Laici e chiesa

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Laici e chiesa

Messaggioda Hermes » sab mag 26, 2012 9:58 pm

Vorrei continuare qui la discussione iniziata su un altro thread, dove parlando dell'influsso delle nuove chiese oggi, facevo notare che una delle ragioni del loro successo sa nella capacità di valorizzare il ruolo dei singoli nella comunità. In particolare si parlava dei mormoni, ma potrebbe valere anche per i TdG e chiese simili (lasciamo perdere il fatto che poi qui i singoli non siano certo stimolati a far fruttare la loro capacità di analisi critica, la questione è un'altra).

Direi che il discorso sul ruolo dei laici nella chiesa sia assolutamente fondamentale: la chiesa cattolica non può pensare di resistere al proselitismo delle altre chiese, se non dà risposte credibili ed efficaci a questo problema. Non basta la dottrina, sofisticati studi teologici, se poi il popolo non trova una comunità che valorizzi i suoi talenti.

Paola86 ha scritto:
Hermes ha scritto:Su questo si potrebbe pure aprire un nuovo thread. La promozione del ruolo dei laici, come responsabilizzazione ma anche coinvolgimento e valorizzazione, è uno di quei temi del Concilio che poi ha avuto attuazioni non sempre felici. Il risultato lo vediamo... gran parte del successo dell'opera di proselitismo di tdg, mormoni ecc. dipende proprio dalla loro capacità di valorizzare il ruolo dei singoli membri, che poi trovano gratificazione nel servizio che fanno.



Su questo mi trovi assolutamente d'accordo, anzi, vi racconto la mia esperienza diretta.

Quando mia madre (cattolica) ha scoperto che mi interessavo alla chiesa mormone ha avuto una brutta reazione.
Non aveva idea di chi fossero i mormoni (nè il nome suona bene, diciamocelo!) e si è preoccupata, ha temuto che fosse una setta e che chissà cosa mi sarebbe successo. Rassicurarla fu inutile, la sua prima reazione fu di contattare, tramite la parrocchia, i missionari passionisti (che il parroco riteneva i più adatti a parlarmi sull'argomento).
La realtà era che già numerose volte avevo parlato dei miei dubbi sia in confessione che fuori e non mi sentivo così a rischio come mia madre lasciava intendere.
Ad ogni modo questi passionisti furono molto duri con me. E questa cosa mi ha segnato, non lo nego.
Purtroppo non erano persone preparate sul punto, basta dire che avano confuso i mormoni con la setta di moon (che neanche io so bene cosa sia), e quando ho spiegato loro mi hanno accusato di essere solo una ragazza "viziata" (cit.) perchè queste chiese puntano sul far sentire speciale il singolo per i più svariati motivi (compattare il gruppo, spillarti i soldi ecc) quando la chiesa cattolica e il messaggio di cristo è solo di comunità (si prega il padre nostro e non personalmente, la messa è comunitaria e altri esempi che conosciamo bene).

E' chiaro che quell'approccio mi inibì molto. Mi sentivo offesa, in primis e poi incompresa e frustrata. E sola.
Ovviamente non lasciai che questo fatto scalfisse il mio attaccamento alla mia chiesa e andai avanti, confrontandomi con altri sacerdoti... però si, questo è per dire che è vero che i singoli finiscono per esser assorbiti dalla chiesa ..il chè è anche giusto... ma se non ne è spiegato il perchè (e difficilmente viene spiegato) ha un forte potere dissuasivo.


Mi ha lasciato molto perplesso la risposta dei passionisti, quella sottolineata in rosso... davvero secondo voi si può dire che la chiesa cattolica insegna che il messaggio di Cristo è di comunità, e che ciò comporta che si deve scoraggiare l'iniziativa dei singoli? Se davvero hanno detto questo, secondo me hanno sbagliato di grosso.

