San Vincenzo di Lérins - Il progresso del dogma.

Qui può scrivere chiunque trovi dei testi adatti alla formazione dei Grissini. Le cose che lo staff riterrà più idonee a tal fine saranno successivamente inserite nella sezione "Per la formazione".

Moderatore: berescitte

San Vincenzo di Lérins - Il progresso del dogma.

Messaggioda Trianello » ven giu 24, 2011 7:17 pm

Un progresso della religione ci può essere nella Chiesa di Cristo? Certamente, e un progresso molto grande. Chi infatti potrebbe avere così poca fiducia negli uomini ed essere tanto esigente con Dio da tentare di negarlo? A condizione però che si tratti veramente di un progresso nella fede e non di un cambiamento. E` caratteristico del progresso, che ogni realtà si sviluppi intrinsecamente, mentre il cambiamento implica il passaggio di una data cosa a qualcos`altro di diverso. Occorre dunque che in ciascuno e in tutti, in ogni uomo come in tutta la Chiesa, l`intelligenza, la scienza e la sapienza crescano e progrediscano intensamente, nel corso delle età e delle generazioni. Ora questo progresso deve compiersi tuttavia secondo la sua propria natura e cioè nello stesso senso, secondo gli stessi dogmi e lo stesso pensiero. La vita religiosa delle anime imiti la maniera di crescere del corpo, le cui parti, pur crescendo e sviluppandosi con gli anni, restano tuttavia sempre le stesse. C`è molta differenza tra la prima adolescenza e l`età matura: ma in seguito quelli che sono stati giovani diventeranno vecchi. Uno stesso individuo si trasforma nella statura e nell`aspetto, ma rimane sempre uno e identico nella natura e nella persona. Le membra dei neonati sono minuscole e quelle dei giovani grandi, ma si tratta sempre delle stesse membra. Il loro numero è uguale tanto nei bambini che negli adulti: e se ve ne sono alcune che appaiono a un`età più matura, tuttavia erano già esistenti potenzialmente nell`embrione. Quindi nei vecchi non c`è niente di diverso da quello che, già in germe, era nei bambini. Non vi può essere perciò il minimo dubbio: è questa la norma di ogni autentico progresso, questo il modo di crescere regolare e armonioso. Il progredire degli anni completa sempre nei più grandi quelle parti del corpo che erano già state abbozzate dalla sapienza del creatore nei piccoli. Se poi un essere umano viene ad assumere un aspetto diverso da quello proprio alla sua specie, se il numero delle sue membra aumenta o diminuisce, necessariamente l`intero corpo muore o diventa mostruoso o per lo meno s`indebolisce. Così è bene che anche i dogmi della religione cristiana seguano questa legge di crescita, in modo da consolidarsi col passare degli anni, svilupparsi a loro tempo e approfondirsi nel corso delle generazioni...
I nostri padri anticamente hanno seminato nel campo della Chiesa il buon grano della fede: sarebbe illogico e ingiusto che noi, loro discendenti, raccogliessimo il subdolo errore della zizzania al posto della pura verità del frumento seminato. Piuttosto dal momento che la natura dei primi chicchi non è diversa da quella degli ultimi, è logico e normale che raccogliamo il frutto del buon grano che è il dogma e che proviene dalla crescita della dottrina seminata. Così quando qualcuno di quei primi semi si sviluppa col passare del tempo e ora viene fertilizzato e cresce, niente tuttavia si cambia della caratteristica propria del seme.

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Re: San Vincenzo di Lérins - Il progresso del dogma.

Messaggioda Generale Specifico » gio giu 30, 2011 12:48 pm

Citazione molto istruttiva. C'è sempre da imparare dai Padri.
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Re: San Vincenzo di Lérins - Il progresso del dogma.

Messaggioda berescitte » gio giu 30, 2011 6:17 pm

E dai, trovaci il passo famoso "quod ubique, quo semper, quod ab omnibus creditum est"...
E' l'espressione lapidaria di una delle tre forme di infallibilità della Chiesa non è vero?
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Re: San Vincenzo di Lérins - Il progresso del dogma.

Messaggioda Trianello » gio giu 30, 2011 6:35 pm

berescitte ha scritto:E dai, trovaci il passo famoso "quod ubique, quo semper, quod ab omnibus creditum est"...
E' l'espressione lapidaria di una delle tre forme di infallibilità della Chiesa non è vero?


Eccoti accontentato:

