Rifermenti Biblici delle Dottrine Cattoliche.

Qui può scrivere chiunque trovi dei testi adatti alla formazione dei Grissini. Le cose che lo staff riterrà più idonee a tal fine saranno successivamente inserite nella sezione "Per la formazione".

Moderatore: berescitte

Re: Rifermenti Biblici delle Dottrine Cattoliche.

Messaggioda Trianello » dom dic 04, 2011 8:04 pm

Gesù isistette molto sul valore salvifico delle opere e sulla necessità delle stesse per ottenere la salvezza:

"Non chiunque mi dice: “Signore, Signore”, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli." (Matteo 7,21)

A chi gli chiese:

"Maestro, che cosa devo fare di buono per avere la vita eterna?" (Matteo 19,16)

Egli rispose:

"Se vuoi entrare nella vita, osserva i comandamenti" (Matteo 19,17)

Gesù disse ancora:

"Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui." (Giovanni 14,21)
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Re: Rifermenti Biblici delle Dottrine Cattoliche.

Messaggioda Trianello » ven dic 23, 2011 6:31 pm

Gli apostoli, dal canto loro, sottolinearono a più riprese come ognuno viene giudicato da Dio in base alle sue opere.

L'apostolo Paolo scrisse ai romani:

"[Dio] renderà a ciascuno secondo le sue opere: la vita eterna a coloro che, perseverando nelle opere di bene, cercano gloria, onore, incorruttibilità; ira e sdegno contro coloro che, per ribellione, disobbediscono alla verità e obbediscono all'ingiustizia." (Romani 2,6-8)

Così ai colossesi:

"Qualunque cosa facciate, fatela di buon animo, come per il Signore e non per gli uomini, sapendo che dal Signore riceverete come ricompensa l'eredità. Servite il Signore che è Cristo! Infatti chi commette ingiustizia subirà le conseguenze del torto commesso, e non si fanno favoritismi personali." (Colossesi 3,23-25)

Così, invece, si espresse l'apostolo Pietro:

"[Il Padre celeste,] senza fare preferenze, giudica ciascuno secondo le proprie opere." (1 Pietro 1,17)

L'apostolo Giovanni ebbe poi questa visione del giudizio di Dio:

"Vidi i morti, grandi e piccoli, in piedi davanti al trono. E i libri furono aperti. Fu aperto anche un altro libro, quello della vita. I morti vennero giudicati secondo le loro opere, in base a ciò che era scritto in quei libri. Il mare restituì i morti che esso custodiva, la Morte e gli inferi resero i morti da loro custoditi e ciascuno venne giudicato secondo le sue opere." (Apocalisse 20,12-13)
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Re: Rifermenti Biblici delle Dottrine Cattoliche.

Messaggioda Trianello » mar dic 27, 2011 7:50 am

A dispetto di quanto oggi asseriscono alcuni che si dicono cristiani, il credente non può avere la salvezza assicurata solo per il fatto di essere tale.

Gesù disse:

"Non chiunque mi dice: "Signore, Signore", entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli." (Matteo 7,21)

"Chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvato." (Matteo 24,13)

L'apostolo Paolo, a questo proposito, dette questo ammonimento:

"Chi crede di stare in piedi, guardi di non cadere." (1 Corinzi 10,12)

Nella Lettera agli Ebrei sta scritto:

"Infatti, se pecchiamo volontariamente dopo aver ricevuto la conoscenza della verità, non rimane più alcun sacrificio per i peccati, ma soltanto una terribile attesa del giudizio e la vampa di un fuoco che dovrà divorare i ribelli." (Ebrei 10,26-27)

L'apostolo Pietro, infine, scrisse a riguardo di coloro che, pur avendo riconosciuto Cristo quale Signore, si macchiano di peccato:

"Se infatti, dopo essere sfuggiti alle corruzioni del mondo per mezzo della conoscenza del nostro Signore e salvatore Gesù Cristo, rimangono di nuovo in esse invischiati e vinti, la loro ultima condizione è divenuta peggiore della prima. Meglio sarebbe stato per loro non aver mai conosciuto la via della giustizia, piuttosto che, dopo averla conosciuta, voltare le spalle al santo comandamento che era stato loro trasmesso." (2 Pietro 2,20-21)
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Re: Rifermenti Biblici delle Dottrine Cattoliche.

Messaggioda Mari » gio dic 29, 2011 3:41 pm

Molto interessante questo thread, grazie Trianello :wink:


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Re: Rifermenti Biblici delle Dottrine Cattoliche.

Messaggioda Trianello » sab dic 31, 2011 1:20 am

Sto elaborando un repertorio di citazioni essenziali, cercando di disporle in modo da mettere in luce anche come le varie dottrine si ricollegano tra loro. L'idea è di realizzare un opuscolo da inserire poi in versione stampabile nel nostro sito in formato .pdf.
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Re: Rifermenti Biblici delle Dottrine Cattoliche.

Messaggioda Trianello » sab dic 31, 2011 6:34 pm

Secondo la rivelazione biblica, la salvezza dell'uomo si snoda lungo tre direttrici temporali: il passato, il presente ed il futuro.

