Ruminando... a modo di prima nota...

Qui può scrivere chiunque trovi dei testi adatti alla formazione dei Grissini. Le cose che lo staff riterrà più idonee a tal fine saranno successivamente inserite nella sezione "Per la formazione".

Moderatore: berescitte

Ruminando... a modo di prima nota...

Messaggioda berescitte » ven mar 16, 2007 11:27 am

Getto giù, prima che mi passino di mente e mano mano che mi vengono, delle riflessioni e segnalazioni utili al discorso - affidandone la stesura, eventualmente rivista, arricchita, documentata meglio ecc... a chi trarrà da questa sezione di servizio ciò che merita di essere fissato in quella antologica.
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1. W l'apologetica
L’apologetica (=difesa della fede) sta tornando in auge – è dal postconcilio che era finita fuori casa, cacciata malamente e con vituperio da parte di alcuni che l’hanno accusata di voler costringere, e/o di pretendere di offrire dimostrazioni matematiche – oggi ci si è accorti sia che erano sciocche calunnie (la Chiesa non avrebbe mai tenuto per tanti secoli in onore una tale disciplina se non ne avesse visto l’utilità e la legittimità; una legittimità che risale al tempo degli Apostoli, basta leggere Atti e Paolo…) – soprattutto ci si è accorti che la dizione “difesa della verità” non era relativa alla verità in se stessa – la verità, per quanto è in lei sa difendersi da sola, sa cioè trovare le strade “dolci e soavi” per farsi accogliere - non è la verità in sé a dover essere difesa ma la verità dentro alle menti della gente – ovvero sono le persone a dover essere aiutate se sono “culturalmente indifese” (come dice Don Minuti) – sono loro ad essere infettate di anticlericalismo e di prevenzioni che non solo le fa chiuse alla fiducia ma perfino incapaci di capire le “ragioni della speranza che è in noi”.


2. W la documentazione e la precisione-finezza argomentativa
Si tratta quindi di imbastire un’apologetica rispettosa e intelligente – soprattutto documentaria, schietta (sine ira et studio dicevano un tempo) – che affini le sue capacità adattandosi al livello culturale ed emotivo del fratello bisognoso di luce – dialogica, argomentata, che sappia condire l’argomento in tutte le salse, friggerlo in tutti i modi – sempre aperta alla revisione e rispettosissima della libertà e dei tempi dello Spirito – ci voglio nervi saldi (perché i settari hanno studiato mosse per farci uscire dai gangheri, insultando, ridicolizzandoci, provocandoci ecc…) – e quando accade che l’incontro è andato male, esaminarci con lucidità (anche con l’aiuto di un fratello più esperto) e prendendo nota per correggerci e perfezionarci


3. Una profezia vera iuxta modum
Harvey Cox, un pastore battista, ottimo teologo, nel 1968 aveva profetizzato che per il 2000 le città si sarebbero secolarizzate (cf “La città secolare”, Vallecchi) cioè che la religione sarebbe rimasta appannaggio di convinzioni soggettive – oggi deve riconoscere che si è sbagliato, ma solo a metà: ha infatti indovinato circa il dilagare del secolarismo (fratello siamese del relativismo) ma ha sbagliato circa l’eclissi totale del sacro – il sacro ha ricicciato, sia nella forma di nuove religionie sette sia come mera ansia di spiritualità, oltre che in un revival di entusiasmo nelle grandi chiese storiche (cf i nuovi movimenti ecclesiali e il potenziamento dei vecchi) – risultato? In Italia ci sono oggi, anno di grazia 2007, circa 600 denominazioni religiose (dato tratto dalla "Enciclopedia delle religioni in Italia", LDC, curata dal CESNUR (Centro Studi Nuove Religioni) – sarà d’uopo che i “Grissini” mettano su un po’ di muscoli…


