La Stregoneria

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La Stregoneria

Messaggioda Erik » mar lug 15, 2008 12:15 am

Cari Amici,
riprendo un articolo recentemete apparso sul sito della Milizia di san Michele Arcangelo sulla stregoneria che mi sembra ricco di informazioni e utile nelle nostre sedi e per il nostro lavoro.

Un caro saluto

Enrico

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La Stregoneria

Accanto ad una magia “positiva” volta a propiziare le forze della natura e a sottometterle alla volontà degli uomini, c’è, ed è sempre stata presente, una forma negativa, notturna, spesso proibita: la magia nera o stregoneria. In molte società africane si sostiene l’esistenza di streghe o stregoni che tramano nottetempo azioni negative contro gli esseri umani; le malattie sono spesso attribuite all’intervento nefasto della stregoneria. Ma in Europa il termine stregoneria ha un significato molto più preciso e storicamente determinato. Esso fa riferimento a quel complesso di situazioni che portarono alla cosiddetta caccia alle streghe, che ebbe il suo culmine nel periodo del Rinascimento. La cultura contemporanea occidentale ha sviluppato un intenso e inaspettato interesse per la stregoneria, per il suo sviluppo e la sua natura. Numerosi studi di storici, sociologi e antropologi di tutto rispetto vertono principalmente ...

... sulle origini della stregoneria occidentale e sui suoi rapporti con culti e rituali pre-cristiani. Fino ad un’ottantina di anni fa l’interpretazione razionalista e positivista negava tout-court l’esistenza della stregoneria, anche perché ciò avrebbe implicitamente comportato l’ammissione dell’esistenza di elementi soprannaturali. In questa interpretazione, che si riteneva definitiva, la stregoneria era spiegata come il frutto della teologia medioevale e dei processi istituiti dall’organizzazione ecclesiastica: sotto le torture, o a causa di uno stato mentale disturbato, le streghe confessavano nefandi rituali mai compiuti ma suggeriti dagli stessi inquisitori, a loro volta sotto l’influsso della demonologia scolastica. Il testo che influenzò direttamente la moderna stregoneria fu Il culto delle streghe nell’Europa Occidentale di Margareth Murrey, pubblicato nel 1921.

Questo libro e la sua susseguente versione popolare, Il dio delle streghe, provocarono una notevole impressione tra i dilettanti, ma furono considerati con circospezione dagli specialisti. La Murrey proponeva una interpretazione della stregoneria completamente diversa da quella allora considerata definitiva. La stregoneria non sarebbe stata (solo) una rivolta contro il Cristianesimo, in cui si esprimeva un culto satanico, ma una vera e propria organizzazione rituale che esprimeva la sopravvivenza di una religione precedente il Cristianesimo e del tutto indipendente da esso: il paganesimo pre-cristiano. Reinterpretando le prove derivanti dai processi alle streghe, volle dimostrare che le streghe avevano adorato non Satana, ma un “dio cornuto” con due fronti, e una “grande dea” di una religione pagana della natura. Questo culto contadino e agreste e pagano (da pagus, villaggio, dove la conversione al cristianesimo era stata spesso molto superficiale), consisteva in una vera e propria religione ancora attiva nel Medioevo, diffusa soprattutto nelle classi sociali più ignoranti e nelle zone meno popolate. Le pratiche di questo culto, contraffatte e distorte, non erano considerate malefiche dalla comunità, ma anzi necessarie per il benessere e la prosperità. Gli inquisitori confusero il dio con le corna con Satana, e il rito fu denominato sabba.