Un evento passato, il sacrificio di Cristo, ci ha già guadagnato la salvezza. Così scrisse l'apostolo Paolo:

"Nella speranza infatti siamo stati salvati." (Romani 8,24)

"Da morti che eravamo per le colpe, ci ha fatto rivivere con Cristo: per grazia siete salvati. Con lui ci ha anche risuscitato e ci ha fatto sedere nei cieli, in Cristo Gesù, per mostrare nei secoli futuri la straordinaria ricchezza della sua grazia mediante la sua bontà verso di noi in Cristo Gesù.
Per grazia infatti siete salvati mediante la fede; e ciò non viene da voi, ma è dono di Dio.
" (Efesini 2,5-8)

"[Il Signore] infatti ci ha salvati e ci ha chiamati con una vocazione santa, non già in base alle nostre opere, ma secondo il suo progetto e la sua grazia. Questa ci è stata data in Cristo Gesù fin dall'eternità." (2 Timoteo 1,9)

"[Dio] ci ha salvati,
non per opere giuste da noi compiute,
ma per la sua misericordia,
con un'acqua che rigenera e rinnova nello Spirito Santo
" (Tito 3,5)

Al contempo, però, è necessario per noi impegnarci per guadagnare la salvezza. Sempre l'apostolo Paolo, infatti, scrisse:

"Quindi, miei cari, voi che siete stati sempre obbedienti, non solo quando ero presente ma molto più ora che sono lontano, dedicatevi alla vostra salvezza con rispetto e timore." (Filippesi 2,12)

Così si espresse, invece, l'apostolo Pietro:

"Perciò esultate di gioia indicibile e gloriosa, mentre raggiungete la mèta della vostra fede: la salvezza delle anime." (1 Pietro 1,9)


In questo modo possiamo nutrire la speranza della salvezza:

Scrisse a questo proposito l'apostolo Paolo:

"Giustificati nel suo sangue, saremo salvati dall'ira per mezzo di lui." (Romani 5,9)
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Re: Rifermenti Biblici delle Dottrine Cattoliche.

Messaggioda Trianello » sab mag 26, 2012 3:40 pm

Alcuni sedicenti cristiani ci predicano un Dio che non è quello di cui ci parla la Bibbia, ecco perché è necessario ricordare cosa la Chiesa ci insegna a riguardo di Dio e dei suoi attributi:

Dio è onnipotente. Disse, infatti, Egli stesso a Mosè:

"Io sono il Signore! Mi sono manifestato ad Abramo, a Isacco, a Giacobbe come Dio l'Onnipotente, ma non ho fatto conoscere loro il mio nome di Signore." (Esodo 6,3)

Dio è onnipresente. Cantò, infatti, il salmista:

"Dove andare lontano dal tuo spirito?
Dove fuggire dalla tua presenza?

Se salgo in cielo, là tu sei;
se scendo negli inferi, eccoti.

Se prendo le ali dell'aurora
per abitare all'estremità del mare,

anche là mi guida la tua mano
e mi afferra la tua destra.
" (Salmi 139, 7-10)

Dio è onnisciente. Sempre il salmista aveva scritto:

" Signore, tu mi scruti e mi conosci,
tu conosci quando mi siedo e quando mi alzo,
intendi da lontano i miei pensieri,

osservi il mio cammino e il mio riposo,
ti sono note tutte le mie vie.

La mia parola non è ancora sulla lingua
ed ecco, Signore, già la conosci tutta.

Alle spalle e di fronte mi circondi
e poni su di me la tua mano.

Meravigliosa per me la tua conoscenza,
troppo alta, per me inaccessibile.
" (Salmi 139,1-6)
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Re: Rifermenti Biblici delle Dottrine Cattoliche.

Messaggioda Trianello » lun mag 28, 2012 6:55 am

Dio è creatore:

"In principio Dio creò il cielo e la terra." (Genesi 1,1)

Dio ha creato ogni cosa dal nulla:

"Ti scongiuro, figlio, contempla il cielo e la terra, osserva quanto vi è in essi e sappi che Dio li ha fatti non da cose preesistenti" (2 Maccabei 7,28)

Perciò Dio è il Signore dei Signori, come recita il libro del Deuteronomio:

"Il Signore, vostro Dio, è il Dio degli dèi, il Signore dei signori, il Dio grande, forte e terribile, che non usa parzialità e non accetta regali." (Deuteronomio 10,17)
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Re: Rifermenti Biblici delle Dottrine Cattoliche.

Messaggioda Citocromo » lun mag 28, 2012 2:12 pm

Il passaggio dalla monolatria al monoteismo raggiunge il suo culmine nel Deuteroisaia (cap. 40-55), che viene considerato l’autore in cui il monoteismo ebraico diventa più chiaro ed esplicito. Si può leggere che l’autore nega esplicitamente l’esistenza di altri dèi. Fuori del Signore non vi è alcun altro dio perché non ci possono essere più dèi. Inoltre, se si legge il contesto da cui sono stati presi questi versetti, si può vedere che i titoli e gli attributi divini convergono tutti nell’unico Dio, la cui unicità/unità (il Signore è uno ed unico) è espressa anche dalla sua incomparabilità e incommensurabilità.

Dio è eterno, ossia trascende il tempo, e ha creato ogni cosa senza fatica:

Non lo sai forse?
Non l'hai udito?
Dio eterno è il Signore,
che ha creato i confini della terra.
Egli non si affatica né si stanca,
la sua intelligenza è inscrutabile.
(Is 40,28)

La gloria di Dio è indivisibile e non partecipata da altri:

Io sono il Signore: questo è il mio nome;
non cederò la mia gloria ad altri,
né il mio onore agli idoli.
(Is 42,8)

Dio è l’unico Salvatore, oltre ad essere il Santo. Solo Dio è Santo (incomparabilità assoluta del Signore). La santità di Dio caratterizza Dio stesso (cfr. anche Is 1,4 e 5,19) ed esprime anche la sua trascendenza:

poiché io sono il Signore, tuo Dio,
il Santo d'Israele, il tuo salvatore.
(Is 43, 3a)

