Apologetica

Pensieri vari, spunti, suggerimenti, approfondimenti... tutti in tema di MRA.

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Apologetica

Messaggioda Trianello » sab dic 15, 2007 6:44 pm

Il compito dei Grissini è fondamentalmente quello di analizzare le pubblicazioni ufficiali dei Movimenti Religiosi Alternativi, onde evidenziarne le contraddizioni, i limiti e, quando ci sono (e spesso ci sono), gli inganni.
Può capitare, però, che durante il confronto con un esponente di un qualche MRA questi sollevi delle questioni relative alla storia e alle dottrine della Chiesa. Ora, siccome tutti noi, come Cristiani, siamo chiamati a rendere sempre ragione della speranza che è in noi, ho deciso di aprire questo Topic al fine di elencare una serie di testi che possono essere di un qualche ausilio al fine di meglio ottemperare a questo nostro dovere.
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Messaggioda Trianello » sab dic 15, 2007 6:51 pm

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Titolo Piccolo manuale di apologetica
Prezzo € 11,50
Dati 2004, 179 p., brossura
Curatore Cammilleri R.
Editore Piemme


Descrizione

L'apologetica disciplina che si riteneva morta fino a poco tempo fa - è stata di recente rilanciata su importanti periodici e quotidiani per merito di editorialisti di spicco come Vittorio Messori. Essa non è altro che una piana esposizione delle ragioni per credere nel cristianesimo cattolico.
Non di rado, infatti, i credenti si trovano di fronte a obiezioni di carattere storico sui supposti 'scheletri nell'armadio' del cattolicesimo. L'apologetica si occupa di spiegare e dipanare nodi, di raccontare i fatti come sono andati in realtà, mostrando come essi siano spesso ben più favorevoli alla Chiesa di Roma di quanto non credano i suoi stessi fedeli.
Le obiezioni più ricorrenti e i temi più spinosi in materia di storia del cattolicesimo - dalle Crociate all'Inquisizione, dalla condanna di Galileo al Sillabo e alla bioetica - vengono scandagliati, mostrando come in molti casi siano state mosse alla Chiesa false accuse di violenza, anacronismo e rifiuto della modernità.

Indice:

Introduzione (di Rino Cammilleri);
Il Sillabo (di Rino Cammilleri);
L'Inquisizione (di Vincenzo Sansonetti);
Risorgimento e cattolicesimo (di Angela Pellicciari);
Le crociate (di Alessandro Massobrio);
Il caso Galileo (di Matteo D'Amico);
Giordano Bruno (di Matteo D'Amico);
La "Vandea Italiana", ovvero l'insorgenza controrivoluzionaria (di Massimo Viglione);
Dio esiste? (di Maurizio Schoepflin);
Dio è cattolico? (di Andrea Menegotto);
Chiesa & sesso (di Giacomo Samek Lodovici);
Gesù ha avuto figli? (di Massimo Introvigne);
L'embrione è un uomo? (di Mario Palmaro);
Indice dei nomi di persona;
Indice dei nomi di luogo.
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Messaggioda Trianello » sab dic 15, 2007 6:54 pm

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Titolo Piccolo manuale di apologetica. Vol. 2
Prezzo € 12,50
Dati 2006, 203 p., brossura
Curatore Cammilleri R.
Editore Piemme


Descrizione:

Dalla penna di uno degli scrittori cattolici più autorevoli nel panorama contemporaneo, le risposte alle obiezioni e agli attacchi che più spesso colpiscono la storia e la fede della Chiesa. L'apologetica - disciplina di recente rilanciata per merito di editorialisti di spicco come Vittorio Messori - si occupa di rispondere alle obiezioni mosse contro la fede e la Chiesa cattolica, mostrando come la realtà sia spesso ben più favorevole alla Chiesa di Roma di quanto non credano i suoi stessi fedeli. Vengono qui scandagliati i temi più spinosi in materia di storia del cattolicesimo - da Papa Borgia alla Controriforma, dall'eutanasia all'omosessualità, dal caso-Sindone ai Templari e alla Vandea - mostrando come in molti casi siano state mosse alla Chiesa false accuse di violenza, anacronismo e rifiuto della modernità.