"La sacra Scrittura, per la sua stessa sublimità, non viene interpretata da tutti nello stesso senso: uno ne spiega i detti in un modo, l`altro in un altro; sembra quasi di poterne dedurre: tanti uomini, tante sentenze... Ma per questo, per tante tortuosità di vario errore, è necessario che la linea interpretativa degli scritti profetici e apostolici sia guidata dalla norma del senso ecclesiale e cattolico. Nella stessa Chiesa cattolica dobbiamo curare con grande attenzione di attenerci a ciò che è stato creduto ovunque, sempre e da tutti: ciò infatti che è veramente e propriamente cattolico, per lo stesso significato e la stessa forza della parola, comprende universalmente tutto. Ma ciò avverrà solo se ci atterremo all`universalità, all`antichità e al consenso. Ci atteniamo all`universalità se professiamo come vera solo la fede che tutta la Chiesa professa su tutto l`orbe; ci atteniamo invece all`antichità se non ci allontaniamo dalle concezioni che i nostri santi predecessori e padri hanno chiaramente professato; e ci atteniamo infine al consenso, se, all`interno delle dottrine antiche, seguiamo il parere di tutti, o almeno di quasi tutti, i vescovi e i maestri.
Che farà dunque il cristiano cattolico, se qualche piccola parte della Chiesa si stacca dall`universale comunione di fede? Che cosa, se non anteporre a un membro appestato e corrotto la salute di tutto il corpo? E che, se qualche nuovo contagio cerca di invadere non solo una particella della Chiesa, ma tutta la Chiesa insieme? Anche allora avrà cura di attenersi alle dottrine antiche, che certo non possono venire sedotte da inganno di novità. Ma se anche in queste si scova l`errore di due o tre uomini, o addirittura di una città o di una provincia? Avrà allora cura di preporre alla presunzione o all`ignoranza di pochi, se vi sono, le decisioni conciliari della Chiesa universale. Ma se si affaccia una dottrina su cui non si trova nulla di simile? Allora si metterà all`opera per consultare, esaminare e confrontare tra di loro le opinioni degli antichi, e precisamente di coloro che, pur in tempi e luoghi diversi, costanti nella comunione e nella fede dell`unica Chiesa cattolica divennero, in materia, un`autorità. Tutto ciò che egli troverà essere stato sostenuto, scritto e difeso non da uno o da due soli, ma da tutti, nello stesso senso, chiaramente, con frequenza e continuità, sappia che anch`egli lo deve credere senza dubbio alcuno."

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Re: San Vincenzo di Lérins - Il progresso del dogma.

Messaggioda berescitte » gio giu 30, 2011 7:07 pm

Perfetto. E' più di quanto sperassi. E mi offre l'estro per due puntualizzazioni importanti.

1) Come spiega bene lo stesso autore lo "ovunque, sempre e da tutti" (che nell'originale appunto si dice "ubique, semper, ab omnibus" sottintende l'avverbio "percentualisticamente". Ovvero l'autore (e la Chiesa che dopo di lui ha fatto ricorso a questo slogan indicandolo valido) parla di universalità ma nella consapevolezza che, già prima di lui, durante e dopo, ci sono state e ci saranno sacche, isole, di dissidenti dal comune sentire. Il che obbliga al criterio percentualistico. Criterio che nella Chiesa non ha mai dovuto ricorrere a quello democratico della "maggioranza assoluta"; che, dovendosi ridurre alla metà più uno, esprime la disperazione di un insanabile disaccordo dovendo dare valore legale a una decisione di cui si ritiene di avere bisogno, ma non ma non certo quello di verità e di bontà dal momento che metà dei votanti sono contrari e potrebbero avere ragione loro!
In più, come garanzia di validità della opinione buona della maggioranza (che nel campo laico può esistere anche per l'errore) nella Chiesa esiste il parere del Magistero che è stato deputato e abilitato da Gesù a rappresentare la voce-parere di Cristo stesso. Quindi il criterio leriniano suppone anche che si debba avere una universalità, percentualisticamente maggioritaria (e di sostanziosa maggioranza) con il Magistero allineato dalla parte della maggioranza. Il che ci porta al secondo rilievo;

2) Il secondo rilievo riguarda l'invito del Lerins a rifarsi ai Padri. Anche in tal caso bisogna osservare che non si possono mettere i Padri gli uni contro gli altri, laddove (come è documentato dal progresso di comprensione del dogma) essi dissentano. Questo tipo di utilizzazione farebbe il gioco degli eretici, mettendo il parere di qualche Padre a loro favore, laddove accada che una certa dottrina era ancora da approfondire e da capire nel senso giusto. E non è un caso che proprio questo faccia il Corpo Direttivo dei Testimoni di Geova (ad esempio riguardo al dogma trinitario) andando a ricapare citazioni di Padri e Scrittori antichi che non avevano ancora maturato una formulazione dogmatica utilizzando i concetti adatti.
Ebbene, in proposito va ricordato che gli scritti dei Padri sono sì una delle varie fonti della Tradizione Apostolica ma - si badi bene! - la loro dottrina è specchio di tale Tradizione solo in ciò in cui convergono e che è stato vistato e approvato-fatto proprio dal Magistero. Fuori di questo criterio, di questa concordanza, si può e si deve dire che il pensiero di tale Padre o di tal'altro Scrittore antico, su quel punto di dottrina è semplicemente sbagliato.
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Re: San Vincenzo di Lérins - Il progresso del dogma.

Messaggioda Generale Specifico » sab lug 09, 2011 11:41 am

berescitte ha scritto:Ebbene, in proposito va ricordato che gli scritti dei Padri sono sì una delle varie fonti della Tradizione Apostolica ma - si badi bene! - la loro dottrina è specchio di tale Tradizione solo in ciò in cui convergono e che è stato vistato e approvato-fatto proprio dal Magistero. Fuori di questo criterio, di questa concordanza, si può e si deve dire che il pensiero di tale Padre o di tal'altro Scrittore antico, su quel punto di dottrina è semplicemente sbagliato.


Se non ricordo male, è quello che dicono gli Ortodossi rispetto alle affarmazioni di alcuni padri (penso a Giovanni Damasceno) che sembrano avallare la dottrina del Purgatorio così come definita dai cattolici. :D
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