L'attributo Potente, riferito al Signore, è così alto e assoluto che bisogna considerarlo sinonimo di Onnipotente:

Allora ogni uomo saprà
che io sono il Signore, il tuo salvatore
e il tuo redentore, il Potente di Giacobbe
".
(Is 49, 26b)

Signore onnipotente, Dio d'Israele, un'anima nell'angoscia, uno spirito tormentato grida verso di te. (Bar 3,1)

Il fragore delle ali dei cherubini giungeva fino al cortile esterno, come la voce di Dio onnipotente quando parla. (Ez 10,5)

Voi siete i miei testimoni - oracolo del Signore -
e il mio servo, che io mi sono scelto,
perché mi conosciate e crediate in me
e comprendiate che sono io.
[letteralmente: che io sono, ὅτι ἐγώ εἰμι]
Prima di me non fu formato alcun dio
né dopo ce ne sarà.

Io, io sono il Signore,
fuori di me non c'è salvatore.
Io ho annunciato e ho salvato,
mi sono fatto sentire
e non c'era tra voi alcun dio straniero.
Voi siete miei testimoni - oracolo del Signore -
e io sono Dio,
sempre il medesimo dall'eternità.
(Is 43, 10-13)

Così dice il Signore, il re d'Israele,
il suo redentore, il Signore degli eserciti:
"Io sono il primo e io l'ultimo;
fuori di me non vi sono dèi.
Chi è come me?
Lo proclami,
lo annunci e me lo esponga.[…]
Voi siete miei testimoni:
c'è forse un dio fuori di me
o una roccia che io non conosca?".
(Is 44,6-7. 8b)

Esultate, cieli, perché il Signore ha agito;
giubilate, profondità della terra!
Gridate di gioia, o monti,
o selve con tutti i vostri alberi,
perché il Signore ha riscattato Giacobbe,
in Israele ha manifestato la sua gloria.
Dice il Signore, che ti ha riscattato
e ti ha formato fin dal seno materno:
"Sono io, il Signore, che ho fatto tutto,
che ho dispiegato i cieli da solo,
ho disteso la terra; chi era con me?
(Is 44, 23-24)

A questo punto si potrebbe citare senza criterio Pr 8,22-31, che sembrerebbe in contrasto con quest’ultimo versetto. In realtà, nei versetti indicati del libro dei Proverbi si parla della Sapienza stessa di Dio, ma, essendo un testo poetico, viene personificata. La Sapienza è creata/generata ab eterno prima di tutte le creature. Comunque, non si può prendere questo testo estrapolandolo dal contesto monoteista, dato che è assurdo pensare che ci sia stato un tempo (Dio è fuori dal tempo, come si è visto) in cui Dio era senza Sapienza.

Esiste un solo Dio e non esistono altri dèi minori:

Ti consegnerò tesori nascosti
e ricchezze ben celate,
perché tu sappia che io sono il Signore,
Dio d'Israele, che ti chiamo per nome. […]
Io sono il Signore e non c'è alcun altro,
fuori di me non c'è dio
; […]
io, il Signore, compio tutto questo.
Stillate, cieli, dall'alto
e le nubi facciano piovere la giustizia;
si apra la terra e produca la salvezza
e germogli insieme la giustizia.
Io, il Signore, ho creato tutto questo". […]
"Solo in te è Dio; non ce n'è altri,
non esistono altri dèi
"".[…]
"Io sono il Signore, non ce n'è altri.[…]
Non sono forse io, il Signore?
Fuori di me non c'è altro dio;
un dio giusto e salvatore
non c'è all'infuori di me.

Volgetevi a me e sarete salvi,
voi tutti confini della terra,
perché io sono Dio, non ce n'è altri.
(Is 45,3.5a.6. 7b-8.14. 18. 21c-22)

A chi mi paragonate e mi assimilate?
A chi mi confrontate, quasi fossimo simili?
[…]
Ricordatevi i fatti del tempo antico,
perché io sono Dio, non ce n'è altri.
Sono Dio, nulla è uguale a me.
(Is 46,5. 9)

Come abbiamo già visto, la gloria di Dio è indivisibile e non partecipata da altri dèi:

Per riguardo a me, per riguardo a me lo faccio;
altrimenti il mio nome verrà profanato.
Non cederò ad altri la mia gloria.
Ascoltami, Giacobbe,
Israele che ho chiamato.
Sono io, io solo, il primo
e anche l'ultimo.
[…]
Dice il Signore, tuo redentore,
il Santo d'Israele:
"Io sono il Signore, tuo Dio,
che ti insegno per il tuo bene,
che ti guido per la strada su cui devi andare.
(Is 48,11-12.17)

Volgendo la nostra attenzione ad altri testi, possiamo vedere che i medesimi concetti sono evidenziati altrove:

Fra le nazioni manifesterò la mia gloria e tutte le nazioni vedranno la giustizia che avrò fatto e la mano che avrò posto su di voi. La casa d'Israele da quel giorno in poi saprà che io sono il Signore, loro Dio. […]Perciò così dice il Signore Dio: Ora io ristabilirò la sorte di Giacobbe, avrò compassione di tutta la casa d'Israele e sarò geloso del mio santo nome. […]Quando io li avrò ricondotti dai popoli e li avrò radunati dalle terre dei loro nemici e avrò mostrato in loro la mia santità, davanti a numerose nazioni, allora sapranno che io sono il Signore, loro Dio, poiché, dopo averli condotti in schiavitù fra le nazioni, li avrò radunati nella loro terra e non ne avrò lasciato fuori neppure uno. (Ez 39, 21-22. 25. 27-28)

"Ecco, io sono il Signore, Dio di ogni essere vivente; c'è forse qualcosa di impossibile per me? (Ger 32,27)

"Eppure io sono il Signore, tuo Dio,
fin dal paese d'Egitto,
non devi conoscere altro Dio fuori di me,
non c'è salvatore fuori di me
.
(Os 13,4)

(continua)
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Re: Rifermenti Biblici delle Dottrine Cattoliche.