Questa brillante e ingegnosa teoria è però piena di difetti e gli storici ne hanno rilevato gli innumerevoli e gravi errori, senza minimamente dissuadere quanti vi credevano. Il fatto che tante persone ne siano attratte è un segno dei tempi; il suo fascino particolare è costituito dal suo spirito anti-cristiano e contrario al potere stabilito, dalla sua elevazione della stregoneria in un culto della natura antico, pagano e sensuale, derivante da un’istintiva sapienza profonda e popolare aliena dalla scienza e dalla tecnologia moderna. Questa finzione è stata portata alla vita dai gruppi praticanti la Wicca (o “antica” religione pagana). Per quanto riguarda il moderno movimento della stregoneria, esso deriva, come già detto, in gran parte dalla ingegnosa e brillante teoria della Murrey della persistenza dell’antico culto al “dio cornuto” sottostante la religione cristiana; teoria che, ad una successiva analisi di storici e antropologi, ha perso tutta la sua credibilità. Le streghe erano accusate (e si autoaccusavano) di pratiche negative, orgiastiche, nonché di sacrifici umani e di cannibalismo. Indipendentemente dal giudizio morale sul come venivano raccolte queste confessioni (torture fisiche e/o psicologiche, ecc.), il paragonare queste pratiche a culti di fertilità è assai difficile da sostenere. E così è insostenibile assimilare le pratiche stregonesche.

Tutte dichiaratamente distruttive, determinanti grandine, epidemie, sterilità, morte, ecc., a culti positivi apportanti prosperità e fertilità. Le interpretazioni degli antropologi e storici contemporanei convergono con quella che era l’interpretazione ecclesiastica: per l’antica stregoneria, come per la moderna, il movente principale dei praticanti tale culto era la frustrazione, l’invidia di chi non è in grado di raggiungere le proprie mete con metodi convenzionalmente accettati. Secondo Edward J. Moody, gli adepti della moderna stregoneria, «desiderano il successo loro negato, il denaro, la fama, il rispetto, il potere e, poiché tutte le strade legittime sono loro bloccate, e non sembra esservi alcun mezzo legale affinché i loro sforzi siano ricompensati, si dedicano al satanismo e alla stregoneria»7. La grande attrazione dell’occultismo e della stregoneria, della magia bianca o nera è, quindi, per ogni secolo costituita dal loro essere una via verso il potere e il successo irraggiungibili con mezzi ordinari. Divulgatori e organizzatori della moderna stregoneria sono stati Aleister Crowley e soprattutto (negli anni ’40 e ’50) Gerald Brosseau Gardner e oggi siamo di fronte ad una proliferazione di streghe e stregoni più o meno inseriti in organizzazioni stabili. Un aspetto particolare, poi, è quello dato dall’incontro tra stregoneria e femminismo, che ha dato origine ad una forma particolare di culto della “dea” e che prevede evocazione di spiriti femminili, riti magici (magic) e balli intorno ad un calderone di liquido fumante. Dagli anni ’70 in poi le varie congreghe si sono date un rivestimento etnico (scandinavo, gallese, greco antico, ecc.) inserendosi in un modo più o meno nascosto nel revival di musica e cultura etnica.

Don Marcello Stanzione (Ri-Fondatore della M.S.M.A.)
http://www.miliziadisanmichelearcangelo.org/content/view/1123/1/lang,it/
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Re: La Stregoneria

Messaggioda Trianello » gio lug 17, 2008 1:38 am

La Wicca è il mio ambito di competenza specifico in quanto membro del GRIS e sono in procinto di inserire qui nel forum un assaggio di uno studio di ampio respiro che sto realizzando sull'argomento.
Nel frattempo mi permetto di segnalare questo testo molto ben fatto sulla storia della magia in Europa.