Indice:

Introduzione (di Rino Cammilleri);
Bonifacio VIII, un Papa diffamato (di Alberto Azzimonti);
La "leggenda nera" di papa Borgia (di Lorenzo Pingiotti);
Il capitalismo è anticristiano? (di Ettore Gotti Tedeschi);
La "leggenda nera" della Controriforma (di Alessandro Massobrio);
Il cristiano è un represso? (di Giacomo Samek Lodovici);
E l'eutanasia? (di Mario Palmaro);
Francesco d'Assisi: qual è quello vero? (di Guido Vignelli);
Le "reducciones" gesuitiche del Paraguay: oppressione clericale sui nativi? (di Rino Cammilleri);
La Chiesa condanna gli omosessuali? (di Roberto Marchesini);
Preghiera cristiana e tecniche meditative di derivazione orientale sono conciliabili? (di Andrea Menegotto);
La Sindone è una reliquia o solo un'immagine? (di Emanuela Marinelli);
I "Conquistadores" (di Angela Pellicciari);
I 'misteri' dei Templari (di Mario Arturo Iannaccone);
La Vandea (di Luciano Garibaldi).
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Messaggioda Trianello » sab dic 15, 2007 6:59 pm

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Titolo Il tascabile dell'apologetica cristiana
Autore Kreeft Peter; Tacelli Ronald K.
Prezzo € 11,00
Dati 2006, 184 p., brossura
Traduttore Delnevo C.
Editore Ares


Descrizione:

L’«apologetica cristiana» è la «difesa delle buone ragioni della fede». Essa si muove nel rispetto della rivelazione di Dio sul senso della vita umana e del grande disegno della creazione, riconoscendo il primato della fede a seguito di un percorso logico e raziocinante fondato nei lumi dell’intelletto. L’esigenza di un’apologetica oggi si alimenta nella necessità di una risposta trascendente alle istanze meramente orizzontali del razionalismo ateo, figlio diretto dell’Illuminismo, con e dopo il quale – come bene spiega il teologo Piero Cantoni nel suo invito alla lettura – si è voluto dapprima emancipare la ragione dalla fede per poi ergerla a sua implacabile accusatrice. Questo libro, scritto da due auotri cattolici di origine statunitense, organizza una valida difesa secondo il metodo indicato. In stile asciutto e con linguaggio chiaro, procedendo per domande, obiezioni e risposte sempre sintetiche, si affrontano gli argomenti fondamentali della rivelazione quali l’esistenza e la natura di Dio; il perché e il come della creazione e dell’evoluzione; il problema del Male e della vita dopo la morte; la storicità di Gesù e della Bibbia, in un contesto che affronta la questione della divinità e della risurrezione di Cristo, che è la radice stessa della fede..
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Messaggioda Trianello » sab dic 15, 2007 7:03 pm

Titolo: Catechismo per i non credenti
Autore: Sertillanges Antonin-Gilbert
Prezzo: 28,00 Euro (sic)
Dati: 2007, 403 p., brossura
Editore: ESD-Edizioni Studio Domenicano

Descrizione:
la ragionevolezza della fede cristiana
Questo singolare Catechismo è un dialogo serrato e appassionante tra un credente e un non credente circa i fondamenti razionali e storici della fede cristiana.
Anche i problemi più ardui sono affrontati apertamente con grande chiarezza e in modo schietto, senza eluderli.
Ecco i temi principali: l´esistenza di Dio; la provvidenza; il mistero della Trinità e della creazione, del peccato; originale e dell´incarnazione, della salvezza e della grazia; la Chiesa; i sacramenti; la morte e l´immortalità; il giudizio; l´inferno, il purgatorio e il paradiso.
Il testo è preceduto da una dettagliata presentazione di Augustin Laffay OP, frate domenicano specializzato in storia, sulla vita e l´attività apostolica di Sertillanges.

L'autore:
Antonin-Gilbert Dalmace Sertillanges (1863-1948), frate e sacerdote domenicano, insegnò per anni filosofia teoretica e teologia a Parigi. Fu un uomo di cultura, preoccupato di evangelizzare le intelligenze senza trascurare l´affettività.
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Messaggioda Trianello » sab dic 15, 2007 7:07 pm

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Titolo La vera storia dell'Inquisizione
Autore Cammilleri Rino
Prezzo € 6,90
Dati 2006, 158 p., brossura
Editore Piemme


Descrizione:

Istituita all'inizio del Trecento, l'Inquisizione, pur avendo dominato gli stati cattolici per quasi cinque secoli, rappresenta una delle pagine meno conosciute della storia d'Europa. Dall'analisi di numerosi documenti emerge ora il profilo di un'istituzione dai metodi severi e ben distante dall'iconografia attribuitagli per lungo tempo. Vengono analizzati i processi inquisitori e l'operato dei tribunali, con particolare attenzione alle figure dei protagonisti, da Dolcino a Giordano Bruno, da Torquemada a Michele Serveto, fino a quelli minori, nell'intento di superare i luoghi comuni e i pregiudizi che da sempre gravano sull'Inquisizione e di arrivare alla verità su una delle questioni più dibattute della storia della Chiesa.
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Messaggioda Trianello » sab dic 15, 2007 7:10 pm

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Titolo La vittoria della ragione. Come il cristianesimo ha prodotto libertà, progresso e ricchezza
Autore Stark Rodney
Prezzo € 24,00
Dati 2006, 376 p., brossura
Traduttore Tonoli G.
Editore Lindau


Descrizione:

Molto è stato scritto sui motivi per i quali, a partire dal Medioevo, l'Occidente ha sopravanzato il resto del mondo. Le spiegazioni più comuni hanno riguardato la felice configurazione geografica, l'espansione dei commerci, il progresso della tecnologia. Ma è stato completamente trascurato un fatto: nessuno sviluppo sarebbe stato possibile senza una profonda fiducia nella ragione, che affonda le proprie radici nella religione cristiana. In questo testo Rodney Stark propone la sua teoria: le più significative innovazioni intellettuali, politiche, scientifiche ed economiche introdotte nello scorso millennio sono riconducibili al cristianesimo e alle istituzioni a esso collegate. Secondo Stark, non sono state la contrapposizione tra la società laica e quella religiosa, né la competizione tra scienza e fede a farci progredire. Al contrario, è alla teologia cristiana che bisogna attribuire la vera origine della ragione. Mentre infatti le altre grandi religioni hanno posto l'accento sul mistero, sull'obbedienza e sulla meditazione, il cristianesimo ha abbracciato la logica e il pensiero deduttivo aprendo la strada alla libertà e al progresso.


Scheda del volume:


“La vittoria della Ragione” non è un ritardatario slogan di qualche nostalgico della rivoluzione francese ma il titolo dell’ultimo saggio, tradotto e pubblicato recentemente in italiano, di Rodney Stark, oggi professore di Scienze Sociali alla Baylor University di Waco, in Texas, dopo una lunga carriera che lo ha portato a presiedere la prestigiosa Society for the Scientific Study of Religion (Società per lo Studio Scientifico della Religione) e a essere considerato uno dei maggiori sociologi delle religioni viventi.
In The Victory of Reason, terzo volume di una trilogia dedicata alla «sociologia dei monoteismi», sostiene da una parte che il cattolicesimo è alle origini non solo del capitalismo, ma anche della scienza e della nozione di libertà personale, e dall’altra che semmai il protestantesimo ha danneggiato l’economia moderna nascente e ne ha ritardato il progresso.
In una recensione apparsa nel 2005 sul New York Times (15-dec-05) per la versione americana, si sottolineava come in realtà il capitalismo, ad esempio, si sia sviluppato nel Medio Evo e le più importanti innovazioni erano frutto di uomini di Fede.
“Il successo dell’Occidente, nascita della scienza compresa, riposa interamente su fondamenta religiose, e le persone che sono alle sue origini erano devoti cristiani” sostiene Stark nel suo saggio. Anche chi riconosce qualche merito al protestantesimo resta comunque vittima – scrive il sociologo americano (che non è cattolico) – di un «anti-cattolicesimo accademico», che – nonostante le smentite degli studi universitari più seri – non accenna purtroppo a diminuire.
Stark parte dal presupposto che il Dio cristiano ha creato un mondo secondo ragione, e di conseguenza anche le sue leggi sono ragionevoli, anche se non tutte possono essere comprese dall’uomo immediatamente, e cita, tra i molti testi cristiani dei primi secoli, un brano di Tertulliano (160-220): «La ragione è cosa di Dio, in quanto nulla esiste che Dio, il Creatore di tutto, non abbia pensato, disposto e ordinato secondo ragione – nulla che Egli non abbia voluto che potesse un giorno essere compreso dalla ragione».
Secondo Stark quindi non vi è nessuna contrapposizione tra la società religiosa e il progresso, sia esso economico o scientifico, sociale o tecnologico, ma anzi la vera vittoria della Ragione in buona sostanza arriva insieme con la vittoria della Fede, come mette bene in chiaro la recensione apparsa sul Corriere della Sera dell’11 febbraio ’07.
Ed è anche evidente quale assonanza vi sia tra la tesi di Stark e quanto si sono sforzati di mettere in luce sia al compianto Giovanni Paolo II sia all’attuale papa Benedetto XVI. Cioè l’assoluta armonia e dipendenza tra Ragione e Fede.
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Messaggioda Trianello » gio dic 27, 2007 3:45 pm