Messaggioda Citocromo » lun mag 28, 2012 4:32 pm

Anche nel Nuovo Testamento vi è l’esplicita affermazione che esiste un solo Dio e che non esistono altri dèi di alcun tipo. Esiste solo il vero Dio e i falsi dèi:

Questa è la vita eterna: che conoscano te, l'unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo. (Gv 17,3)

In realtà, anche se vi sono cosiddetti dèi sia nel cielo che sulla terra - e difatti ci sono molti dèi e molti signori -, per noi c'è un solo Dio, il Padre, dal quale tutto proviene e noi siamo per lui; e un solo Signore, Gesù Cristo, in virtù del quale esistono tutte le cose e noi esistiamo grazie a lui. (1 Cor 8,5-6)

Ma un tempo, per la vostra ignoranza di Dio, voi eravate sottomessi a divinità che in realtà non lo sono (letteralmente: che per natura non sono [tali]). Ora invece che avete conosciuto Dio, anzi da lui siete stati conosciuti, come potete rivolgervi di nuovo a quei deboli e miserabili elementi, ai quali di nuovo come un tempo volete servire? Voi infatti osservate scrupolosamente giorni, mesi, stagioni e anni! Temo per voi di essermi affaticato invano a vostro riguardo. (Gal 4,8-11)

La loro sorte finale sarà la perdizione, il ventre è il loro dio. Si vantano di ciò di cui dovrebbero vergognarsi e non pensano che alle cose della terra. (Fil 3,19)

in loro, increduli, il dio di questo mondo ha accecato la mente, perché non vedano lo splendore del glorioso vangelo di Cristo, che è immagine di Dio. (2Cor 4,4)

Sulla base di quanto riportato nel post precedente, possiamo ora elencare ciò che il NT dice di Gesù Cristo. Il Verbo è Dio come il Padre è Dio (Padre, Figlio e Spirito Santo sono persone distinte non separate, ma unite in un’unica natura divina):

In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio. Egli era, in principio, presso Dio: tutto è stato fatto per mezzo di lui e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste. In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini […] Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo. […] A quanti però lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio […] E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come del Figlio unigenito che viene dal Padre, pieno di grazia e di verità. […] Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto: grazia su grazia. Perché la Legge fu data per mezzo di Mosè, la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo. Dio, nessuno lo ha mai visto: il Figlio unigenito, che è Dio ed è nel seno del Padre, è lui che lo ha rivelato. (Gv 1,1-19)

Egli è immagine del Dio invisibile,
primogenito di tutta la creazione,
perché in lui furono create tutte le cose

nei cieli e sulla terra,
quelle visibili e quelle invisibili:
Troni, Dominazioni,
Principati e Potenze.
Tutte le cose sono state create
per mezzo di lui e in vista di lui.
Egli è prima di tutte le cose
e tutte in lui sussistono.

Egli è anche il capo del corpo, della Chiesa.
Egli è principio,
primogenito di quelli che risorgono dai morti,
perché sia lui ad avere il primato su tutte le cose.
È piaciuto infatti a Dio
che abiti in lui tutta la pienezza

e che per mezzo di lui e in vista di lui
siano riconciliate tutte le cose,
avendo pacificato con il sangue della sua croce
sia le cose che stanno sulla terra,
sia quelle che stanno nei cieli.
(Col 1, 15-20)

Gli disse Gesù: "Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto". Gli disse Filippo: "Signore, mostraci il Padre e ci basta". Gli rispose Gesù: "Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puoi tu dire: "Mostraci il Padre"? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre, che rimane in me, compie le sue opere. Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me. Se non altro, credetelo per le opere stesse. In verità, in verità io vi dico: chi crede in me, anch'egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste, perché io vado al Padre. E qualunque cosa chiederete nel mio nome, la farò, perché il Padre sia glorificato nel Figlio. Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome, io la farò. (Gv 14, 6-14)

Rispose Tommaso [a Gesù]: "Mio Signore e mio Dio!". (Gv 20,28)

È in lui che abita corporalmente tutta la pienezza della divinità (Col 2,9)

egli, pur essendo nella condizione di Dio,
non ritenne un privilegio
l'essere come Dio […]
(Fil 2,6)

Riprendendo questo brano:

Lo giuro su me stesso,
dalla mia bocca esce la giustizia,
una parola che non torna indietro:
davanti a me si piegherà ogni ginocchio,
per me giurerà ogni lingua
".
(Is 45,23)

Paolo dice che a Gesù spetta l’adorazione dovuta a Dio:

Per questo Dio lo esaltò
e gli donò il nome
che è al di sopra di ogni nome

perché nel nome di Gesù
ogni ginocchio si pieghi
nei cieli, sulla terra e sotto terra,

e ogni lingua proclami:
"Gesù Cristo è Signore!",
a gloria di Dio Padre.
(Fil 2, 9-11)