4. Setta, NMR, MRA purché in carità
Per NMR si intende “Nuovi Movimenti Religiosi” e, per chi protesta di non essere nuovo e/o non religioso si ura MRA “Movimenti Religiosi Alternativi”, alternativi alla fede cattolica nel nostro caso, e perciò vi si comprende anche il Buddismo, l’induismo, il musulmanesimo ecc… che sono antiche religioni ma per la nostra fede rappresentano una “alternativa nuova” – questa dizione dovrebbe pian piano sostituire la precedente di “setta” che tuttavia è stata utilizzata anche nei documenti ufficiali della Chiesa (cf appresso) ma è stato fatto per mera praticità, come precisa il Catechismo per gli adulti “La verità vi farà liberi” a pag. 231 «… proliferano “nuovi movimenti religiosi”, quanto mai diversi tra loro, che per praticità vengono chiamati anche “sètte”, senza necessariamente voler loro attribuire la connotazione negativa che il termine suggerisce.»


5. Documenti basilari della Chiesa
A proposito, sarà bene appuntarci e procurarci e studiarci a fondo i documenti con i quali la dirigenza della nostra Chiesa ci educa al modo pastorale e fraterno di trattare il problema delle sette e nuovi movimenti religiosi

- DOC 1: “Il fenomeno delle sette o nuovi movimenti religiosi, sfida pastorale” (1986)

- DOC 2:“L’impegno pastorale della Chiesa di fronte ai nuovi movimenti religiosi e alle sette” (1993) - ivi si fa riferimento, chiamandoli per nome precisamente ai Testimoni di Geova (nn. 39-40), deviazione settaria, e alla New Age (nn. 41-43), deviazione gnostica, poi ripresa nel

- DOC 3: “Gesù Cristo portatore dell’acqua viva: una riflessione cristiana sul New Age” (2003)


6. Ricercare e informare. Chi convince è lo Spirito
I “Grissini” sono di solito guardati con occhiacci da parte degli aderenti alle varie confessioni religiose, per la loro opera di critica (per quanto costruttiva, ma è successo anche a Gesù) e a volte con occhio sospettoso da parte dei propri compagni della Vigna – questo avviene solo perché alcuni, nel loro ardore apostolico, dimenticano di attenersi strettamente al mansionario stabilito dall’acronimo del GRIS (Gruppo di Ricerca e di Informazione Socioreligiosa) che è appunto quello di “ricercare” e di “informare” – di più non serve – anzi non funziona, perché lo Spirito Santo mantiene gelosamente per sé l’esclusiva di convincere – e Lui, si sa, funziona a preghiere e… a pazienza


7. W lo studio delle fonti
Molti MRA hanno premunito i loro seguaci nei confronti degli studi critici fatti da noi nei loro confronti – ad es. la dirigenza geovista ha scritto che “quelli del mondo di fuori” cioè chiunque non è dei loro “scrivono per ingannare” – ecco allora che il GRIS ha adottato e raccomanda come metodo principe lo studio delle stesse opere del settario – ovvero bisogna analizzare il contenuto di quelle opere che, a suo avviso, fondano la sua fede, e aiutarlo a scoprire ciò che non va: potrebbe trattarsi di deformazione del messaggio biblico tramite una interpretazione stiracchiata, o eretica (che sceglie alcune parti e ne tralascia altre), o falsata perfino a livello di traduzione; può trattarsi di incongruenze, illogicità, contraddizioni all’interno della stessa nuova dottrina; di informazioni di appoggio truccate, di verità sottaciute, di “astuzie e trucchi travestiti da ragionamenti, di cavilli furbeschi, di falsità ben mimetizzate, di insinuazioni sotterranee…” insomma dei più svariati ammennicoli con cui il nuovo MRA cerca di bypassare l’attenzione critica, nello stesso momento che invita a controllare di persona ciò che esibisce come prova.
Ultima modifica di berescitte il mar mag 22, 2007 1:45 pm, modificato 2 volte in totale.
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Messaggioda berescitte » ven mar 23, 2007 1:35 pm

8. Vari tipi di DIALOGO
E' importante ricordare, a correzione di un arronzato ecumenismo inteso come mondialità dai giornalisti, il senso tecnico che nel campo ecclesiale hanno le tre forme di:

- Dialogo ecumenico: quello che si svolge tra credenti in Cristo in vista della riunione nell'unico ovile sotto l'unico pastore Gesù;

- Dialogo interreligioso (o intrareligioso): quello che si svolge tra credenti in Dio. Perciò Cristiani da un lato e Ebrei, Induisti, Musulmani, Buddhisti, Confuciani ecc... dall'altro;

- Dialogo umanitario (o sui valori): quello che si svolge tra la Chiesa cattolica (e forse altre denominazioni) e laici di buona volontà; laici che hanno come valore supremo della loro esistenza il benessere dell'umanità.


9. MEMORANDA UTILI
Ecco un'insieme di piccoli MEMORANDA tratti dall'esperienza di dialogo con i Testimoni di Geova, ma sicuramente (almeno alcuni) da utilizzare con qualsiasi esponente di altra fede con cui si vuole dialogare fruttuosamente:

- portarsi appresso fotocopie della documentazione da lasciare a chi ne è interessato (sia esso il convocante che l'esponente di altra fede);

- stabilire preventivamente l'argomento e chiedere al convocante di far rientrare in riga ogni tentativo di depistaggio;

- insistere perché venga una sola persona dell'altra fede. Se ne vengono due esigere il rispetto assoluto del tempo e chiedere al convocante di far tacere il secondo mentre noi si stanno cercando i passi (esperienza docet: mentre uno parla l'altro cerca i passi; mentre li cerchi tu, l'altro infila domande ecc...)

- se si tratta di argomento per il quale si utilizza la Bibbia, segnarsi prima (cone appositi POST-IT) i punti utili per un rapido reperimento;

- all'interno della pagina evidenziare ciò che si vuole sottoporre all'attenzione (è bene avere all'uopo una "Bibbia da lavoro") ;

- nel caso l'altra parte mostrasse di dare sulla voce o di voler accaparrarsi la maggior parte del tempo, chiedere al convocante di fare da moderatore assegnando un tempo a ciascuno e bloccando sul nascere gli eventuali interventi "galeotti" (quelli di cui danno miserando spettacolo certi politici in TV) dichiarando con serietà che lui vuole ascoltare ciò che chi parla ha da dire;

- se ciò non basta, quando tocca a noi, rivolgersi al convocante quando si parla e non all'esponente di altra fede, offrendogli di vedere di persona ciò che si sta leggendo;

- uscire per ultimi. Altrimenti l'altra parte "ricuce lo strappo" in nostra assenza;

- scegliere un orario in cui non possono subentrare intoppi, come ora di cena, dover mettere a letto i bambini ecc...

- non iniziare dando spazio libero all'altra parte né sperando di voler fare un approccio morbido e cortese prendendola alla larga. Utilizzerebbero quel tempo per inserire argomentazioni dottrinali che potrebbero incuriosire il convocante e depistare sul nascere l'argomento prefissato. In ogni caso anche se si rientra nei ranghi, accadrebbe che loro si sono assicurati una fetta molto maggiore di tempo.
Ultima modifica di berescitte il mar mag 22, 2007 1:39 pm, modificato 2 volte in totale.
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Messaggioda berescitte » mer apr 04, 2007 12:57 pm

10. Misuriamo la determinazione del settario e aderente a MRA
Le seguenti riflessioni, oltre il lato umoristico, dovrebbero farci riflettere sulla estrema determinazione che gli esponenti di MRA hanno nel propagandare il proprio movimento.
Gli esempi riguardano i Testimoni, ma credo che si possa estendere, fatte le debite proporzioni anche ad altri movimenti. Dunque:

a) QUIZ
Due uomini precipitano da un grattacielo. Si tratta di un cattolico e un Testimone di Geova. Sono caduti assieme, hanno lo stesso peso, stesso tutto... ovviamente si sfracellano al suolo, e fin qui tutto regolare, ma... Ma uno dei due arriva prima dell'altro. Chi? e perché?