Jean-Baptiste Guiraud

ELOGIO DELL’INQUISIZIONE

a cura di Rino Cammilleri

Scaricabile gratuitamente qui:

http://www.esserecattolici.com/Testi/El ... izione.pdf
Ultima modifica di Trianello il sab dic 29, 2007 11:34 am, modificato 1 volta in totale.
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Messaggioda Trianello » gio dic 27, 2007 3:46 pm

NB

Ora il link funziona.
Ultima modifica di Trianello il sab dic 29, 2007 11:34 am, modificato 1 volta in totale.
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Messaggioda Trianello » ven dic 28, 2007 6:02 pm

Questo è l'invito alla lettura scritto per questo testo da Vittorio Messori.


Jean-Baptiste Guiraud nasce nel 1866 nel dipartimento francese dell’Aude, corrispondente a parte della storica Linguadoca, con capitale a Carcassonne. Tra i molti fratelli, Paul, docente di Storia Greca alta Sorbona, tuttora ben noto, per i suoi studi, agli specialisti dell’antichità classica. Dopo un buon curriculum di studi a Parigi, alla Ecole Normale Supérieure, Jean-Baptiste fu accolto fra le giovani promesse culturali della nazione celebre Ecole Française di Roma. Qui si dedicò, con intelligenza pari alla tenacia, allo studio del papato medioevale, penetrando per primo in archivi sino ad allora inaccessibili e dando alla luce ponderose opere di erudizione. Tornato in patria, dopo aver insegnato nelle scuole superiori, entrò all’Università di Besançon dove, ai primi del Novecento, ottenne la cattedra di Storia Medioevale. A quel punto, osserva un suo profilo biografico, "la carriera dell’ancor giovane docente sembrava già tutta tracciata: l’inevitabile cattedra alla Sorbona, l’elezione all’Institut, la cravate da commendatore della Legion d’Onore, il prestigio sociale, il benessere economico". Le cose invece andarono diversamente. Cattolico prima per tradizione familiare, ma poi per convinzione via via rafforzata anche dai suoi studi e dal soggiorno romano, temperamento ardente, pur sempre sorvegliato dall’esercizio di studi rigorosi, Guiraud intervenne a viso aperto contro la politica di persecuzione dei cattolici portata avanti dalla Terza Repubblica, la quale, dominata da potenti Gran Maestri massonici, espressione politica delle Logge pìù radicali, nell’anticlericalismo virulento cercava diversivi a scandali come quello di Dreyfus o ai tanti altri, finanziari e politici, che ne rendevano agitata e precaria l’esistenza.

Il già noto e promettente docente di Besançon non esito a mettersi a capo dli combattivi organismi del laicato cattolico, soprattutto per difendere la "scuola libera", quella delle congregazioni religiose, contro il monopolio statale che, manu militari, sopprimeva gli istituti confessionali. Giurard pose al servizio dell’opposizione cattolica non solo il suo talento di organizzatore, singolare per un intellettuale del suo livello, ma anche la sua preparazione scientifica, coordinando tra l’altro la redazione di manuali per i vari gradi scolastici che, sotto il titolo di Historie partiale, Histoire vraie, cercavano di ristabilire la verità gravemente travisata, a proposito della storia della Chiesa nei testi ufficiali imposti a tutti i giovani dal monopoIio statale della Repubblica.

Questa sua lotta gli costerà la carriera universitaria, già messa in pericolo dal taglio giudicato "intollerabilmente cattolico" delle opere, pur rigorosamente scientifiche, pubblicate nel frattempo sui temi di storia religiosa medioevale di cui era specialista.