Tanto per iniziare ricorderei le iniziative del Concilio, e poi la Apostolicam Actuositatem (capitoli 13-18):
“I nostri tempi non richiedono minore zelo da parte dei laici, anzi le circostanze odierne richiedono assolutamente che il loro apostolato sia più intenso e più esteso”(1,b) e “ L’apostolato dell’ambiente sociale, cioè l’impegno d’informare dello spirito cristiano la mentalità e i costumi, le leggi e le strutture della comunità in cui uno vive, è un compito e un obbligo proprio dei laici…nel campo del lavoro o della professione o dello studio…”(13,a) e ancora “Nelle attuali circostanze poi è assolutamente necessario che nell’ambiente di lavoro dei laici sia rafforzata la forma di apostolato associata e organizzata poiché solo la stretta unione delle forze è in grado di raggiungere pienamente tutte le finalità dell’apostolato odierno e di difenderne validamente i beni“(18,d).

Quali concrete iniziative ci sono oggi nelle parrocchie per realizzare in pratica lo spirito del Concilio, a proposito del nuovo ruolo dei laici nella chiesa?
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Re: Laici e chiesa

Messaggioda Trianello » dom mag 27, 2012 4:00 pm

Hermes ha scritto:Quali concrete iniziative ci sono oggi nelle parrocchie per realizzare in pratica lo spirito del Concilio, a proposito del nuovo ruolo dei laici nella chiesa?


Come sappiamo, nella Chiesa cattolica, il parroco è il signore del suo castello. Anche per quanto riguarda il coinvolgimento dei laici nella vita parrocchiale, tutto dipende dalla buona volontà del parroco. Ci sono taluni che preferiscono fare tutto loro, altri, invece, che preferiscono delegare. Ci sono pertanto parrocchie in cui la partecpazione dei laici alla vita parrocchiale è minima, ce ne sono altre, invece, in cui quasi tutte le attività sono in mano ai laici ed i sacerdoti si limitano ad avere un ruolo di supervisione (oltre, ovviamente, ad occuparsi della celebrazione dei Sacramenti).
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Re: Laici e chiesa

Messaggioda Hermes » dom mag 27, 2012 4:30 pm

Trianello ha scritto:Come sappiamo, nella Chiesa cattolica, il parroco è il signore del suo castello. Anche per quanto riguarda il coinvolgimento dei laici nella vita parrocchiale, tutto dipende dalla buona volontà del parroco. Ci sono taluni che preferiscono fare tutto loro, altri, invece, che preferiscono delegare. Ci sono pertanto parrocchie in cui la partecpazione dei laici alla vita parrocchiale è minima, ce ne sono altre, invece, in cui quasi tutte le attività sono in mano ai laici ed i sacerdoti si limitano ad avere un ruolo di supervisione (oltre, ovviamente, ad occuparsi della celebrazione dei Sacramenti).


Infatti, è così, ed è un male... potrei dire che in questo caso la crisi delle vocazioni è provvidenziale, è l'unico modo per ridistribuire nella comunità mansioni e responsabilità, rendendo la funzione sacerdotale un servizio. La regola dovrebbe essere: tutto ciò che può essere fatto dai laici, dovrebbe esser fatto da loro... in casi particolari supplisce il parroco.

Ce ne sarebbe da dire. Tanto per iniziare trovo scandaloso che i diaconi siano in pratica dei chierichetti cresciuti, mentre invece potrebbero benissimo affiancare il parroco in molte altre mansioni, e potrebbero assumere una funzione simile a quella degli anziani o nominati nei TdG.
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Re: Laici e chiesa

Messaggioda Armando » lun mag 28, 2012 5:32 pm

Il Parroco deve essere sempre la guida (ed è responsabile) anche nelle circostanze in cui ci siano attività a gestione diretta di laici, questo perchè la parrocchia nonn è un club privato.
Questo per quanto riguarda la parrocchia.
I laici hanno a loro volta il dovere proprio di evangelizzare l'ordine temporale, penso al'esortazione Christesfideles laici che è un pò il faro in materia. Allora secondo queste regole i fedeli laici possono organizzarsi per far fruttare i talenti nella società in mansioni e ruoli che gli competono veramente.
Io direi che il problema dei laici è colpa dei laici (o magari anche dai sacerdoti che non li formano) prechè su di loro cade una responsabilità che non è stata ancora assunta. Penso all'impegno sociale e politico in nome non di un attivismo che poi si fa assorire dalla prima ideologia del momento, ma di testimonianza, in questioni di diritto naturale come della bellezza del messaggio evangelico conservato nella Sua Chiesa, nella difesa del bene comune per un vero progresso, nell'insegnamento e nel consiglio che in molti casi diventa più proficuo proprio perchè viene da laici, ben formati.
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Re: Laici e chiesa

Messaggioda Hermes » lun mag 28, 2012 6:19 pm

Armando ha scritto:... Allora secondo queste regole i fedeli laici possono organizzarsi per far fruttare i talenti nella società in mansioni e ruoli che gli competono veramente.
Io direi che il problema dei laici è colpa dei laici (o magari anche dai sacerdoti che non li formano) prechè su di loro cade una responsabilità che non è stata ancora assunta. ...


