica ma di morte spirituale (ovvero, cadere nel disfavore divino) tanto è vero che da quella morte il peccatore può risorgere; 2) non parla di anime ma di persone; tradurre l'originale nèphesh con anima in quel contesto ne falsa il concetto.

pag. 6 a proposito delle promesse sulla futura terra paradisiaca
La Bibbia avrebbe detto che «diventerà un paradiso... ci saranno sicurezza e prosperità... tutti avranno un lavoro significativo... tutte le malattie saranno debellate... i morti saranno risuscitati.»
La fede nella risurrezione in piena salute è condivisa anche dalla "cristianità". Ma l'idea che questo avvenga su una terra paradisiaca non lo ha condiviso neanche la WT per oltre mezzo secolo (infatti fu una delle sorprese rivelate solo nel 1935 per offrire una salvezza ai TG che Unti non erano), quindi non deriva dalla Bibbia ma da interpretazione su di essa. Interpretazione abbastanza strana se non è apparsa da subito a quegli unti che "avevano l'occhio dell'intendimento" eppure hanno lasciato soffrire sia gli Unti che si sentivano Altre Pecore, sia le pecore che aspiravano ad essere Unti ma si diceva loro che tutti i posti dei 144.000 erano occupati.

pag. 7
«Sappiamo che la fine del mondo è vicina (Matteo 24:33). I testimoni di Geova ritengono che le prove siano convincenti.»
E' interessante la parola: ritengono. Vuol dire che non è la Bibbia a dirlo ma una loro interpretazione. E sai che tranquillità visto che le cambiano in continuazione le interpretazioni!
Se il dire che la fine è "vicina" può significare "tra qualche miliardata di anni", io penso che noi umani non siamo di fronte a un linguaggio comprensibile. Forse è adatto solo per altri "dèi" longevi come Geova per il quale "un giorno può durare mille anni", non è vero?
Io poi, su questo giocherello di dire che la fine è imminente per farti aderire subito al geovismo e, quando poi ritarda, di ricordarti che si ragionava con il concetto di tempo che ha Geova mi pare proprio un usare "doppio peso e doppia misura". Che non solo fa adirare Geova (cf Proverbi 20,10) ma anche l'intelligenza umana perfino non religiosa.

pag. 8 (di peso)
«E' VERO CHE I TESTIMONI DI GEOVA HANNO FATTO
PREVISIONI INESATTE SULLA DATA DELLA FINE?

I testimoni di Geova hanno effettivamente nutrito delle aspettative errate circa la data in cui sarebbe venuta la fine.
Furba la WT! Sempre dietro il paravento eh? Perché dici che i TG hanno nutrito e non che tu glieli hai fatti nutrire?
Come i discepoli di Gesù del I secolo, abbiamo pensato che qualche profezia stesse per adempiersi quando non era ancora arrivato il tempo stabilito da Dio (Luca 19:11; Atti 1:6; 2
Tessalonicesi 2:1, 2).
Altra furbata. Come si fa a paragonare il Canale che oggi adopera Geova con la situazione del primo secolo in cui i discepoli (apostoli compresi) stavano chiarendo a se stessi il messaggio rivoluzionario di Gesù rispetto alle idee ebraiche coltivate da secoli?
Condividiamo il pensiero di Alexander H. Macmillan, un fedele Testimone, che disse: “Ho imparato che dovremmo ammettere i nostri errori e continuare a esaminare la Parola di Dio per essere illuminati”.
Chi è mai questo soggetto che parla ora e che invita a condividere? Voi ente WT, voi CD dei TG? O attribuite tale capacità di ammettere gli errori ancora a tutto il corpo dei fedeli TG? Guardate che tra di loro ce ne sono stati tanti (per es. Raymond Franz e Co.) che si erano resi coscienti di errori eppure li avete disassociati, nonostante che, ragionando come Macmillan, erano "fedeli testimoni".
Perché allora continuiamo a predicare che la fine è vicina? Perché prendiamo seriamente l’esortazione di Gesù: “Continuate a stare in guardia, siate svegli”. In caso contrario, se cioè Gesù ci trovasse “addormentati”, non potremmo ottenere il suo favore (Marco 13: 33, 36). Come mai?
Anche tutti i membri della cristianità che si rispettino condividono il dovere di tenersi svegli, cioè pronti a morire. Ma la differenza è che l'avvertimento di Gesù essi lo hanno applicato alla propria fine. E in ciò sono stati bravi esegeti perché sono tutti spariti nell'arco di 100 anni. Mentre la WT applica l'avvertimento alla fine del mondo. E in ciò si è rivelata una profetessa cattiva perché il mondo c'è ancora e Armaghedon è così lontano che essa stessa ha pensato che è meglio non sbilanciarsi più in previsioni di prossimità come la intendono la normale delle persone.
Pensate ad esempio a un esperto di un centro d’allerta tsunami che, in base ai dati in suo possesso, lancia un allarme. Forse quella volta l’onda anomala non arriva, ma in un’altra occasione la prontezza dell’esperto potrebbe salvare delle vite.
Già... pensate ad esempio a dei TG che stanno progettando serenamente il futuro delle loro famiglie in un certo modo, e la WT che, in base ai dati in suo possesso, dice loro che non avranno tempo di realizzarlo perché di lì a poco arriverà Armaghedon. E glielo dice non come ipotesi remota ma come avvertimento che mette il sale sulla coda, con espressioni del tipo "presto... incombe... ci siamo... se non riscatti il tempo perduto saranno dolori... se non ti dedichi a dare l'avvertimento incorrerai nella colpa del sangue.." e via terrorizzando. E succede che quei TG, avendo fede in ciò che viene detto loro, perché credono che sia roba che viene dal Canale di Geova, una sorta di filo diretto ove nessuno dei trasmettitori dovrebbe essere passibile di inquinamento, che fanno? Semplicemente venderanno i beni e dedicheranno il poco tempo rimasto a predicare di più. Come effettivamente è successo in vista del 1975 e con tanto di elogio per chi l'aveva bevuta; (cf Servizio del Regno, 6/ 1974 p. 2).
Ma è vero, un "esperto" foss'anche un superesperto può sempre sbagliare (anche se non tanto spesso, no?). Ma come fate a equiparare il Canale di Geova a un esperto? L'esperto si basa su scienza propria, il Canale - dite voi! - trasmette soltanto ciò che riceve dalla Suprema Sede. Non ci vuole esperienza in tal caso ma solo fedeltà. A meno che tale ricezione non sia vera e dottria e direttive dipendano solo da volontà umana e elucubrazioni umane sulla Bibbia...