Dopo vari ammonimenti e il congelamento sia di avanzamenti che di trasferimenti in sedi più prestigiose, nel 1913 lo stesso ministro dell’Educazione Nazionale gli indirizzava pubblicamente - cosa del tutto inconsueta, sino ad allora, in una Francia che si diceva "maestra di libertà" - una "disapprovazione ufficiale". Come non mancò di notare lo stesso Guirard, della cultura che della "leggenda nera" sull’Inquisizione cattolica aveva fatto un suo cavallo di battaglia, giungeva un provvedimento di censura delle idee e di repressione di atteggiamenti non in linea con i dogmi ufficiali. Poco dopo, si poneva in congedo dall’insegnamento universitario, e più tardi chiedeva (e naturalmente lo otteneva) la pensione anticipata. Un destino di persecuzione, il suo, che lo accomuna a molti altri, tra gli ultimi decenni dell’Ottocento e il primo Novecento. Si pensi, per fare un esempio italiano, a quel Francesco Faà di Bruno proclamato beato nel 1988 nel centenario della morte, cui l’Università di Torino negò sempre una cattedra, malgrado i meriti scientifici riconosciuti anche all’estero e le benemerenze di patriota: sua sola colpa, la fedeltà alla Chiesa.

Costretto a scendere dalla cattedra, Guirard continuò il suo impegno a servizio di una verità cui aderiva interamente nelle redazioni dei giornali; in effetti divenne redattore capo dell’allora battagliero quotidiano cattolico La Croix. Qui conserverà incarichi direttivi sino all’inizio della seconda guerra mondiale, nell’autunno del 1939. A 73 anni ritornerà completamente, ancora una volta con piglio giovanile, a quei suoi studi storici di livello accademico che peraltro non aveva affatto abbandonato nel periodo giornalistico. Accanto ad altre pubblicazioni, Guirard aveva portato avanti il lavoro, iniziato sin dalla giovinezza, negli archivi italiani per una monumentale Storia generale dell’Inquisizione nel Medioevo: uno studio a cui lo portava quasi naturalmente, fra l’altro, l’essere nato e vissuto nelle terre che avevano visto quel dramma cataro che è all’origine della reazione inquisitoriale. Erano apparsi due tomi, forse i meno significativi perché di inquadramento generale del problema, quando un bombardamento, nel 1940, distruggeva sia il materiale documentario accumulato sia. le stesure già avanzate delle altre parti, quelle decisive, della grande opera. A Guiraud restavano altri tredici anni, ma l’età ormai avanzata, l’occupazione tedesca, il caotico dopoguerra gli impedirono di ricostruire quel lavoro di decenni sepolto sotto le bombe.

Come ha scritto non molto tempo fa un prestigioso specialista, Yves Dossat, "ben pochi storici hanno avuto una così grande capacità di lavoro, ben pochi hanno dato una produzione così importante. Malgrado l’ovvio procedere degli studi, i lavori di Jean-Baptiste Guiraud conservano la loro importanza: è ben difficile studiare numerose questioni di storia religiosa medioevale senza consultare ancor oggi, e attentamente, le sue opere"; concludendo con la constatazione: "Ci ha lasciato un’opera storica di prim’ordine. Ma oltre a questi libri, ci ha lasciato un esempio di coraggio e di amore della verità". Guiraud fu tra l’altro fra i collaboratori di una delle opere più impegnative del contrastato ma - forse proprio per questo - vivissimo cattolicesimo francese dei primi decenni di questo secolo. Si tratta dei quattro volumi, più uno di indici, editi dal parigino Beauchesne sotto la direzione del grande teologo gesuita Ademaro D’Alès, del Dictionnaire apologétique de la foi catholique: quasi diecimila pagine che, in formato grande e in corpo piccolo, contengono una massa impressionante di notizie, presentate dai nomi migliori della cultura cattolica. Una miniera che, malgrado il tempo trascorso e il cambiamento di clima nella Chiesa, sembra ben lungi dall’essere esaurita. Lo testimonia tra l’altro il fatto che quei volumi, esauriti da gran tempo, sono attivamente ricercati sul mercato delle opere non più in commercio, e una qualche loro rara apparizione sui cataloghi specializzati si risolve in una sorta di gara fra studiosi privati e direttori di biblioteche per assicurarseli. Con un pizzico di malizia è stato più volte notato che molto del materiale di questo grande Dictionnaire sta dietro a non poche pubblicazioni cattoliche anche contemporanee, pur se i "saccheggiatori" non osano citare un’opera che il gusto comune oggi vorrebbe squalificare come "apologetica". Quello in effetti - e con onestà dichiarato esplicitamente già dal titolo - fu il taglio propostosi dai curatori, ma senza mai perdere di vista le ragioni della scienza e della verità. Così fece anche - e non poteva essere altrimenti, visto il pedigree di studioso - Jean-Baptiste Guiraud nelle voci da lui firmate, e in particolare in quella dal titolo Inquisition* tema su cui era già allora tra i massimi studiosi viventi. Da questa voce ricavò - pubblicandolo nel 1929 nella prestigiosa collezione La Vie Chrétienne - un volume dal titolo, ovviamente, L’Inquisition médiévale, che fu tradotta in molte lingue (da noi, nel 1933, dalle Edizioni del Corbaccio) e che ebbe un grande impatto soprattutto negli Stati Uniti, nella versione inglese. Si tratta di una sintesi che, assieme alle sue opere più ponderose, esplicitamente scientifiche, è tuttora citata anche nelle bibliografie divulgative e la cui funzione non è ancora esaurita, visto che l’ultima ristampa francese (presso Tallandier) è del 1978.