In verità, in verità io vi dico: il Figlio da se stesso non può fare nulla, se non ciò che vede fare dal Padre; quello che egli fa, anche il Figlio lo fa allo stesso modo. Il Padre infatti ama il Figlio, gli manifesta tutto quello che fa e gli manifesterà opere ancora più grandi di queste, perché voi ne siate meravigliati. Come il Padre risuscita i morti e dà la vita, così anche il Figlio dà la vita a chi egli vuole. Il Padre infatti non giudica nessuno, ma ha dato ogni giudizio al Figlio, perché tutti onorino il Figlio come onorano il Padre. Chi non onora il Figlio, non onora il Padre che lo ha mandato. (Gv 5, 19-23)

Cristo si definisce il Primo e l’Ultimo (vedere Is 44,6):

Appena lo vidi, caddi ai suoi piedi come morto. Ma egli, posando su di me la sua destra, disse: "Non temere! Io sono il Primo e l'Ultimo, e il Vivente. (Ap 1, 17-18)

All'angelo della Chiesa che è a Smirne scrivi:
"Così parla il Primo e l'Ultimo, che era morto ed è tornato alla vita.
(Ap 2,8)

Gesù attribuisce a sé il nome divino (Io Sono; vedere Is 43,10):

Vi ho detto che morirete nei vostri peccati; se infatti non credete che Io Sono, morirete nei vostri peccati". Gli dissero allora: "Tu, chi sei?". Gesù disse loro: "Proprio ciò che io vi dico. (Gv 8,24-25)

Appena disse "Sono io" (letteralmente: Io Sono), indietreggiarono e caddero a terra. (Gv 18,6)

Gesù si fa Dio come il Padre, tanto che i Giudei lo vogliono lapidare e condannare per bestemmia:

Gli risposero i Giudei: "Non ti lapidiamo per un'opera buona, ma per una bestemmia: perché tu, che sei uomo, ti fai Dio". Disse loro Gesù: "Non è forse scritto nella vostra Legge: Io ho detto: voi siete dèi? Ora, se essa ha chiamato dèi coloro ai quali fu rivolta la parola di Dio - e la Scrittura non può essere annullata -, a colui che il Padre ha consacrato e mandato nel mondo voi dite: "Tu bestemmi", perché ho detto: "Sono Figlio di Dio"? Se non compio le opere del Padre mio, non credetemi; ma se le compio, anche se non credete a me, credete alle opere, perché sappiate e conosciate che il Padre è in me, e io nel Padre". Allora cercarono nuovamente di catturarlo, ma egli sfuggì dalle loro mani. (Gv 10,33-39)

Gli risposero i Giudei: "Noi abbiamo una legge e secondo questa legge deve morire, perché si è fatto Figlio di Dio". (Gv 19,7)

Gesù possiede la gloria del Padre, quindi anche la divinità:

Perché il Figlio dell'uomo sta per venire nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli, e allora renderà a ciascuno secondo le sue azioni. (Mt 16,27)

E ora, Padre, glorificami davanti a te, con quella gloria che avevo presso di te prima che il mondo fosse. […] Tutte le cose mie sono tue e tutte le cose tue sono mie, e io sono glorificato in loro. (Gv 17,5)

E Dio, che disse: "Rifulga la luce dalle tenebre", rifulse nei nostri cuori, per far risplendere la conoscenza della gloria di Dio sul volto di Cristo. (2Cor 4,6)

Solo chi invoca il nome del Signore sarà salvato:

Non sono forse io, il Signore?
Fuori di me non c'è altro dio;
un dio giusto e salvatore
non c'è all'infuori di me.
Volgetevi a me e sarete salvi,
voi tutti confini della terra,
perché io sono Dio, non ce n'è altri.
(Is 45, 21-22)

Chiunque invocherà il nome del Signore, sarà salvato, poiché sul monte Sion e in Gerusalemme vi sarà la salvezza, come ha detto il Signore, anche per i superstiti che il Signore avrà chiamato. (Gl 3,5)

E avverrà:
chiunque invocherà il nome del Signore [Gesù] sarà salvato. (At 2,21)

Perché se con la tua bocca proclamerai: "Gesù è il Signore!", e con il tuo cuore crederai che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvo. Con il cuore infatti si crede per ottenere la giustizia, e con la bocca si fa la professione di fede per avere la salvezza. Dice infatti la Scrittura: Chiunque crede in lui non sarà deluso. Poiché non c'è distinzione fra Giudeo e Greco, dato che lui stesso è il Signore di tutti, ricco verso tutti quelli che lo invocano. Infatti: Chiunque invocherà il nome del Signore sarà salvato. (Rm 10, 9 13)

Nel Salmo 23,1 si dice che:

Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla.

Gesù dice:

Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria vita per le pecore.

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Mi sembra che si debbano ricondurre gli uomini alla speranza di trovare la verità. (Sant'Agostino, Lettere, 1,1)
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Re: Rifermenti Biblici delle Dottrine Cattoliche.

Messaggioda Citocromo » lun mag 28, 2012 7:35 pm

Abbiamo visto che Dio è l'unico Salvatore. Anche Gesù è chiamato Salvatore:

nell'attesa della beata speranza e della manifestazione della gloria del nostro grande Dio e salvatore Gesù Cristo. (Tt 2,13)

Gesù Cristo si definisce Signore del Sabato:

Perché il Figlio dell'uomo è signore del sabato". (Mt 12,8)

E dichiara di essere Figlio di Dio, ossia Dio come il Padre, e perciò subirà le conseguenze che abbiamo già visto:

Ma Gesù disse loro: "Il Padre mio agisce anche ora e anch'io agisco". 18Per questo i Giudei cercavano ancor più di ucciderlo, perché non soltanto violava il sabato, ma chiamava Dio suo Padre, facendosi uguale a Dio. (5,17-18)

Rispose loro Gesù: "In verità, in verità io vi dico: prima che Abramo fosse, Io Sono". Allora raccolsero delle pietre per gettarle contro di lui; ma Gesù si nascose e uscì dal tempio. (Gv 8,58-59)

L'autore della Lettera agli Ebrei (1,1-13) fa alcune affermazioni significative:

Dio, che molte volte e in diversi modi nei tempi antichi aveva parlato ai padri per mezzo dei profeti, ultimamente, in questi giorni, ha parlato a noi per mezzo del Figlio, che ha stabilito erede di tutte le cose e mediante il quale ha fatto anche il mondo.