Le parrocchie non sono affatto organizzate per essere missioni in una società scristianizzata. Non c'è catechesi per adulti, né di base né tantomeno missionaria, i laici sono passivi a parte i pochi catechisti, è sempre più difficile fare comunità... e anche per questo la gente se ne va, e trova risposta al bisogno di avere una comunità nella fede nei movimenti religiosi cattolici e non cattolici.
Vogliamo continuare a dire che è tutta colpa dei laici? Continueremo ad impiegare i diaconi solo come chierichetti? Ok, ma rendiamoci conto che la chiesa non si difende solo criticando la dottrina altrui, ma anche offrendo una concreta possibilità di fare chiesa, cosa che altri forse offrono in maniera più convincente. E l'emorragia continua...
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Re: Laici e chiesa

Messaggioda Paola86 » lun mag 28, 2012 8:07 pm

Hermes ha scritto:
Armando ha scritto:... Allora secondo queste regole i fedeli laici possono organizzarsi per far fruttare i talenti nella società in mansioni e ruoli che gli competono veramente.
Io direi che il problema dei laici è colpa dei laici (o magari anche dai sacerdoti che non li formano) prechè su di loro cade una responsabilità che non è stata ancora assunta. ...


Le parrocchie non sono affatto organizzate per essere missioni in una società scristianizzata. Non c'è catechesi per adulti, né di base né tantomeno missionaria, i laici sono passivi a parte i pochi catechisti, è sempre più difficile fare comunità... e anche per questo la gente se ne va, e trova risposta al bisogno di avere una comunità nella fede nei movimenti religiosi cattolici e non cattolici.
Vogliamo continuare a dire che è tutta colpa dei laici? Continueremo ad impiegare i diaconi solo come chierichetti? Ok, ma rendiamoci conto che la chiesa non si difende solo criticando la dottrina altrui, ma anche offrendo una concreta possibilità di fare chiesa, cosa che altri forse offrono in maniera più convincente. E l'emorragia continua...


Non c'erano parole più corrette per descrivere il mio pensiero. Sono assolutamente d'accordo con Hermes.
A questo si aggiunge l'atteggiamento di disinteresse che le parrocchie assumono verso i giovani una volta terminato il catechismo. Sabato scorso mi sono per caso trovata alla cerimonia di chiusura dell'anno catechistico e mi ha messo una enorme tristezza: a nessuno gliene fregava niente, nè ai ragazzini, nè ai genitori, nè ai catechisti, la sensazione era di profonda freddezza e mi ha ricordato quando io stessa frequentavo il catechismo e provavo quelle stesse sensazioni. La normalità è che una volta ragginta la cresima sia normale che un ragazzo abbandoni la chiesa, nonostante i superficiali ammonimenti del parroco.
In tutto ciò c'è un lato di non poco conto su cui rifletto con voi.
E' palese che non c'è corrispondenza tra i rigistri di battesimo e i cattolici praticanti.
Mediamente dalle mie parti la parrocchia funziona così: catechismo (dai 6 ai 14 anni) - gruppi di preghiera di adulti (dai 50 in su). In mezzo il nulla (a parte qualcuno che fa il catechista o che partecipa un po' più attivamente, ma mi vengon in mente non più di una manciata di persone).
Per cercare gruppi di attivismo cattolico bisogna entrare in realtà chiuse in sè stesse: mi viene in mente comunione e liberazione o l'opus dei , che realizzano - MA IN MODO ELITARIO (o settario?) - quello che normalmente si potrebbe realizzare in ogni parrocchia, ovvero fare chiesa insieme.
Conosco un paio di persone affiliate ai predetti gruppi cattolici, non li conosco approfonditamente, quindi non posso esprimer commenti accurati, soltanto mi viene da dire che la medesima chiusura che vedo nel clero ordinato , la vedo in questi gruppi laici ( che peraltro non esistono in tutte le comunità).
Manca, ancora una volta la via di mezzo.
Paola86
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Re: Laici e chiesa