Immagine

Titolo Magia e superstizione in Europa dall'antichità ai giorni nostri
Autore Bailey Michael D.
Prezzo € 26,00
Dati 2008, 396 p., ill., brossura
Editore Lindau (collana I leoni)


IL LIBRO

Magia, stregoneria e superstizione rappresentano da sempre il lato «altro», oscuro e affascinante, della civiltà europea. Anche in un’epoca come la nostra, caratterizzata da un accentuato materialismo e da una esasperata fiducia nella ragione e nella scienza, esse costituiscono una corrente sotterranea – una sorta di fiume «carsico» – abbondante e impetuosa.
Parla quindi del passato, ma anche del presente, questo importante saggio di Michael Bailey, una delle più complete e approfondite analisi oggi disponibili sull’argomento. Se una speciale attenzione è dedicata all’Europa medievale e agli albori dell’età moderna, l’autore non trascura l’antico Vicino Oriente, la Grecia classica e Roma, o, in tempi a noi prossimi, il diffondersi di sistemi magici – in particolare la Wicca, una forma contemporanea di stregoneria – dall’Europa agli Stati Uniti.
Il libro mostra al lettore come la magia e la superstizione siano state definite nelle varie epoche e come i loro tratti costitutivi siano mutati nel tempo, analizza i modi in cui sono stati condannati specifici tipi di magia ed è stato accusato e perseguitato chi li praticava (o si riteneva lo facesse).
L’autore dimostra infine che la magia – o, per dire meglio, ciò che nei diversi contesti si è considerata tale – è stata quasi sempre utilizzata per tracciare il confine tra le azioni socialmente accettabili e quelle illecite, e più in generale tra il noto e il comprensibile e l’ignoto e l’occulto.


L'AUTORE

MICHAEL D. BAILEY è assistente di Storia presso la Iowa State University. Ha studiato presso la Northwestern University, l’Università di Basilea e l’Università di Monaco. È stato docente di storia della magia e della stregoneria presso l’University of Cincinnati, la Saint Louis University e l’University of Pennsylvania. Tra le sue pubblicazioni Battling Demons: Witchcraft, Heresy, and Reform in the Late Middles Ages (2003) e Historical Dictionary of Witchcraft (2003).
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Messaggioda predestinato74 » mar dic 23, 2008 11:19 am

alla luce degli studi che hai fatto,

1) la stregoneria è nata nell'età medievale?

2) è un fenomeno nato nel seno della civiltà cristiana o vi è stato importato dall'esterno (azzardo; correnti magiche ebraiche!?)

non ti chiedo un trattato ma delle risposte sintetiche, che idea ti sei fatto in merito?
potrebbe esserci un rapporto tra le correnti esoteriche nate in seno all'ebraismo e quelle che troviamo poi nella civiltà medievale?
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Re: La Stregoneria

Messaggioda Trianello » mar dic 23, 2008 11:38 pm

Tutto dipende da che cosa si intende per "stregoneria". Se per "stregoneria" intendiamo l'uso di poteri occulti per fare del male (sia volontariamente che involontariamente)... beh... allora possiamo rintracciare la credenza nella "stregoneria" in praticamente tutti i contesti culturali.
Per ciò che concerne la tradizione "stregonesca" europea, possiamo dire che questa include un po' di tutto ed ha avuto una storia lunga e tortuosa, che non è facile seguire in tutte le sue varie diramazioni. In questo ambito, è necessario distinguere poi nettamente la "stregoneria" in senso stretto (che ha una matrice popolare) e la magia nera (che invece ha una matrice "colta"). E' indubbio che nella magia nera occidentale siano confluiti elementi della cabala ebraica e della demonologia (basta dare un'occhiata ai vari grimori che questa ha prodotto lungo i secoli per verificarlo), mentre la stregoneria in senso stretto si basa su credenze popolari concernente i poteri occulti di degli elementi naturali e degli “spiriti” universalmente diffuse. Resta poi ancora in gran parte da chiarire fino a che punto l'aspetto demonologico della stregoneria medievale e rinascimentale sia il frutto della fantasia degli inquisitori e quanto invece rispecchi davvero le credenze e le pratiche di coloro che, durante quei secoli, furono processati per stregoneria (sempre, ovviamente, che le accuse di stregoneria avessero un qualche fondamento nella realtà concreta dei suddetti e non fossero, invece, che il mezzo utilizzato dalla società per individuare ed estromettere degli individui marginali e per marginalizzare delle personalità “scomode”).
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