L'autore usa due metafore del pensiero alessandrino sulla sapienza e sul lògos, usate nella Scrittura:

È effluvio della potenza di Dio,
emanazione genuina della gloria dell'Onnipotente;
per questo nulla di contaminato penetra in essa.
È riflesso della luce perenne,
uno specchio senza macchia dell'attività di Dio
e immagine della sua bontà.
(Sap 7,25-26)

Infatti, scrive che il Figlio è irradiazione (apaugasma) della gloria del Padre, ossia il riflesso della gloria del Padre. L'immagine è straordinaria perchè richiama il raggio che nasce da una sorgente di luce dalla quale si distingue, ma da cui non si distacca: non risuona il "Luce da Luce" del Credo? Inoltre, è impronta (charkter) della sua sostanza (hypostaseos), ossia la copia esatta di un sigillo, il calco perfetto del Padre (cfr. Gv 14,9), col quale si identifica e dal quale si distingue:

Egli è irradiazione della sua gloria e impronta della sua sostanza, e tutto sostiene con la sua parola potente.

Gesù, quindi, non è un angelo:

Dopo aver compiuto la purificazione dei peccati, sedette alla destra della maestà nell'alto dei cieli, divenuto tanto superiore agli angeli quanto più eccellente del loro è il nome che ha ereditato.
Infatti, a quale degli angeli Dio ha mai detto:
Tu sei mio figlio, oggi ti ho generato?


Gesù è il Figlio di Dio, generato dal Padre, l'unigenito (monoghenes), l'unico*:

E ancora:
Io sarò per lui padre
ed egli sarà per me figlio?


E venne una voce dal cielo: "Tu sei il Figlio mio, l'amato: in te ho posto il mio compiacimento". (Mc 1,11)

Venne una nube che li coprì con la sua ombra e dalla nube uscì una voce: "Questi è il Figlio mio, l'amato: ascoltatelo!". (Mc 9,7)

A lui spetta l'adorazione in quanto Dio come il Padre:

Quando invece introduce il primogenito nel mondo, dice:
Lo adorino tutti gli angeli di Dio.


Continua la contrapposizione con gli angeli:

Mentre degli angeli dice:
Egli fa i suoi angeli simili al vento,
e i suoi ministri come fiamma di fuoco,
al Figlio invece dice:
Il tuo trono, Dio, sta nei secoli dei secoli
;
e:
Lo scettro del tuo regno è scettro di equità;
hai amato la giustizia e odiato l'iniquità,
perciò Dio, il tuo Dio, ti ha consacrato
con olio di esultanza, a preferenza dei tuoi compagni.
E ancora:
In principio tu, Signore, hai fondato la terra
e i cieli sono opera delle tue mani.
Essi periranno, ma tu rimani;
tutti si logoreranno come un vestito.
Come un mantello li avvolgerai,
come un vestito anch'essisaranno cambiati;
ma tu rimani lo stesso e i tuoi anni non avranno fine.
E a quale degli angeli poi ha mai detto:
Siedi alla mia destra,
finché io non abbia messo i tuoi nemici a sgabello dei tuoi piedi?


Solo Dio può rimettere i peccati e Gesù lo fa:

Gesù, vedendo la loro fede, disse al paralitico: "Figlio, ti sono perdonati i peccati". Erano seduti là alcuni scribi e pensavano in cuor loro: "Perché costui parla così? Bestemmia! Chi può perdonare i peccati, se non Dio solo?". E subito Gesù, conoscendo nel suo spirito che così pensavano tra sé, disse loro: "Perché pensate queste cose nel vostro cuore? Che cosa è più facile: dire al paralitico "Ti sono perdonati i peccati", oppure dire "Àlzati, prendi la tua barella e cammina"? Ora, perché sappiate che il Figlio dell'uomo ha il potere di perdonare i peccati sulla terra, dico a te - disse al paralitico -: àlzati, prendi la tua barella e va' a casa tua". (Mc 2,5-11)

Concludiamo con una bella immagine della Santissima Trinità, tratta dall'Apocalisse:

E mi mostrò poi un fiume d'acqua viva [Gv 7,39], limpido come cristallo, che scaturiva dal trono di Dio e dell'Agnello. (Ap 22,1)

____________________________________
* I battezzati sono resi in Cristo figli adottivi:
"E voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma avete ricevuto lo Spirito che rende figli adottivi, per mezzo del quale gridiamo: "Abbà! Padre!"." (Rm 8,15)
"predestinandoci a essere per lui figli adottivi mediante Gesù Cristo" (Ef 1,5)
"Ma quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio, nato da donna, nato sotto la Legge, 5per riscattare quelli che erano sotto la Legge, perché ricevessimo l'adozione a figli." (Gal 4,4-5)
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Re: Rifermenti Biblici delle Dottrine Cattoliche.