Non aveva invece mai avuto traduzione da noi la voce - pur famosa e molto usata, anche se talvolta in quel modo un po’ "occulto" che dicevamo - del Dictonnaire apologétique. Ora l’editore ha pensato (e giustamente, a nostro avviso) di mettere a disposizione un testo accessibile soltanto ai frequentatori di biblioteche specializzate, e che è stato invece pensato e scritto per il pubblico più largo, con intenzioni quasi da "pronto soccorso", da materiale di "primo impiego".

In effetti, forse ancor più che nel libro che ne trarrà alcuni anni più tardi, l’intenzione di Guiraud è qui divulgativa, informativa: una ricostruzione dei fatti - semplice quanto rigorosa - nel presupposto che per il cattolico non c’è altra "apologetica" possibile che testimoniare per la verità e sottoporre a verifica le idées reçues. Una chiarificazione, questa, particolarmente importante riguardo al nostro tema, che è tra i principali della "leggenda nera" anticattolica creata prima dalla polemica protestante e poi rilanciata e radicalizzata dall’illuminismo settecentesco, e via via da tutti gli anticlericalismi moderni sino a noi. Non a caso, riassumendo una situazione che perdura ormai da un paio di secoli, refrattaria a ogni tentativo di confutazione (anche se, Occorre riconoscere, negli ultimissimi tempi qualcosa sembra cambiare: anche qui un sano e fondato "revisionismo" conquista soprattutto i giovani studiosi), un libro recente l’argomento inizia così: "Santa Inquisizione ... Quando si pronunciano queste parole, un brivido di orrore corre lungo le schiene dei benpensanti: giudici incappucciati, fanatici e feroci, orride prigioni, atroci torture, roghi da cui s’innalzano le ultime grida disperate di vittime innocenti vengono evocati da questo nome esecrato. Quando lo sentono pronunciare in occasione di qualche discussione, i cattolici arrossiscono e tentano di cambiare discorso".

Ebbene, il proposito di Guiraud era netto e vigoroso: aiutare i cattolici non a "cambiare", ma ad "affrontare" il discorso.

Intendiamoci: c’è una certa, seppure comprensibile, forzatura nella scelta editoriale del titolo. Guiraud è uno storico vero, dunque sa come la vicenda umana - quella della Chiesa istituzionale e dei suoi uomini non esclusa - sia sempre, al contempo, in bianco e nero. Dunque, il suo non è tanto un rischioso "elogio dell’Inquisizione", ma un onesto quanto esplicito aiuto alla "comprensione": un capire "come andò davvero". E spesso non andò affatto come tanti raccontavano ai suoi tempi e raccontano ancora (magari, ed è la sconcertante novità di questo tempo ecclesiale, in qualche ambiente cattolico, e non dei più sprovveduti, afflitto da singolare masochismo che scambia il mitico "dialogo" per l’accettazione acritica di ogni accusa infamante alla Chiesa storica).

Secondo la partizione classica, come si sa, tre furono le Inquisizionì: quella medioevale, dal XII al XVI secolo, presente in tutti i paesi cristiani, a eccezione di Inghilterra, Irlanda e Scandinavia; quella spagnola, instaurata nel 1478 su richiesta dei reali Ferdinando e Isabella (e fu la più longeva, essendo stata abolita ufficialmente solo nel 1834); infine quella romana, istituita da Paolo III nel 1452, che, almeno formalmente, funzionò in Italia (eccetto la Sicilia) fino alla metà del Settecento.