In modo analogo, a volte abbiamo nutrito aspettative errate circa la data della fine.
Veramente le aspettavive errate hanno riguardato anche vari punti importanti di dottrina, poi rivisti, corretti, obliterati. Ma quello che non si riesce a capire è come mai il CD non dica onestamente "abbiamo alimentato noi della dirigenza tali aspettative". Perché scaricano questo nutrire aspettative errate su un impersonale "noi" che fa pensare all'insieme dei TG quando le "altre pecore" non le hanno emanate loro ma le hanno solo credute perché trasmesse dal Canale creduto di Geova? E ancora, come si fa a continuare a credere che il Canale sia di Geova se le sue "verità" somigliano alle previsioni meteorologiche?
Ma ci interessa di più ubbidire a Gesù e salvare delle vite che evitare le critiche.
Ma in che senso si sono salvate delle vite se per esempio si è dissuaso dal far figli, dal prendere una laurea, dall'inserirsi nel mondo sociale, (cf Svegliatevi 8/11/1969, p. 15 ) dall'accettare un curativo trapianto d'organi ecc... perché Armaghedon era imminente e il Regno prossimo venturo avrebbe sistemato magicamente ogni problema? In che senso tutt'ora si salvano delle vite spingendo TG a morire per rifiutare ancora la trasfusione di sangue se, non essendo una dottrina infallibile, è probabile che un domani sia abolita?
Il comando di Gesu di “dare completa testimonianza” ci spinge ad avvertire gli altri riguardo alla fine (Atti 10:42).
Ma se non è vero che la fine "del mondo", o se volete di "questo sistema di cose" sia davvero prossima (e basterebbe anche l'incertezza della non infallibilità a suggerire di non fare allarmismo sociale), come fate a dire che è comando di Gesù predicarla terrorizzando la gente e condizionandola a scelte auto ed eterodistruttive?
Crediamo che, anziché concentrarsi su quando verrà la fine, sia più importante avere fiducia che la fine verrà, e agire di conseguenza.
Questo lo dite adesso, dopo un secolo di falsi allarmi e dopo aver dovuto rivedere tanti punti di dottrina collegati con la fine, ma il problema è... chi assolverà Geova (leggi chi assolverà chi si è spacciato per Voce-Canale di Geova) per avere in passato concentrata tutta la predicazione sull'annuncio di una fine così prossima che valeva la pena persino vendere casa e beni per avere tempo da dedicare alla predicazione nel pochissimo tempo rimasto?
Prendiamo seriamente le parole di Abacuc 2:3, che dice: “Anche se [la fine] dovesse attardarsi [rispetto alle previsioni], attendila; poichè si avvererà immancabilmente. Non tardera”.»
E qui la nostra mente resta basita, perché non si vede con quale logica si possa mai dire che un evento certamente non tarderà anche se dovesse tardare. Siamo al "qui lo dico e qui lo nego" del politichese che impera in questo satanico "sistema di cose" o no? O forse si deve parlare di patologia e di psichiatria?

A conclusione di questo riquadro che merita se ne faccia un quadruccio, Invito tutti a pregare San... CRITERIONE perché illumini non la WT che ormai ha perso la brocca, ma è bene che le dica così grosse e chiare se solo così la sua inattendibilità diventa evidente anche ai più sprovveduti. Per noi grandi amici dei TG, fratelli in Dio Padre e fratelli a doppio titolo se sono ex cattolici, interessa che i TG si rendano conto a quali mani si sono affidati.
Il tutto con la beffa dell'invito ad essere "svegli" e a prendere "seriamente" la parola di Gesù.


pag. 9
Si gioca ancora ad equivocare sul concetto di semplicità, infanzia spirituale ecc... invitando ovviamente i già obbedienti TG ad abbassare ulteriormente la testa, ad eliminare dai propri progetti quello di crescere in cultura (soprattutto evitando la conoscenza della lingua greca perché con essa si capirebbe come la KIT sconfessa la bontà della Traduzione del Nuovo Mondo che fa da base alla fede dei TG?).
A questo proposito ricorderò soltanto che la "sapienza" condannata dalla Bibbia si chiama saccenza, presunzione, arroganza, orgoglio, ragionamenti da uomo sarkikòs (roba che molti ex TG dicono di aver incontrato nella Dirigenza geovista). Non si tratta assolutamente di sapienza nel senso di cultura, che invece è l'angelo custode che ti permette di non farti ingannare. E così i "piccoli, i semplici" eccetera sono coloro che sono grati al Signore, si sento dipendenti da Lui, si affidano alla sua provvidenza... non gli ignoranti, gli indotti. Prova biblica? Si prenda San Paolo: culturalmente egli apparteneva alla categoria universitaria essendo un rabbino, formato da Gamaliele. E tale sua formazione si è poi palesata nelle sue lettere che sono un concentrato di teologia. Eppure, dopo la conversione, deve essersi reso semplice e umile, infante spirituale, piccolissimo, visto che a lui Gesù ha rivelato "i misteri del Regno", addirittura portandoselo spiritualmente in cielo.
La vita non ci dimostra forse che si danno persone coltissime ma umili e semplici, e per contro persone ignorantissime ma testarde come caproni?

Chi sa fare "due e due uguale quattro" capirà anche che l'articolo, che termina con il solito "presto" riferito al nuovo mondo, chiarisce che la WT con il suo discorso-invito alla semplicità esige che i TG si facciano bambini in senso letterale, alias semplicioni. Solo ad essi si può infatti far credere che "due più due" potrebbe dare come risultato una cifra di anni così elastica da arrivare a mille e più.