Risposta
Arriva prima il cattolico perché il Testimone si ferma ad ogni finestra a "dare testimonianza"!


b) IDENTITA'
Se noi chiedessimo a varie persone di un uditorio, così a bruciapelo: "Tu cosa sei?" raccoglieremmo certamente risposte diverse; legate alla profesione, alla città o stato di appartenenza, allo stato civile, al sesso ecc... tipo "sono un meccanico... un padre di famiglia... un romano... un italiano...un uomo..." ecc...
Ma se facessimo la stessa domanda a un Testimone di Geova ci sentiremmo rispondere costantemente allo stesso modo "Io sono un Testimone di Geova". Ovvero per lui è il suo status religioso che lo specifica e lo caratterizza prima e sopra di ogni altra cosa.

Grissini, c'è da rimboccarsi le maniche e da assumere per noi stessi una determinazione dello stesso tipo. Così alla richiesta "Tu cosa sei?" potremmo dire con slancio e soddisfazione (se lavoriamo sodo!) "Io sono un Grissino!"
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Messaggioda berescitte » mer mag 09, 2007 2:19 pm

11. Come tra un padre e il proprio bimbo
Io penso che per avere l'occhio misericordioso e paziente di Dio dobbiamo figurarci (e realizzarlo) un rapporto analogo a quello che c'è tra un padre e il suo figlioletto piccolo. Non basta che sia figlio, perché i figli nell'adolescenza e nella giovinezza possono in molti frangenti stare sullo stomaco al padre; bisogna che sia piccolo diciamo dai due ai cinque anni.
Quando cioè, anche se il figlio strepita e fa i capricci, e dice "Papà butto!" e gli mena con le sue manine di burro, il Padre non se ne adonta - e come potrebbe? - giàchhé pensa esattamente quello che pensava Gesù in croce "non sa quello che fa".
In parte un operatore GRIS dovrebbe applicare quest'atteggiamento quando il soggetto che lui vuole aiutare sinceramente, non gli crede, si comporta in maniera aggressiva, beffarda ecc... Non sa quello che fa ed essendo piccolo, ma davvero piccolo nella fede, può fare e dire ciò che vuole. Io lo amerò e non mi tirerò indietro per questo.


12. Preghiera come immersione personale
La preghiera, occorrerà ricordarlo, non deve servire tanto a chiedere dei risultati a Dio. Perfino la Madonna, dice Dante, "Liberamente al dimandar precorre", figurati Dio che col suo Spirito Santo previene sempre, accompagna e conclude, l'azione missionaria della sua Chiesa. Essa serve piuttosto a porre noi nella giusta disposizione d'animo per evitare intralci all'azione divina; quali potrebbero venire per esempio dall'impazienza, dalla mancata testimonianza, dalla incapacità dialettica nell'esporre la vera fede (se un messaggio risulta oggettivamente esposto in maniera ridicola è giusto che sia rifiutato), dalla mancanza delle virtù che devono essere corredo normale del "Grissino", come l'umiltà, la dolcezza, la sincerità, l'empatia ecc... oltre che le tre regine teologali della Fede Speranza e Carità.
La preghiera dovrebbe aiutarci a... creare quel vuoto di sé in modo da farci agire quasi "in persona Christi". Non è del solo sacerdote all'altare la prerogativa del "non sono più io che vivo, è Cristo che vive in me".
E lo specifico a cui bisogna porre attenzione per evitare autoincensazioni, che demolirebbero ogni buon risultato e anche il relativo merico, sta nel credere sinceramente che in questo ruolo vicario, in questa delega, noi siamo solo strumenti in mano al Maestro. Perché la gente non cerca noi, cerca Gesù. Lui solo è il Signore, l'Amore sussistente che può farle innamorare e appagare in ciò di cui hanno bisogno. Dirottare gli affetti e la stima su di sé è la maniera migliore per fallire.