In queste pagine Guiraud si occupa soltanto della prima Inquisizione, quella medioevale, che è poi quella che più ha solleticato l’ìmmaginario popolare e la fantasia del romanzo noir (come ha confermato, ancora una volta il fenomeno editoriale dell’echiano Il nome della rosa, dove un truculento protagonista è quel Bernardo Gui che nelle pagine che qui seguono puntualmente ritroviamo; e con i suoi panni veri, che mal corrispondono alla trasfigurazione letteraria).

Ciò che, soprattutto, importa mettere in chiaro è che, proponendo queste pagine, il curatore non ha voluto praticare una sorta di operazione di "recupero archeologico"; non ha inteso mettere a disposizione un testo che magari fu pregevole ma che è ora ormai inservibile, se non per rari storici dell’apologia cattolica. Naturalmente la ricerca è molto avanzata, ma la massa dei materiali "in più" di cui ora disponiamo, e che non erano accessibili a Guiraud, non sembrano avere tolto validità al suo modo di affrontare l’argomento. Di "dettagli" oggi è possibile aggiungerne a iosa, ma probabilmente non modificano in profondo il taglio dato qui, l’andamento generale, l’architettura di questa decisa quanto pacata replica "cattolica". Che poi cattolica non vuole essere e non è’ visto che i fatti messi in fila da queste pagine non hanno parte né colore: sono quelli che risultano dai documenti, hanno un’oggettività inconfutabile anche per gli storici di oggi. I quali, semmai, potrebbero aggiungere molti altri elementi a difesa più che a confutazione di Guiraud. Per scegliere un esempio fra mille, basti ricordare quanto osservava qualche tempo fa il medievista Adriano Prosperi in uno studio dal titolo significativo (L’Inquisizione: verso una nuova immagine?): fino a tempi recenti non sono mancati, cioè, gli studiosi che hanno inteso "la condanna al carcere perpetuo - condanna leggera, perché significava in genere un triennio di prigionia e non di più - come un imprigionamento a vita"

Insomma, chi voglia almeno cominciare a capire "che cosa, e perché, è successo" in quei secoli, troverà qui un punto di partenza che a noi (pur lettori attenti e grati, s’intende, alla bibliografia successiva) non sembra aver perso la sua validità. Un punto di partenza, tra l’altro, in un linguaggio chiaro, vigoroso, divulgativo ma fondato sempre sulla ricerca in biblioteca o in archivio. Un inizio onesto, dunque, e - nei limiti in cui dicevamo - ancora attuale; una salutare provocazione contro i luoghi comuni, per proseguire una ricerca per la quale sarà d’aiuto l’aggiornatissima e abbondante bibliografia data, alla fine del volume, da specialisti contemporanei.

La ricerca personale aggiungerà, ovviamente, molti altri tasselli; ma crediamo che sia possibile farlo entro l’intelaiatura generale dataci dal "vecchio" Guiraud, cattolico a visiera alzata, che pagò di persona per le sue convinzioni, eppure lontano - da quello storico vero che era - da ogni doppia verità, da ogni forzatura di apologeta fazioso. Un credente autentico ma anche uno studioso rispettato. Dunque, consapevole sempre che, come fu detto da Leone XIII nel 1884, all’apertura dell’Archivio Vaticano (detto "segreto" non tanto perché "inaccessibile" ma perché "privato", sino ad allora a servizio innanzitutto della Santa Sede) ai ricercatori di ogni credo o incredulità: "Né Dio, né la Chiesa, hanno bisogno delle nostre bugie; ciò che occorre non è che la verità, presupposto (parola di Vangelo) di ogni libertà".

* Dictionnaire apologétique de la foi catholique, contenant les preuves de la vérité de la réligion et les réponses aux oblections tirées des sciences humaines, diretto da A. D’Alès, ed. Beauchesne, Parigi, 1911-1931, voce Inquisition, t. II, pp. 823 ss.

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Messaggioda Trianello » sab gen 05, 2008 5:10 pm

Sempre sul tema dell'inquisizione:

L'INQUISIZIONE SOTTO INQUISIZIONE

di

Léo Moulin


http://www.grisroma.org/forum/viewtopic.php?t=259
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Messaggioda berescitte » mar gen 08, 2008 12:52 pm

Plaudo all'ottima iniziativa che si arricchirà lodevolmente con le indicazioni che venissero anche da altri.