Ed è anche ingannevole blandire i seguaci dicendo loro che
«per riuscire a capire le verità spirituali della Bibbia abbiamo bisogno di due cose: l'aiuto di Dio e la giusta disposizione di cuore.»
Non è vero, e la WT sa di mentire se a seguaci che avevano l'una e l'altra cosa (come R. Franz e collaboratori di cui sopra, che avevano tanto intendimento da stilare perfino un Ausiliario per capire la Bibbia, sostituito poi da Perspicacia quando R. Franz cadde in disgrazia) non sono servite a niente. La verità, pensata ma qui non detta, tirata fuori a sopresa quando qualcuno davvero capisce qualcosa di suo e di diverso ma di vero, è che i TG hanno bisogno solo di una cosa: di sapere cosa ha decretato il Canale, sentenza da omaggiare qualsiasi cosa dica. Il che non corrisponde spesso a ciò che dice la Bibbia.

pag. 12
Sarà forse l'influsso di Macmillan circa gli errori? Qui affiora uno strano linguaggio prudenziale, ben diverso dalle sicumere manifestate da Rutherford e da tante assolutezze espresse in passato dagli stampati della WT. Colgo qualche espressione: «Parlando di "mondo", Gesù si riferiva a quanto pare... Abele fu a quanto pare... (in nota) Alla pari dei suoi genitori, sembra che Caino...».
Certo che è più agevole districarsi d'impaccio, quando poi si viene smentiti, far notare che non si erano dette le cose con sicurezza. Sì, questo è un linguaggio più consono a chi crede davvero di non essere infallibile e vuole evitare in futuro le brutte figure fatte in passato. Speriamo che segni l'alba di una nuova coerenza.

Ma ciò che più mi preme è avvertire gli ignari lettori che questo discorso su la "fondazione del mondo" viene fatto dalla WT per sostenere l'enormità teologica che nega a Dio (in questo caso a Geova) l'onniscienza incondizionata. Il problema è dato da S. Paolo quando dice, alludendo ai soli Unti secondo la WT, che li ha scelti "da prima della fondazione del mondo". Il che pone due problemi:
1) Siccome gli Unti sono stati escogitati da Geova come rimedio al peccato, e non avendo egli la totale onniscienza del futuro che tutta la cristianità riconosce a Dio, era assurdo che Geova scegliesse gli Unti da prima della fondazione del mondo fisico, quando il peccato non era ancora stato commesso;
2) Siccome nel geovismo il fatto che Dio preveda un evento umano toglie all'uomo la libertà di agire in maniera diversa dalla previsione e, se si tratta di atto peccaminoso, rende Geova correo di quell'atto avendolo "pre-determinato".
Per evitare questi enormi problemi - suscitati appunto dalla temuta obbligata onniveggenza mal capita -, il geovismo dice che per "mondo" si deve intendere la famiglia umana e precisamente i figli di Adamo nati nel peccato (è ciò a cui allude questa pagina e che analizzeremo più dettagliatamente in altre occasioni), e quanto alla scelta degli Unti - dal momento che Geova deve stare al riparo di ogni colpa, anche da quella dell'apostasia di alcuni di essi che, se fosse stata prevista sarebbe stata concausata da Geova – ecco che il geovismo pensa di cavarsela asserendo che gli Unti sono stati scelti sì sin dall'inizio del mondo, ma non singolarmente ma "come classe". Geova insomma non li conosceva uno per uno, altrimenti avrebbe scelto come Unti anche alcuni che sapeva avrebbero apostatato!. Si arriva persino a dire che tale conoscenza egli non avrebbe potuto averla neanche volendo indagare il futuro, giacché per indagare il futuro non determinato da Lui, come quando lo profetizza, Geova ha bisogno di segni da studiare. Nel caso degli Unti non aveva assolutamente nulla, neanche il programma genetico da studiare nel ventre delle loro madri, come invece lo studiò per prevedere, prima che nascessero e contro ogni normalità, che Esaù, il fratello maggiore, avrebbe servito a Giacobbe che era il minore.

Altra cosa da segnalare è quel che si legge in nota ove si dice:
«Alla pari dei suoi genitori, sembra che Caino non abbia la prospettiva di essere risuscitato e ottenere la redenzione.»
Anche qui abbiamo la novità di un "sembra" ove in passato si è detto con certezza indiscussa che i progenitori e Caino non sarebbero stati risuscitati.
E' bello dunque poter sperare che è possibile attendersi che un giorno la WT torni alla vera fede e confessi magari: "Sembra proprio che ci siamo sbagliati a considerare il GRIS come nemico del geovismo, giacché in effetti con le sue giuste critiche non faceva che spingerci alla conquista della verità biblica vera."


pag. 14
Qui si torna alla semplicità intesa in maniera deteriore, come infantilismo, proponendo una interpretazione fondamentalista della Bibbia. Ecco il testo, senza commento: «Quando Adamo ed Eva erano stati espulsi dal giardino, Geova aveva fatto in modo che né loro né i loro figli avessero accesso al paradiso terrestre. Infatti l'entrata del giardino era custodita da cherubini, angeli d'alto rango che Geova aveva posto l' assieme alla "fiammeggiante lama di una spada che roteava continuamente" (Genesi 3:24). Immaginate Abele che da ragazzo vedeva questi cherubini. Nella loro forma corporea, il loro aspetto avrà senz'altro rispecchiato l'immenso potere di cui disponevano. E quella "spada" sempre infuocata che continuava a roteare doveva fare una certa impressione. Man mano che cresceva, Abele non vide mai quei cherubini stancarsi e abbandonare le loro postazioni. Giorno dopo giorno, anno dopo anno, quelle potenti creature intelligenti non si mossero da lì. In questo modo Abele capì che Geova Dio aveva dei servitori giusti e tenaci. In quei cherubini poté riscontrare la lealtà e l'ubbidienza a Geova che non c'erano nella sua famiglia. Senza dubbio l'esempio di quegli angeli rafforzò la sua fede.» Senza dubbio eh? E' già stato seppellito il prudente monito di Macmillan?

pag. 15
L'affermazione: «In un certo senso Abele fu la prima vittima della persecuzione religiosa, il primo martire.» fa riferimento al greco ove màrtyr o màrtys significa testimone e martyrèo testimoniare. Si appiglia forse a questa idea la boutade geovista asserente che la loro religione risale ad Abele, giacché lui fu il primo testimone di Geova? In passato il CD si contentava di definire i "testimoni" preevangelici "fedeli servitori di Dio". Ora sembra che questo non lo soddisfi più e così si inventa che il geovismo, soprattutto quando altri ricordano ai TG che sono nati da poco più di un secolo, risale in realtà ad Abele.