13. Pro figliolanza divina
Il danno maggiore che deriva dalla proposta alterativa alla fede cattolica, sia da parte di sette e NMR non cristiani che da quelli che si rifanno alla Bibbia e a Cristo, sta nel togliere il dono della filiazione divina. La novità strepitosa della salvezza in Cristo e nella Chiesa sta nel fatto che Gesù ci associa, con la grazia, alla sua vita divina, così da farci realmente (per quanto misteriosamente) parte del suo Corpo (cosa poi significata e cementata dal banchetto eucaristico).
Questo processo, che potremmo paragonare ad un innesto di vita nuova e buona su un tronco arido e inconcludente, è stato definito perfino "indiamento" o "divinizzazione" dai Padri. Ma, come dice Paolo, se sei figlio sei anche erede. E per eredità si intende non una reggia né le celesti praterie che son tutte metafore (come lo sono il banchetto, i troni, la patria, la misura pigiata versata in seno, il seno di Abramo ecc...) si intende invece il top di qualsiasi desiderio possibile, cioè la visione beatifica, il "gaudio del tuo Signore", lo stesso di cui godono i... magnifici Tre senza un atomo di diminuzione dall'eternità in eternità. Un qualcosa di fronte a cui ogni gioia e ricchezza terrena deve apparire "spazzatura" e ogni sofferenza che ci assimila al Christus patiens un regalo del buon Dio.
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Messaggioda berescitte » gio mag 10, 2007 8:59 am

14. Differenza tra UDIRE, ASCOLTARE, SENTIRE
Propongo una distinzione (non farina del mio sacco) tra:
- udire
- ascoltare
- sentire
valida sia per la nostra formazione interiore che per invitare altri a farla propria quando si vede che ne hanno bisogno.
Il senso sta nel fatto che udire è il primo approccio alla comunicazione, vago, indistinto. Si ode tutto ciò che entra nell'orecchio ma, come i rumori del traffico, a cui non si pone attenzionee perciò da un orecchio entra e dell'altro esce senza lasciare traccia. E' questo il modo con cui ascoltiamo l'omelia domenicale?
A livello di lettura c'è una cosa simile quando si legge senza attenzione. Gli studenti che non hanno sviluppato un metodo efficace lo sanno sulla propria pelle...
Quando si pone attenzione a ciò che si ode allora si passa allo ascoltare. Il che comporta in insieme di messe in moto: valutazione, selezione, approfondimento, catalogazione, confronti con altre nozioni acquisite, sforzo di memorizzazione ecc... ma non è ancora il top.
Il top, la perfezione scatta quando si passa al sentire, inteso come entrare in vibrazione interiore, commuoversi, entusiasmarsi, innamorarsi, adirarsi ecc... cioè si passa al coinvolgimento vitale generale di tutte le potenze dell'anima e ci si predispone a una azione corrispondente con coerenza e coraggio. Gioiosa.
E' quello che si intende nell'ammonizione "siate operatori e non solo uditori della Parola". La Parola va appunto ascoltata e sentita. La Fonte lo merita.
L'applicazione qui della vicenda del seme che cade in vari tipi di terreno è d'obbligo.

PS
Naturalmente esiste anche una accezione diversa di "sentire" che si riferisce al semplice percepire suoni e rumori. Noi abbiamo alluso al sentire del cuore.
Ultima modifica di berescitte il mar mag 22, 2007 1:31 pm, modificato 1 volta in totale.
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Messaggioda berescitte » mar mag 22, 2007 1:29 pm

15. Utilizziamo il principio di coerenza
Una forma di critica radicale alle “fedi” fondate sulla sabbia, consiste nell’evidenziare la illogicità del loro argomentare, e quindi l’inconsistenza del loro fondare su ragioni la “speranza che è in loro” (cf 1 Pietro 3,15).
La mente umana (che in questo è ad immagine di quella divina) funziona prendendo luce dal “principio di coerenza”.
Esso non è acquisito dall’educazione. E’ innato, fa parte della struttura mentale. Lo vediamo ad esempio presente spontaneamente nel bambino quando logicizzando, formula voci verbali in conseguenza con la radice dei verbi. Anche quando sbaglia dicendo “io vieno… io ando… se lo nutro il criceto mi si affèttua” egli sbaglia logica-mente. E l’educazione sociale gli insegnerà che ci sono voci difettive in certi verbi. Ma lui non si è contraddetto facendo quelle derivazioni sbagliate.