Tuttavia direi che in seguito si dovrà fare una scelta e una cernita da inserire nel sito come suggerita e approvata dal GRIS comunitariamente.

Non dimentichiamo che il forum deve avere una valenza provvisoria e di libero confronto, dove da alcuni potrebbero essere segnalati anche libri che lo staff non ritenesse di dover raccomandare, anche se a qualcuno dovessero interessare.
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Messaggioda Trianello » sab gen 12, 2008 5:25 pm

Sempre sull'Inquisizione, ottimo è anche questo testo di due studiosi di chiara fama:

Immagine

Titolo La lunga storia dell'inquisizione. Luci e ombre della «leggenda nera»
Autore Cardini Franco; Montesano Marina
Prezzo € 13,00
Dati 2005, 184 p.
Editore Città Nuova

Descrizione:
Scene di tortura e roghi, caccia alle streghe e messa al bando di libri proibiti, tribunali spietati e ingiusti: è quanto ancora oggi l'Inquisizione evoca nell'immaginario collettivo e che va sotto il nome di leggenda nera. Ma fu proprio così? In realtà con questo termine si sono qualificate nel corso della storia differenti istituzioni a carattere giudiziario e repressivo, per cui sarebbe più corretto parlare di inquisizioni. Si tratta certamente di uno dei fenomeni storici più discussi e ancora oggi oggetto di interesse e curiosità da parte anche del grande pubblico. L'intento degli autori è di offrire ai non-specialisti le coordinate per meglio comprendere che cosa abbia rappresentato realmente tale fenomeno nelle sue molte sfaccettature.
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Re: Apologetica

Messaggioda Trianello » sab feb 02, 2008 10:26 am

Sull'apologetica, segnalo anche questa ottima rivista dedicata all'apologetica teologica:

Fides Catholica

http://www.mediatrice.net/modules.php?n ... e&artid=32
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Re:

Messaggioda Trianello » gio mar 27, 2008 12:01 am

Trianello ha scritto:Immagine

Titolo Il tascabile dell'apologetica cristiana
Autore Kreeft Peter; Tacelli Ronald K.
Prezzo € 11,00
Dati 2006, 184 p., brossura
Traduttore Delnevo C.
Editore Ares


Descrizione:

L’«apologetica cristiana» è la «difesa delle buone ragioni della fede». Essa si muove nel rispetto della rivelazione di Dio sul senso della vita umana e del grande disegno della creazione, riconoscendo il primato della fede a seguito di un percorso logico e raziocinante fondato nei lumi dell’intelletto. L’esigenza di un’apologetica oggi si alimenta nella necessità di una risposta trascendente alle istanze meramente orizzontali del razionalismo ateo, figlio diretto dell’Illuminismo, con e dopo il quale – come bene spiega il teologo Piero Cantoni nel suo invito alla lettura – si è voluto dapprima emancipare la ragione dalla fede per poi ergerla a sua implacabile accusatrice. Questo libro, scritto da due auotri cattolici di origine statunitense, organizza una valida difesa secondo il metodo indicato. In stile asciutto e con linguaggio chiaro, procedendo per domande, obiezioni e risposte sempre sintetiche, si affrontano gli argomenti fondamentali della rivelazione quali l’esistenza e la natura di Dio; il perché e il come della creazione e dell’evoluzione; il problema del Male e della vita dopo la morte; la storicità di Gesù e della Bibbia, in un contesto che affronta la questione della divinità e della risurrezione di Cristo, che è la radice stessa della fede..


A tutti coloro che sanno l'inglese, consiglio caldamente l'editio maior di questo testo:

Immagine

The challenges to Christianity by unbelievers, doubters and would-be believers continue. Only the Handbook of Christian Apologetics categorizes and summarizes all the major arguments for all the major Christian teachings. In addition you will find compelling refutations of the principal arguments against Christianity.

Topics Include:

Faith and reason

The existence of God

God's nature

How we know God

Creation and evolution

Providence and free will

Miracles

The problem of evil

The Bible's historical reliability

The divinity of Christ

The resurrection

Life after death

Heaven and hell

Salvation

Christianity and other religions

Objective truth

Reasonable, concise, witty and wise, Peter Kreeft and Ronald Tacelli have written an informative and valuable guidebook for anyone looking for answers to questions of faith and reason. Whether you are asking the questions yourself or want to respond to others who do, here is the resource you have been waiting for.
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