Quanto ad Abele viene ricordata la concezione geovista circa la "comune tomba del genere umano" che sarebbe la memoria di Geova, e il fatto che solo gli Unti vanno nel Reame dei cieli, dicendo:
«Possiamo star certi, quindi, che Geova lo custodisce nella sua infallibile memoria, in attesa id riportarlo in vita sulla terra trasformata in un paradiso.» Abbiamo letto "certi" vero? Sì, senza dubbio Macmillan è già stato dimenticato...

pag. 16
«Tutte le persone hanno un nome. persino gli animali da compagnia hanno un nome! Non è ragionevole che anche Dio abbia un nome?»
No, non è ragionevole. non nel senso almeno che noi diamo al concetto di "nome". Ed infatti nella Bibbia il "nome" indica la personalità, la presenza, e non un modo anagrafico per designare le persone. «Nella Bibbia, Dio ha molti titoli, come Dio Onnipotente, Sovrano Signore e Creatore, ma ha anche un nome proprio.» Sì, ma che indicava appuno la sua persona (cf la tenda come luogo in cui dimorava il nome di Dio; e il nome di Gesù come sostitutivo della sua persona in Atti 9,16).
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Re:SVE-TOR 2013: spunti bereani da TORRE e SVEGLIATEVI

Messaggioda berescitte » sab apr 06, 2013 10:01 pm

SVEGLIATEVI di GENNAIO 2013

Rifletto soltanto sull'ultimo articolo che parla de "IL PARADISO" (pagg. 14-15) non per contestare l'idea del paradiso terrestre che basta pensare che è stato inventato dopo mezzo secolo di geovismo per dire che non può essere una idea "detta" dalla Bibbia. Voglio riflettere piuttosto sul solito schema ingannevole, usato in ogni presentazione di dottrine, del "cosa dicono alcuni?" a cui la WT contrappone "Cosa dice la Bibbia?"
Perché dico ingannevole? Perché si intende nascondere il proprio pensiero dietro la Bibbia, usata come un paravento dietro il quale c'è il suggeritore, gabellandolo per pensiero divino. Ma davvero il CD dei TG, facendo scrivere "alcuni pensano, dicono..." si illude di potersi escludere dalla categoria di quegli "alcuni" solo dicendo "ma la Bibbia dice"? Mi spiego...

L'espressione "dice la Bibbia, la Bibbia insegna che..." eccetera, la possiamo usare lecitamente tutti, purché, onestamente, sottintendiamo che essa significa: "A me la Bibbia dice così" o meglio: "Questo è ciò che io capisco leggendo la Bibbia". Cioè confermando onestamente che l'idea o dottrina che io esprimo leggendo la Bibbia è partorita dal mio modo di comprendere il testo (e ciò vale per qualunque testo); dipende dalla mia interpretazione di esso e non dal testo che mi parla. Io e solo io sono il responsabile di ciò che ritengo di poter esprimere usando la Bibbia come supporto confermativo.
E qui incontriamo due reazioni sfasate del TG che, ligio a ragionare come la WT gli ha insegnato, protesterà che :
1) La Bibbia non va interpretata. Essa sarebbe la lettera di un Padre ai figli. Una lettera non va interpretata, va letta e basta;
2) E' la Bibbia che semmai interpreta se stessa. Nessun essere umano può sostituirsi allo "spirito santo" in questo. E', grazie a Dio, la suprema Sede che interpreta e trasmette i suoi pensieri-luce allo Schiavo con gestione teocratica.* Addirittura, di fronte a questa attività di trasmissione operata dagli angeli che collegano la WT al Reame dei cieli, accade che la WT ha solo la responsabilità editoriale di ciò che stampa. Il contenuto non è suo, è di Geova che teocraticamente dona direttive e dottrina. E questa è una perla che merita di essere letta per intero.**
____________________________________
* Schiavo che sta passando attualmente dei grossi guai come si evince dall'accurato studio del Dott. Sergio Pollina. Cf al link http://www.infotdgeova.it/dottrine/corp ... p#_ftnref1
** «Questo non significa che il rimanente fedele o la società degli unti testimoni di Geova siano un tribunale di interpretazione terreno, delegato ad interpretare le Scritture e le sue profezie. No; Cristo Gesù, il Re, non ha affidato loro questa funzione. la Corte Suprema interpreta ancora, grazie a Dio; e Cristo Gesù, il portavoce ufficiale dell'interpretazione della Corte, si riserva quella funzione come Capo della classe dello "schiavo fedele e discreto". Egli adopera la classe dello "schiavo" semplicemente per pubblicare l'interpretazione, dopo che la Corte Suprema, tramite Cristo Gesù, la rivela.» (TORRE 1/7/1943 pp. 202-203)


Al primo punto rispondo che dire "la Bibbia non va interpretata" è roba da persona "culturalmente indifesa" (come direbbe Mons. Minuti, beneamato fondatore del GRIS di Roma) perché avremmo a che fare con una persona raggirata a considerare il concetto di interpretazione come se significasse esprimere il proprio parere su cosa ci dice un quadro astratto. Se così fosse, sarebbe ovvio che l'interpretazione aprirebbe la strada alle interpretazioni più soggettive e cervellotiche possibili. Ma la verità è che, in questo contesto, che è quello di capire e trasmettere un pensiero, interpretare è propriamente la funzione che svolge l'interprete-traduttore linguistico tra due persone di idiomi differenti, ciascuno dei quali non conosce la lingua dell'altro. Allora si capirà che interpretare è esattamente fare opera di comprensione e espressione perfetta del messaggio che la persona emittente vuole comunicare al destinatario. Il buon interpete dunque, men che falsificare o soggettivizzare il messaggio, è proprio colui che non ci mette nulla di suo ma lo rispetta inetgralmente. Così si capirà anche che il semplice tradurre un testo è già opera di interpretazione, cioè di retta comprensione resa con le parole più adeguate nella lingua del ricevente.
La scienza dell'interpretazione, quando si tratta del testo biblico (ma vale per qualunque testo, soprattutto antico. Si danno interpretazioni di testi poetici, giuridici, letterari ecc...) si chiama ermeneutica, ed il suo prodotto finale, la comprensione-espressione del pensiero indagato, si chiama esegesi. Quindi avremo che ci sono esegeti più bravi di altri a seconda della loro serietà di preparazione, di esperienza, di logicità, di rispetto delle regole (scientifiche!) che l'ermeneutica si è data a livello internazionale.
In conclusione, che i TG lo credano o no, la verità è che la WT, il loro CD, i Presidenti Russell, Rutherford ecc... insoma tutti coloro che preparano i testi della WT che dicono di voler far conoscere e spiegare la Bibbia, fanno interpretazione, sono esegeti (o sul serio o per millantato credito). Chi negasse di interpretare spiegando un testo è come se dicesse che lui la Bibbia non la capisce. Come diamine farà a spiegarla?