Messaggioda Armando » lun mag 28, 2012 11:03 pm

Bisogna distinguere, credo che la parrocchia sia un luogo dove si debba approfondire la dottrina cristiana e il messaggio evangelico per portarlo fuori nel mondo (carisma più di noi laici). Per questo io mi aspetto dai sacerdoti che siano per esempio preparati sulla dottrina cattolica e non sui miliardi di movimenti che ci sono in giro. Ovvio che chi ne sa qualcosa, ben venga, ma ad alcune realtà ci possono arrivare solo i laici che si organizzano tramite i loro carismi, come per esempio nei gruppi religiosi citati più sopra che divengono chiusi se non rimangono uniti alla chiesa certamente, mentre invece sviluppano in sè una quantità di carismi differenti tra cui rientra anche quello proprio del Gris.
Le realtà dei salesiani portano avanti molte attività di gruppo come anche molte parrocchie, nella mia esperienza non è quello che manca, ma una solida formazione per cui quando finiscono le attività, finisce pure l'interesse. Comunque io ho molti esempi positivi di conferenze, catechesi, approfondimenti, meditazioni, letture bibliche che richiamano veramente tantissimi ragazzi e sono molto porficue, ma capisco che ci sono sicuramente le eccezioni. Il parroco bravo, certo non perfetto, con la buona volontà si trova e l'emorragia della Chiesa ha sicuramente cause più profonde di queste, io personalmetne credo che il problema sia la presentazione di una fede troppo appiattita sul mondo che non interpelli veramente le persone e le inviti ad un passo, del tipo, ma tanto se non si discosta tanto da questo e quello allora provo questo, quello o rimango così.
Armando
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Re: Laici e chiesa

Messaggioda Trianello » ven giu 01, 2012 4:36 pm

Hermes ha scritto:
Le parrocchie non sono affatto organizzate per essere missioni in una società scristianizzata. Non c'è catechesi per adulti, né di base né tantomeno missionaria, i laici sono passivi a parte i pochi catechisti, è sempre più difficile fare comunità... e anche per questo la gente se ne va, e trova risposta al bisogno di avere una comunità nella fede nei movimenti religiosi cattolici e non cattolici.


Diciamo che questo succede nelle nazioni tradizionalmente cattoliche, dove il cattolicesimo impregna di sé tutta la vita sociale e culturale del Paese. Sta di fatto che, da una parte, la secolaziazione e, dall'altra, la sempre più agguerrita concorrenza dei Culti Alternativi ha ormai da tempo minato alla base la possibilità per la Chiesa cattolica di campare, per così dire, di rendita. Alcuni pastori se ne sono accorti e sono intervenuti con lodevoli iniziative sia a livello parrocchiale che diocesano, altri sembrano invece ancora non essersi pienamente resi conto della situazione, oppure preferiscono (per pigrizia?) demandare l'impegno di coinvolgere maggiormente i laici nella vita di fede ai vari movimenti ecclesiali (salvo poi "combatterli" quando questi cominciano a prendersi troppo spazio sul territorio). E' anche vero, comunque, che, come ci ha insegnato R. Stark, non tutti i fedeli necessitano di una vita religiosa caratterizzata da una tensione molto alta, molti si accontentano di poco in ambito spirituale, per cui, da questo punto di vista, la Chiesa cattolica "subisce" il destino inevitabile di tutte le religioni istituzionalizzate, caratterizzate da una gran massa di appartenenti fondamentalmente disinteressati ad avere una vita religiosa particolarmente impegnata. Il problema è, appunto, che, oggi come oggi, non sempre, invece, coloro che aspirano ad una vita spirituale personalmente più coinvolgente, pru volendo rimanere laici, trovano nelle parrocchie la possibilità di farlo. Su questo è ncessario intervenire, come del resto hanno ribadito anche recentissimi pronunciamenti del Magistero a tal proposito.
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