Messaggioda Citocromo » mar mag 29, 2012 11:31 am

Vediamo ora altri riferimenti importanti, che possono essere utili.
Il Padre è più grande di tutti, anche del Figlio, perchè è la fonte dell'essere, della vita e dell'agire del Figlio e delle creature:

Gesù riprese a parlare e disse loro: "In verità, in verità io vi dico: il Figlio da se stesso non può fare nulla, se non ciò che vede fare dal Padre; quello che egli fa, anche il Figlio lo fa allo stesso modo. (Gv 5,19)

Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti e nessuno può strapparle dalla mano del Padre. Io e il Padre siamo una cosa sola". (Gv 10,29-30)

Avete udito che vi ho detto: "Vado e tornerò da voi". Se mi amaste, vi rallegrereste che io vado al Padre, perché il Padre è più grande di me. (Gv 14,28)

Il Padre è Dio per il Figlio nella sua natura umana e per tutti gli uomini. I discepoli sono fratelli di Gesù, perciò Dio è Padre di tutti coloro che credono in Cristo:

Gesù le disse: "Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va' dai miei fratelli e di' loro: "Salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro"". (Gv 20,17)

Il Figlio di Dio è generato dal Padre, non creato. Sulla base dell’analogia umana è chiaro che un figlio non si crea dal nulla, ma si genera traendolo da sé, donandogli la propria natura:

Stillate, cieli, dall'alto
e le nubi facciano piovere la giustizia;
si apra la terra e produca la salvezza
e germogli insieme la giustizia.
Io, il Signore, ho creato tutto questo
(κτίσας).".
Guai a chi contende con chi lo ha plasmato,
un vaso fra altri vasi d'argilla.
Dirà forse la creta al vasaio: "Che cosa fai
(Τί ποιεῖς)?"
oppure: "La tua opera non ha manici"?
Guai a chi dice a un padre: "Che cosa generi
(Τί γεννήσεις)?"
o a una donna: "Che cosa partorisci?".
Così dice il Signore,
il Santo d'Israele, che lo ha plasmato:
"Volete interrogarmi sul futuro dei miei figli
e darmi ordini sul lavoro delle mie mani?
[...]
Poiché così dice il Signore,
che ha creato i cieli,
egli, il Dio che ha plasmato
e fatto la terra e l'ha resa stabile,
non l'ha creata vuota,
ma l'ha plasmata perché fosse abitata:
"Io sono il Signore, non ce n'è altri.
(Is 45,8,11.18)

Abramo generò (ἐγέννησεν) Isacco ... (Mt 1,2 e ss.)

Gli disse Nicodèmo: "Come può nascere (γεννηθῆναι) un uomo quando è vecchio? Può forse entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e rinascere (γεννηθῆναι)?".(Gv 3,4)

La donna, quando partorisce, è nel dolore, perché è venuta la sua ora; ma, quando ha dato alla luce (γεννήσῃ) il bambino, non si ricorda più della sofferenza, per la gioia che è venuto al mondo (ἐγεννήθη) un uomo. (Gv 16,21)

Il Figlio è μονογενής, cioè unico generato (μονογενοῦς παρὰ πατρός) dal Padre, quindi Dio come il Padre, in quanto ha la medesima natura divina:

E il Verbo si fece carne
e venne ad abitare in mezzo a noi;
e noi abbiamo contemplato la sua gloria,
gloria come del Figlio unigenito
che viene dal Padre
(μονογενοῦς παρὰ πατρός),
pieno di grazia e di verità.
(Gv 1,14)

Dio, nessuno lo ha mai visto:
il Figlio unigenito, che è Dio
(μονογενής θεὸς)
ed è nel seno del Padre,
è lui che lo ha rivelato.
(Gv 1,18)

Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito (μονογενῆ), perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell'unigenito Figlio di Dio (μονογενοῦς). (Gv 3,16-18)

Solo il Signore è Dio:

A tal vista, tutto il popolo cadde con la faccia a terra e disse: "Il Signore è Dio! Il Signore è Dio!". (1Re 18,39)

Nella sua professione di fede Tommaso riconosce in Gesù il suo Signore e Dio:

Gli rispose Tommaso: "Mio Signore e mio Dio!". (Gv 20,28)

Il Figlio è "primogenito" non nel senso di prima e più importante delle creature, ma per l'anteriorità e la superiorità di Cristo-Mediatore su tutto il creato ("Egli è prima di tutte le cose"). Infatti, tutto, incluse le potenze del cosmo, è stato creato in lui, per mezzo di lui e verso di lui. La preminenza del Figlio di Dio viene rimarcata da Paolo per reagire alle dottrine pagane, secondo cui le potenze cosmiche avrebbero in mano il destino degli uomini. Perciò, l'apostolo sottolinea la preesistenza e la superiorità del Cristo sul creato, superiorità in quanto Figlio di Dio, generato da lui, nel quale abita tutta la pienezza della divinità:

Egli è immagine del Dio invisibile,
primogenito di tutta la creazione
(πρωτότοκος πάσης κτίσεως),
perché in lui furono create tutte le cose
nei cieli e sulla terra,
quelle visibili e quelle invisibili:
Troni, Dominazioni,
Principati e Potenze.
Tutte le cose sono state create
per mezzo di lui e in vista di lui.
Egli è prima di tutte le cose
e tutte in lui sussistono.