Un momento di relax ad hominem
I soggetti: un padre che ha mandato il figlio a studiare all'estero; un figlio che invece di studiare si dà ai bagordi e chiede ripetutamente altri soldi al padre. Ecco le loro lettere: del figlio che fa l'ennesima richiesta di soldi e del padre che lo... tranquillizza.
Lettera del figlio: Caro papà, mi rendo conto dei grossi sacrifici che fai per farmi studiare, ma credimi che mi impegno da matti, al punto da prendere anche lezioni extra. E quindi anche stavolta ti scrivo per un ulteriore sussidio. Tuo caro Figlio XY

Post Scriptum
Però, ripensandoci bene, stavolta potevo farne a meno, ma purtroppo la lettera l'avevo già spedita. pensa che sono corso anche all'Ufficio Postale per ritirarla ma era già partita. Spero proprio che vada perduta e non ti arrivi.

Risposta del padre: caro figlio, mi rallegro del tuo impegno nello studio e della tua volontà di risparmiare. Dio ti benedica e... per quanto riguarda la lettera, stai tranquillo, non mi è mai arrivata!

Cari fratelli TG siete proprio sicuri che questa risposta del padre il figlio debba solo leggerla senza interpretarla? E se voi avete sorriso al racconto, siete proprio sicuri che lo avete fatto solo leggendo queste due lettere senza interpretarle così da capire che esprimevano una situazione paradossale ricavando dal paradosso il senso umoristico del racconto?


Sul secondo punto osserverò che sostenere che la Bibbia interpreti se stessa è un discorso fattibile, purché si intenda sempre che l'agente concreto dell'interpretazione è l'ermeneuta, e non la stessa Bibbia. E' lui che sceglie i passi attinenti al soggetto-dottrina da ricavare, li collega tra loro, ci ragiona sopra, ne offre la traduzione di esperti, fa riferimento alla lingua originale, richiama l'attenzione su punti del contesto ecc... Questa è una attività che tutte le denominazioni fanno da sempre e tra noi cattolici si chiama usare il "principio di analogia della fede". Ma naturalmente anche qui avremo il bravo esegeta che prenderà luce sia da versetti pertinenti, sia dalla interpretazione che viene data loro da se stesso come da colleghi; e all'opposto potremo avere esegesi fuorvianti e sfasate (come quando il CD pretende di ricavare la mortalità dell'anima basandosi su Ezechiele 18,4, citazione del tutto non pertinente alla tematica).
E' interessante notare che si va fuori strada non solo per calcolo interessato, ma anche agendo in buona fede, cioè con le migliori intenzioni di voler capire e spiegare correttamente la Bibbia. Prova ne sia che, pur usando tutti la Bibbia e perfino usando una medesima versione, su molti punti le varie denominazioni non sono d'accordo nell'interpretarla e ciascuna dice che la Bibbia non insegna ciò che altre denominazioni sostengono. O non è forse questo che i TG fanno di regola quando spiegano la Bibbia criticando la fede cattolica o di altre Chiese? E chi mai potrebbe sostenere che questo scontrarsi di interpretazioni diverse avviene perché è la Bibbia stessa a "dire, parlare, insegnare, sostenere che...", accusandola così di dare i numeri non indicando a tutti lo stesso messaggio?
Anche da questo traspare che la Bibbia è in realtà un soggetto innocente, inerme, in mano a gente che nonostante le migliori intenzioni soggettive non ne coglie in tutto il messaggio oggettivo. Ed è ridicolo (il Padre della Luce potrebbe riderne o indignarsi!) che ciascuno sostenga che la comprensione-interpretazione giusta è quella comunicata dalla propria Dirigenza. C'è una contraddizione evidente, soprattutto quando, insieme a questa pretesa, si dice che però la propria Dirigenza non ha il dono dell'infallibilità e (carico da undici!) quando succede anche che – andando avanti nel tempo e ricevendo luce dalla storia e dalle critiche altrui! - certe comprensioni divengono obsolete, sorpassate e sostituite, perfino rinnegate e demonizzate (riflettete, fratelli TG, sulla favola della vostra luce crescente, smentita e riconfermata dall'andirivieni che avete avuto sulla dottrina relativa ai trapianti!).

Comunque mi rendo conto che sto parlando coi muri perché i TG sanno benissimo che, dopo aver detto che è la Bibbia a dire, insegnare, comandare..., gratta gratta, se un aspirante TG dicesse "però a me la Bibbia dice una cosa diversa" viene fuori che ogni denominazione (la vostra compresa) dicono che il verdetto interpretativo viene emanato solo dalla propria Dirigenza (nel vostro caso dal CD-WT) e non dalla Bibbia che pare proprio lasci pazientemente tutti nella libertà di dire la propria! Sappiamo tutti che a nulla è servito che i dissidenti nella Società WT protestassero che essi non erano contro la Bibbia ma solo in disaccordo con altri fratelli, della Dirigenza, che oltretutto non erano infallibili, e che non la interpretavano come loro. Di fatto sono sempre stati messi di fronte all'AUT AUT di uniformarsi alla veduta della Dirigenza o essere disassociati.
E non è neanche il caso di spendere troppe parole per far riflettere sulla assurdità di pretendere che la veduta del CD corrisponda a quella della Bibbia (continuamente reinterpretata e sconfessata su vari punti gravi!) o di Geova che sarebbe un Dio ben strano se non sapesse da subito la verità che la sua Bibbia vuole comunicare o sia Lui a non volerla comunicare subito e con costanza irremovibile evitando così grosse sofferenze al popolo con le revisioni periodiche. Si pensi alla pretesa che sia stata la Bibbia a comunicare per mezzo secolo croce e non palo di tortura, e salvezza esclusivamente celeste e non anche terrestre eccetera...