I filosofi direbbero che siamo costretti dal “principio di non contraddizione”. Ovvero non è lecito, ad un discorso che vuole essere logico, che è quanto dire, intelligente, coerente, quadrato…, porre delle basi-premesse e non tirarne le debite conseguenze o tirarne di altre del tutto impertinenti.

Facciamo una piccola applicazione: il CD dei TG esibisce con sussiego gli elogi di un certo grecista perché nella versione della NM del 1967, i traduttori hanno distinto con precisione la parola greca pàis da brèfos, traducendo giustamente ora fanciullino ora bambino, secondo che il testo indicava.
Senonché nella versione del 1986 troviamo che i nuovi traduttori della NM usano indistintamente e sempre “bambino”; come mai? Il principio di coerenza obbliga a fare solo due ipotesi: o è vera la novità del 1986 e non era vero quel vanto del 1967 potendosi tradurre “bambino” sin da allora; o quel vanto del 1967 sussiste ancora e i nuovi traduttori hanno tradotto male. E’ evidente comunque che il principio di coerenza è stato disatteso.

E quando questo succede per cose più gravide di conseguenze sono guai seri… come ad esempio quando si disse, per 50 anni suonati, che la Bibbia contemplava solo una salvezza celeste ed era riservata a 144.000 persone; che essa annunciava la fine del mondo per il 1914; che Gesù era stato crocifisso ecc… E dopo 50 anni si dice, assegnando sempre alla Bibbia la novità contraria, che invece essa contempla anche una salvezza terrestre; che la fine del 1914 era solo una fine “legale agli occhi di Geova”; che Gesù in effetti sarebbe stato appeso non ad una croce ma ad un palo verticale.
L’incoerenza sta nello assegnare all’unica fonte (la Bibbia) ciò che in realtà ha come fonte l’interpretazione umana della Dirigenza geovista.
Dalla evidenziazione di queste incoerenze, ne deriva, quale che sia la denominazione che le realizza, la meritata sfiducia della relativa Dirigenza, sia essa in ordine alla sincerità, sia essa (se si vuol essere buoni) in ordine alla competenza nell’interpretare e tradurre la Bibbia.
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Re: Ruminando... a modo di prima nota...

Messaggioda berescitte » mer mag 06, 2009 11:36 am

16. Prudenza nel proporre

La massima:

“Le nuove opinioni sono sempre sospette e di solito incontrano opposizioni per nessun altro motivo se non perché non sono ancora comuni” (J. Locke)

In pratica noi, proponendo ai pastori di interessarsi del fenomeno, mentre essi lo trascurano con tranquillità, andiamo a smuovere l'acqua placida di uno stagno. Il che comporta, implicitamente anche se non detta, una nota di rimprovero, giacché un pastore dovrebbe curare anche questo pericolo da parte del "lupo-diavolo". La stessa impressione di fastidio l'avranno i fedeli, tranquilli nella loro serena fede vissuta (anche se, come è probabile, non tanto fervente).
Questo richiede prudenza pastorale. E un pò di diplomazia per far suscitare l'interesse almeno in qualcuno. Di modo che sia questo qualcuno a chiedere al pastore di... Oppure si può prendere la palla al balzo nel caso di un accenno fortuito durante la lezione di catechismo, o per qualche fatto avvenuto in parrocchia o reso noto dai mass-media.
Comunque sia bisogna essere e dimostrarsi sempre rispettosissimi della libertà e autorità di chi è preposto alla guida di una comunità, in modo da non sembrare inopportuni.
Come avverte Locke, la resistenza non dipende da cattiva volontà. E' connaturale ad ogni proposta di cambiamento che risulti nuova e, sotto sotto, richieda un nuovo impegno.
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