Egli è anche il capo del corpo, della Chiesa.
Egli è principio,
primogenito di quelli che risorgono dai morti,
perché sia lui ad avere il primato su tutte le cose.
È piaciuto infatti a Dio
che abiti in lui tutta la pienezza
e che per mezzo di lui e in vista di lui
siano riconciliate tutte le cose,
avendo pacificato con il sangue della sua croce
sia le cose che stanno sulla terra,
sia quelle che stanno nei cieli.
(Col 1, 15-20)

È in lui che abita corporalmente tutta la pienezza della divinità (Col 2,9; leggere tutto il cap. 2)

Il Figlio non è la prima creatura o prima creazione di Dio, ma la causa (ἡ ἀρχὴ) che è all’origine della creazione:

All'angelo della Chiesa che è a Laodicèa scrivi:
"Così parla l'Amen, il Testimone degno di fede e veritiero, il Principio della creazione di Dio
(ἡ ἀρχὴ τῆς κτίσεως). (Ap 3,14)

Gesu può essere pregato:

Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome, io la farò. (Gv 14,14)

Ma egli, pieno di Spirito Santo, fissando il cielo, vide la gloria di Dio e Gesù che stava alla destra di Dio e disse: "Ecco, contemplo i cieli aperti e il Figlio dell'uomo che sta alla destra di Dio". Allora, gridando a gran voce, si turarono gli orecchi e si scagliarono tutti insieme contro di lui, lo trascinarono fuori della città e si misero a lapidarlo. E i testimoni deposero i loro mantelli ai piedi di un giovane, chiamato Saulo. E lapidavano Stefano, che pregava e diceva: "Signore Gesù, accogli il mio spirito". Poi piegò le ginocchia e gridò a gran voce: "Signore, non imputare loro questo peccato". Detto questo, morì. (At 7,55-60)

Per questo, affinché io non monti in superbia, è stata data alla mia carne una spina, un inviato di Satana per percuotermi, perché io non monti in superbia. A causa di questo per tre volte ho pregato il Signore che l'allontanasse da me. Ed egli mi ha detto: "Ti basta la mia grazia; la forza infatti si manifesta pienamente nella debolezza". Mi vanterò quindi ben volentieri delle mie debolezze, perché dimori in me la potenza di Cristo. Perciò mi compiaccio nelle mie debolezze, negli oltraggi, nelle difficoltà, nelle persecuzioni, nelle angosce sofferte per Cristo: infatti quando sono debole, è allora che sono forte.(2Cor 12,7b-10 )

insieme a tutti quelli che in ogni luogo invocano il nome del Signore nostro Gesù Cristo, Signore nostro e loro(1Cor 1,2)

Poiché non c'è distinzione fra Giudeo e Greco, dato che lui stesso è il Signore di tutti, ricco verso tutti quelli che lo invocano. (Rm 10,12)

La Risurrezione di Cristo è dovuta al Padre e al Figlio (ma anche allo Spirito Santo):

Gesù di Nàzaret - uomo accreditato da Dio presso di voi per mezzo di miracoli, prodigi e segni, che Dio stesso fece tra voi per opera sua, come voi sapete bene -, consegnato a voi secondo il prestabilito disegno e la prescienza di Dio, voi, per mano di pagani, l'avete crocifisso e l'avete ucciso. Ora Dio lo ha risuscitato, liberandolo dai dolori della morte, perché non era possibile che questa lo tenesse in suo potere. (At 2,22-24)

e che riguarda il Figlio suo, nato dal seme di Davide secondo la carne, costituito Figlio di Dio con potenza, secondo lo Spirito di santità, in virtù della risurrezione dei morti, Gesù Cristo nostro Signore (Rm 1,3-4)

Per mezzo del battesimo dunque siamo stati sepolti insieme a lui nella morte affinché, come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre, così anche noi possiamo camminare in una vita nuova. (Rm 6,4)

Egli la manifestò in Cristo,
quando lo risuscitò dai morti
e lo fece sedere alla sua destra nei cieli,
al di sopra di ogni Principato e Potenza,
al di sopra di ogni Forza e Dominazione
e di ogni nome che viene nominato
non solo nel tempo presente ma anche in quello futuro.
(Ef 1,20-21)

lo derideranno, gli sputeranno addosso, lo flagelleranno e lo uccideranno, e dopo tre giorni risorgerà". (Mc 10,34)

Rispose loro Gesù: "Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere". Gli dissero allora i Giudei: "Questo tempio è stato costruito in quarantasei anni e tu in tre giorni lo farai risorgere?". Ma egli parlava del tempio del suo corpo. Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo, e credettero alla Scrittura e alla parola detta da Gesù. (Gv 2,19-22)

Per questo il Padre mi ama: perché io do la mia vita, per poi riprenderla di nuovo. Nessuno me la toglie: io la do da me stesso. Ho il potere di darla e il potere di riprenderla di nuovo. Questo è il comando che ho ricevuto dal Padre mio". (Gv 10,17-18)

"Lo abbiamo udito mentre diceva: "Io distruggerò questo tempio, fatto da mani d'uomo, e in tre giorni ne costruirò un altro, non fatto da mani d'uomo"". (Mc 14,58)
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Re: Rifermenti Biblici delle Dottrine Cattoliche.

Messaggioda Trianello » ven giu 01, 2012 3:38 pm

Un grazie al caro Citocromo per il suo preziosissimo contributo in questa discussione. Dal canto mio, procederò con il filo del mio discorso (anche a costo di dover ripetere anche alcune delle cose già prese in esame proprio da Citocromo), il quale si fonda, come già detto altrove, su un citazionario essenziale, senza grossi fronzoli esegetici, in quanto ho voluto rimanere sullo stesso livello (terra terra) di quei fondamentalisti biblici che, in nome di una lettura spesso estremamente spiccola della Scrittura, vorrebbero liquidare la Chiesa come un'istutuzione vecchia ed inutile, se non addirittura, come la additano alcuni, di origine satanica.
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