Ahem!... Quanto sopra scritto lo dico io, non la Bibbia. Non serve scomodarla quando si applica un pizzico di logica.
Pace e bene!
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Re: SVE-TOR 2013: spunti bereani da TORRE e SVEGLIATEVI

Messaggioda berescitte » sab apr 20, 2013 1:36 pm

TORRE del 1 FEBBRAIO 2013


pag. 7
A proposito di Abramo, Isacco e Giacobbe, «Geova disse "io sono" il loro Dio, non "io ero". Geova parlò di questi tre patriarchi come se fossero stati ancora vivi. Perché? (...) Il proposito di Geova di risuscitare i suoi fedeli servitori è così sicuro che egli pensa a loro come se fossero in vita (Romani 4:16, 17) Geova custodirà il ricordo di ciascuno di loro nella sua illimitata memoria fino a quando non sarà giunto il momento di riportarli in vita. Vi attrae la prospettiva di potervi riunire ai vostri cari che sono morti?»
Altroché se mi attrae, ma voi non me la state prospettando, poiché dal semplice "ricordo-memorizzazione" che Geova ha di loro non si riproducono quelle persone se sono finite distrutte, ma solo copie di essi.
Perché distorcete la chiara affermazione di Gesù asserente che Dio "... non è l'Iddio dei morti, ma dei viventi?" insinuando che "egli pensa a loro come se fossero stati ancora vivi"? Voi prendete quel "per lui sono tutti viventi" di Luca 20,38 come se significasse "secondo lui, in certo senso" mentre quel "per lui" significa "grazie a lui" perché è Dio che tiene in vita le persone defunte così come le teneva in vita quando erano con il corpo. Questa verità è splendidamente confermata dalla apparizione sul Tabor di Mosé ed Elia, così reali che conversavano con Gesù, e Pietro voleva erigere per loro delle tende.
Ecco per vostro confronto il parere di un nostro esegeta. "L'affermazione «Io sono il Dio di Abramo, di Isacco, di Giacobbe» lascia intendere che il mondo dei defunti è un mondo di persone viventi. Il problema della continuità dell'esistenza si è affacciato già nelle ultime pagine della rivelazione vetero-testamentaria, ma è diventato il messaggio centrale della predicazione cristiana." (ORTENSIO DA SPINETOLI, Luca, Cittadella, p. 629)



pag. 8-9
Vi si narra la conversione al geovismo di Luis Alifonso. Del quale commento solo la affermazione che è stata messa a titolo dell'articolo "Volevano èi TG] che giungessi da solo alle conclusioni giuste".
Sì, questa è proprio la grande scaltrezza del CD. Vuole darti l'impressione di essere bereano, di accertarti di persona, di lasciarti libero di riflettere e dedurre. Ma la realtà è tutta all'opposto. Il CD ha terrore del "pensiero indipendente". Lo bolla come laccio di Satana per farti inciampare, come orgoglio, come tentazione. "Tu non devi pensare! – ci ha testimoniato un ex TG ammonito dal suo Anziano – Lascia pensare i cavalli che hanno la testa grossa!"
La verità è che, non subito appunto, ma dopo... Dopo, quando cioè si giunge a fare qualche obiezione, si mostra qualche perplessità o si dice che il discorso della WT non è convincente, si viene immediatamente ammoniti che c'è uno Schiavo ufficiale, un Canale con cui Geova "dà cibo a suo tempo". E il tanto martellato "La Bibbia dice..." diventa "Lo Schiavo insegna che...", e se la Bibbia non è d'accordo con lui, tanto peggio per la Bibbia.
Ad onor del vero il TG ha anche un campo di libertà di opinione e di ricerca personale, ma purché non esca dai ranghi. E, diversamente da noi cattolici che pure abbiamo un magistero da seguire - ma che è infallibile solo quando ribadisce la dottrina di sempre e quando si parla di dogmi nei Concili ecumenici o quando il Papa parla ex cathedra (diciamo una volta ogni cent'anni?) - i suoi "ranghi", quelli del CD, sono molto precisi, continui ed esigenti. In pratica il povero TG deve accettare supinamente ogni riga che la WT stampa come se fosse comunicazione di Geova, attribuendo sostanzialmente una infallibilità continua a tutto. Il dissenso demolirebbe la compattezza. E quando esso fosse ben motivato, la fiducia nello strano insegnamento geovista. E' più comodo minacciare a chi volesse "giungere da solo alle conclusioni giuste", se diverse da quelle ufficiali, la disassociazione per apostasia.
Non possiamo esimerci di elogiare però Luis per essersi dedicato ben presto a "svolgere il ministero cristiano a tempo pieno". Questa è coerenza!



pag. 10-12
Ottimi i consigli per quei genitori che avessero un figlio disabile. Salva ovviamente la solita assicurazione che «presto Dio eliminerà ogni malattia e disabilità».
La cosa è certa, come è certo per contro che la "fine di questo sistema di cose" non è affatto un evento da aspettarsi "presto".


pag. 13-15
Condividiamo ovviamente anche la critica al "Vangelo di Giuda" che è un apocrifo. Su quale però non si prende posizione (cioè si glissa ignorandolo) sul fatto che la garanzia della non ispirazione non deriva dal suo esame interno. Né per esso né per vari altri scritti apocrifi circa i quali Leggiamo:
«Ciò che appare evidente è che ci fu un periodo in cui numerose dottrine e sette in contrasto fra loro avevano disgregato e diviso il "cristianesimo".»
E appunto si sorvola sul fatto che fu il Concilio Regionale di Cartagine, fatto da vescovi cattolici, ad aver codificato ufficialmente il Canone Biblico delle Scritture verso l'anno 400 - ohibò! – inserendo tra i libri ispirati anche i 7 libri deuterocanonici che il geovismo ritiene apocrifi.
In conclusione il TG sono mutuatari di una Bibbia ricevuta da Babilonia la Grande, assatanata e imbrogliona, di cui stranamente si fidano quanto all'aver individuato il Canone in maniera infallibile ma non quanto alla comprensione di ciò che quei libri scelti contengono. Contraddizione pazzesca in quanto la cernita di quei libri è stata fatta proprio in base alla corrispondenza dell'intendimento di ciò che essi dicevano alla mente dei vescovi con la fede già predicata da loro da 400 anni.



pag. 16
Di Lucifero, trasformatosi in Satana, «termine che significa "oppositore".» si dice che «Come tutte le altre creature intelligenti di Dio, anche l'angelo che divenne il Diavolo aveva la libertà di scegliere se fare ciò che era giusto o ciò che era sbagliato.»
Finalmente la dici giusta! Quindi se tutte le altre creature intelligenti di Dio avevano tale libertà, l'avevano anche Adamo ed Eva. E allora non è vero che furono tentati dal prendere il frutto proibito per avere "la conoscenza del bene e del male". Tale conoscenza l'avevano già, come creature intelligenti. Non ci vuole qualcosa di soprannaturale, e neanche la rivelazione divina per avere tale capacità di discernimento. Essa deriva dalla ragione. Anche chi non crede ce l'ha. La rivelazione divina aumenta semplicemente la sensibilità reattiva anche verso i mali più veniali e l'ampiezza dei doveri dell'uomo chiamato a comportarsi oltre che da essere etico naturale, anche con una moralità da figlio di Dio per adozione.
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Re: SVE-TOR 2013: spunti bereani da TORRE e SVEGLIATEVI

Messaggioda berescitte » mer mag 08, 2013 3:30 pm

SVEGLIATEVI di FEBBRAIO 2013


pag. 11
Massimo Tistarelli è un esperto di robotica che ci spiega perché è diventato Testimone di Geova.
«In parte – dice – perché a me e Barbara è piaciuto l'approccio metodico allo studio che hanno i Testimoni. Sono rimasto particolarmente colpito dalla dovizia di riferimenti contenuti nelle loro pubblicazioni. Le ricerche rigorose hanno un forte effetto sulle persone che, come me, non si accontentano di spiegazioni superficiali.»

Magnifico! Ho trovato uno che, quanto a metodo, mi somiglia. Anch'io non mi contento di spiegazioni superficiali. Ma, dice un assioma filosofico, che le prove non vanno numerate ma pesate. Ovvero, le ridondanti citazioni che la WT semina a piene mani in ogni capitolo dei suoi libri e riviste, come numero potrebbero impressionare e farti pensare: "Però che competenza biblica questa WT!" Ma se poi le vai a "soppesare" e trovi che alcune sono del tutto impertinenti, altre stiracchiate, altre che si basano su una traduzione artefatta... allora quello che ti impressiona è sì la "ricerca", perché ce n'è proprio tanta, ma insieme anche la sua difettosa rigorosità scientifica che trovi solo a tratti. Continuiamo...

«Ad esempio, ho voluto approfondire lo studio delle molte profezie contenute nella Bibbia. Questo studio mi ha convinto che la Bibbia è davvero di origine divina.»

Lo vedi? Ti hanno fatto credere che la Bibbia dimostra da se stessa l'ispirazione, quando la verità è che è stata la Chiesa a vedercela e a dichiararla, espungendo dalla raccolta dei libri che aspiravano tutti a passare per Parola di Dio, quelli che, secondo l'intelligenza dei vescovi, non lo erano. E dove la trovi la presenza di profezie in libri che fanno parte della Bibbia ma non sono profetici? E chi ti garantisce che certe profezie che per la WT sono assolutamente certe non si tratta di senno di poi? E te lo hanno detto che la formazione di tanti libri non risale ad un'unico autore e che si sono ampliati col pasare dei secoli? Mai sentito parlare del primo, secondo e trito-Isaia? E chi ti autorizza a giudicare un intero libro profetico, cioè scritto da un profeta, se l'eventuale profezia riguarda solo una parte e solo quella parte è opera del profeta e altre no?
Lo hai capito o no che il geovismo ha bisogno di trovare nel Libro stesso della Bibbia le prove, perché è nato staccandosi dalla Chiesa cattolica che, prima fra tutte le denominazioni, ha creato il Canone biblico e con esso la indiscussa competenza del proprio Magistero ad interpretare il contenuto dei libri? Lo sai che tutti i protestanti, a partire da Lutero & Co. hanno ricevuto dalle mani della Chiesa Cattolica il libro sacro, credendo che essa ne ha individuato il Canone infallibilmente (cosa avvenuta al Concilio regionale di Cartagine, conclusosi verso l'anno 400 circa)? E come quadra questo fatto storico con l'affermazione che quella stessa Chiesa, quando ha fatto la cernita dei libri era asservita a Satana, il principe della menzogna?
Hai confrontato, tu che ami le ricerche rigorose, non dico il testo ebraico che è fortunato chi lo sa leggere, ma almeno quello greco per vedere se la versione che ne fa la WT nelle lingue correnti è rigorosamente rispettosa dell'originale? Sei informato del fatto che ci sono varie denominazioni che hanno esaminato la Traduzione del Nuovo Mondo e l'hanno trovata artefatta? Hai letto i lavori di G. Crocetti, L. Minuti, P. Sconocchini, A. Contri, B. Cadei, C. Weis, G. Marinelli, N. Tornese, V. Polidori, che si sono dedicati a questa verifica bereana? Io sì, e sono arrivato a conclusioni opposte alle tue. E se fossi nei tuoi panni, non mi sentirei tanto tranquillo appoggiandomi solo a ciò che insegnano i TG. Si dà il caso infatti che la WT ha scritto che, per avere la sicurezza circa la bontà della traduzione nella propria lingua bisogna controllarla con il testo originale. E che bisogna usare la KIT geovista come metro di paragone per verificare. Leggiamolo assieme; è un ammonimento che ha scritto proprio presentando al mondo la sua KIT del 1969: «Ciò che noi come studenti biblici dovremmo volere è quello che dice il testo greco originale. Solo avendo questo basilare significato possiamo determinare se la Traduzione del Nuovo Mondo o qualsiasi altra traduzione della Bibbia è giusta o no.» (TORRE 1/6/1970, p. 340)
Capito? Anche la NM si è autosottoposta al verdetto della KIT, e se tu non confronti la versione della NM (sia quella normale che quella con riferimenti) con la traduzione che la KIT pone sotto al greco originale, tu non puoi determinare se la versione della Bibbia che usi con piena fiducia è giusta o no. Gli autori che ti ho appena citato lo hanno fatto e hanno accertato che in molti punti da cui derivano dottrine geoviste la NM "non è giusta". Sei giovane. Diventa bereano davvero. Il tuo CD dice che ne sarà contento. Prova a farti dare una KIT e impara un po' di greco và...



pag. 13
Si riporta l'antropologia filosofica concepita da Platone e si dice che molti ecclesiastici della cristianità aderirono al platonismo. «Di conseguenza, concetti filosofici pagani, come quello dell'immortalità dell'anima, si insinuarono nelle dottrine del giudaismo e della cristianità.» ovviamente contaminandole rispetto alla veduta della Bibbia.

Ora io so che la mia Chiesa ritiene che la filosofia aristotelico-tomistica, base della philosophia perennis, e non la filosofia "platonica" giacché Aristotele ha evoluto una visione abbastanza diversa da quella del suo maestro Platone – è una ottima "ancilla theologiae" (serva della teologia).
Pongo schematicamente qualche perché ad utilità dei giovani TG bereani che vogliano fare accertamenti:
1) Dio, con la sua rivelazione nella Bibbia, non ha insegnato né storia, né geografia, né scienze né... alcuna disciplina di studio. Ha lasciato che il popolo rimanesse con le sue conoscenze del tempo, con tutte le carenze connesse. Perciò non ha neanche insegnato la corretta antropologia filosofica, ma ha solo insegnato come l'essere umano deve rapportarsi religiosamente con Lui, con i suoi simili e il resto del creato . Quindi se nella Bibbia abbiamo una antropologia poco sviluppata, essa va considerata come derivato della cultura ebraica di allora. La quale cultura, proprio riguardo alla sopravvivenza dell'uomo oltre la morte ha visto uno sviluppo graduale nella persuasione del popolo. Lo si nota con evidenza confrontandone le idee tra i vari libri biblici scritti a distanza di secoli;
2) Certi concetti, strettamente filosofici, come natura, persona, tempo, uomo, verità, spirito, eternità, bene-male, giusto-ingiusto etc... sono presenti sia nella Bibbia ebraica, sia nella NM, sia nel linguaggio usato dalla WT nelle sue pubblicazioni. Non si può farne a meno;
3) La demonizzazione della filosofia, che la WT mutua da Colossesi 2,8 (che tra l'altro è un apax legomenon) è perciò fuori strada. Infatti S. Paolo in Romani 1, 19-23 propone un impeccabile procedimento di "inferenza metafisica", collegando la contingenza delle creature al Creatore che è la loro Causa producente e ordinante, facendo cioè filosofia. E la ritiene talmente evidente e obligatoria per ogni uomo da asserire che chi non fa quel procedimento che dalle creature deriva l'esistenza del Creatore e non Lo omaggia, è colpevole. Sarebbe grottesco dunque pensare che in Colossesi egli sia stato ispirato in maniera contraria a quanto lo Spirito gli ispirò di scrivere in Romani. La verità è (basta servirsi di esegeti patentati!) che in Colossesi egli non parla contro la filosofia, ma contro certi sistemi di pensiero relativi alla cosmologia di tipo superstizioso. Siete stati irretiti dal fatto che li definisce "vana filosofia", cioè un modo di filosofare insulso, il che a una mente acuta fa già capire che S. Paolo accetta una filosofia non "vana"!;
4) L'idea dell'anima di Platone (mi si perdoni la estrema semplificazione) non è la stessa che è stata fatta propria dalla Chiesa. Per lui l'anima era una sostanza spirituale prigioniera-ospite del corpo, come lo è anche per il buddismo; per la nostra antropologia invece è una realtà spirituale che è incarnata in un corpo facendo con esso unione sostanziale e conferendogli la perfezione (forma) umana. In quanto entità spirituale non è soggetta alla disgregazione, che realizza solo la morte del corpo. Il che non significa che goda di una immortalità indipendente dal Creatore. Chiaramente è Dio che l'ha resa immortale e la mantiene comunque in essere, dopo la morte fisica e in attesa della risurrezione che la riunirà al corpo;
5) Se invece di disquisire sull'anima (che arronzando e confondendo le idee si fa identificare con il concetto ebraico di nèphes e in quello greco di psyché) i TG si chiedessero se la Bibbia, quale che sia la sua idea antropologica, sostiene o no che l'essere umano, alla morte fisica, sopravvive, troverebbe non una ma molte testimonianze che gli rispondono affermativamente. Eccone una per tutte: "Tu, oggi, sarai in paradiso con me. E te lo dico in verità". (cf Luca 23,43 - ma non nella truccata versione della NM!)


«Chiaramente – conclude la TORRE – la Bibbia non insegna che l'anima sopravviva alla morte del corpo fisico. Pertanto è bene chiedersi: "Le mie convinzioni si basano sulla Bibbia o sulla filosofia di Platone?"»

Potrei rispondere, in conclusione, che le mie idee religiose si basano sulla Bibbia interpretata dalla Chiesa che, quanto alla filosofia di Platone e di altri filosofi, opportunamente interpretate in armonia con i dati rivelati, ha preso ciò che gli era utile per chiarire le idee che nella Bibbia sono espresse da una cultura filosoficamente inferiore a quella elaborata da altri pensatori. E ciò che non era utile da prendersi di peso (come l'idea platonica dualista dell'anima) lo ha rielaborato e precisato con maggiore acutezza rendendolo utile a capire meglio Dio e le realtà soprannaturali. Tutta la teologia (anche quella dei TG e anche se non la chiamano teologia) non è altro che un riflettere umano sulla Parola rivelata. E additare la presenza dell'idea platonica tout-court in antichi scrittori non è argomento valido a squalificare l'attuale antropologia filosofica con cui la Chiesa rende più intelligibile il pensiero divino veicolato da una cultura ancora in via di perfezionamento.


pag. 14
Sembra che secondo il CD Dio si interessa dei bisognosi, ma, a quanto si legge, lo fa «... tramite l'amorevole sostegno dei compagni di fede», il nostro Dio invece aiuta i bisognosi anche tramite cristiani che non sono loro compagni di fede; «i primi cristiani si aiutavano a vicenda», invece i cristiani odierni (che la WT comprende indistintamente sotto il concetto di "cristianità") oltre ad aiutarsi a vicenda aiutano anche oltre la loro cerchia; «così i loro compagni in difficoltà ricevettero ciò di cui avevano bisogno», così ogni persona del globo a cui ci facciamo prossimi riceve ciò di cui ha bisogno. Noi abbiamo una caritas internazionale, ce l'hanno anche i musulmani, che Allah li benedica.


pag.15
E forse anche Geova ce l'avrebbe una Caritas siffatta se il CD riuscisse ad interpretare la Bibbia come si deve... e se i TG, fatti più riflessivi, chiedessero ai loro dirigenti: ma perché a pagina 15 reclamizzate la nostra virtuosità «evitano vizi dannosi e costosi... diventano anche onesti... lavoratori più apprezzati» e ci fate fare la parte del fariseo che si vantava davanti a Dio nel tempio?
Ma davvero - potrebbero chiedere - oltre la nostra piccola cerchia di sette milioni e mezzo di TG, non esistono nei sette miliardi e mezzo di umanità - umanità fatta di "cristianità", di aderenti ad altre religioni e di umanità non ancora credente, un globo intero che noi crediamo "sviato da Satana" - non esistono soggetti che, come Wilson restituiscono il denaro trovato; come Geraldine lavorano seriamente; e come Sarah vengono soccorse dalla carità degli altri compagni di fede e perfino dai non compagni?
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Messaggioda berescitte » ven set 13, 2013 3:54 pm

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Re:SVE-TOR 2013: spunti bereani da TORRE e SVEGLIATEVI

Messaggioda berescitte » ven set 13, 2013 3:56 pm

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Messaggioda berescitte » ven set 13, 2013 3:57 pm

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Messaggioda berescitte » ven set 13, 2013 3:58 pm

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